F09 – Vera – La sfondata 3a parte
Sentivo delle voci provenire da una stanza accanto. Presi una sigaretta da un pacchetto posto su un piccolo tavolino e cercai qualcosa per accendere senza trovarlo. Non vedevo nessuno, ma quelle voci provenienti dall’altra stanza,mi entravano in mente, così m’avvicinai alla porta tenendo tra le dita la sigaretta mi appoggiandomi allo stipite.
La stanza era un piccolo salottino con tante poltroncine, c’erano diverse persone,ma smisero di parlare e tutti si voltarono verso di me.
Arrossì un po’, ma maliziosamente chiesi “Qualcuno ha del fuoco ?”
Mettendomi la sigaretta in bocca, presi una posizione da smorfiosa, maliziosamente provocante. Guardai le facce dei presenti che mi spogliavano con gli occhi, era come se vedevo la mia immagine riflessa su quei visi, quella di una gnocca da urlo, alta sui tacchi a spillo, le autoreggenti che disegnavano le mie lunghe gambe, il perizoma che limitava il terreno pubico, le tette con i capezzoli leggermente allungati ed eretti stretti in quel reggiseno senza coppe, il mio viso truccato, le labbra carnose , i capelli raccolti sul capo.
Un uomo, avvicinandosi come per annusarmi, fu pronto nel farmi accendere e Alain mi presentò.
“Signori questa e la fata che aspettavate !”
Tutti manifestarono la loro approvazione salutandomi,chi con un “Ciao bella gnocca”, chi con un semplice saluto, chi un sorriso, altri si passarono la lingua sulle labbra, e qualcuno una pacca sul culo. Mi trovai attorniata da quei maschi bollenti che mi vedevano come la loro preda agognata e sicuramente pagata profumatamente.
Alain prese subito in mano la palla in balzo e comunicò chi doveva venire con me per primo, per secondo e cosi via. Il metodo fu semplice, quello di ordine di arrivo, ci fu un attimo di malcontento, ma tutti si accomodarono nelle poltroncine aspettando il proprio turno. Nel frattempo Alain mi sussurrò all’orecchio “Ognuno ha mezzora di tempo per stare con te, devi concederti a loro piacimento ma se ti fanno male grida.”
Mi spinse tra le braccia del primo cliente e c’infilammo nella stanza.
L’uomo, un tipo con gli occhi da furbo, la pancia e un po’ tarchiato, non era il massimo della libidine, e chiuse la porta. Ero nelle sue mani, mi palpava anche se d’altezza arrivava alle tette che prese a ciucciare come un poppante. Si spogliò, non era eccitante proprio per niente, ma la situazione si, ero una troia da casino. Una vera macchina di soldi, una mercenaria, una di quelle che soddisfa i capricci erotici degli uomini.
Mi tolsi i tacchi lui si distese su letto lateralmente ordinandomi, senza preamboli o altro “Troia inizia a succhiarmi il cazzo”
Ero una troia succhiacazzi, dunque cosa poteva dirmi?
Obbedì al volere del mio cliente, m’inginocchiai glielo presi in mano, quel cazzo ere grande ma non lunghissimo, con una cappella maestosa.. Lo feci subito sobbalzare di piacere dandogli una lunga leccata tra le palle mentre con la mano lo impugnavo e immediatamente si indurì.
Menavo quel pezzo di carne ,mentre leccavo i testicoli che si gonfiavano sotto le accurate attenzioni della mia lingua. Ma non mi limitai solo a quello, lo volevo fare proprio morire di piacere. Impugnai quel pene strusciandomelo sul mio seno prosperoso e voglioso, appoggiai la punta del membro sui entrambi i capezzoli in alternanza, per poi infine stringerlo nell’avvallamento delle mie colline. Ero impedita nei movimenti dal reggiseno e lo sfilai senza difficoltà e pudore.
In pratica gli feci una bella sega spagnola, lui ne era felicissimo
”Si cosi. Brava la mia porcona, continua a farmela questa spagnola fantastica !”
Mentre lo stringevo tra le tette, la lingua solleticavo la punta, mentre lui mi toccava le orecchie.
Lo impugnai nuovamente per strofinarmelo sul viso e indirizzarmelo in bocca, Aprì le labbra e lo infilai quasi a farlo arrivare in gola, strinsi le labbra e facendo rumore lo succhiai con maestria, i suoi gemiti aumentavano, all’improvviso mi prese la testa per dettare il ritmo mentre gli stringevo le palle, ad un certo punto, surriscaldato dai mie giochetti di tette e di lingua mi disse ”Montami che se continui a succhiare ti riempio la bocca, mentre io ti voglio fottere a dovere, troia !”
Gli sorrisi maliziosamente, dandogli un’ultima leccata e guardandolo negli occhi mi alzai gli salì sopra, con la mano indirizzai la sua minchia versa la mia sbrodolante passera. Quando fu in tiro mi abbassai, mi scivolò dentro senza nessuna difficoltà, ero troppo lubrificata e dilatata.
Mi afferro le tette “Ora montami troia.“
L’assecondai ed inizia a montarlo, aumentato o diminuendo i colpi, le sue mani erano sempre in movimento, fui costretta ad abbassarmi verso di lui che mi afferro le chiappe facilitando la penetrazione.
La sua faccia era vicino al mi viso sentì la sua lingua insalivarli il lobo mordicchiandomelo. Lui assecondava i miei movimento assestandomi dei colpi, andavamo in sincronia, stavo godendo anch’io con lui, ad un certo punto m’afferrò per le ascelle e m’infierì dei colpi possenti, ansimava, le sue palle rumoreggiavano sbattendo con il mio culetto da porcellina. Era in estasi fuori di se.
“Dai porca continua a muoverti cosi, che ti sborro tutta.”
IO non restavo insensibile e lo incitavo.
“Innaffiami, si riempimi tutta.”
Avevo orgasmi a ripetizione, le mie tette sudavano, i miei capelli erano bagnati, ansimavo come una cagna. Mi alzavo e m’abbassavo sempre più intensamente , sbattevo con forze le mie chiappe con le sue palle ormai pronte ad esplodere.
Fui accontentata e mentre raggiungevo l’ennesimo orgasmo fui investita e inondata da un fiume di sborra. Era la prima volta che ricevevo il seme maschile nella figa, fu una cosa incredibile, gemevo gli mordicchiavo il collo anche lui era in estasi. Sentì un’esplosione al cervello continuavo a muovermi e cavalcarlo. Lui venne tantissimo, dopo breve tempo mi accasciai su di lui esausta e ansimando.
Lui mi carezzò il viso.
“Sei una splendida troia, non ho provato mai un orgasmo cosi forte.”
Era contentissimo e mentre si vestiva mi disse che mi voleva rincontrare, ma io feci la finta scema dicendogli che lo doveva chiedere ad Alain. Lui usci della stanza salutandomi. Intontita e ancora sotto l’effetto del godimento andai in bagno per sciacquarmi e darmi una pulitina, di fatti quando rientrai in camera da letto trovai il cliente successivo.
Era un uomo sui quaranta atletico il viso marcato, non era brutto ma nemmeno affascinante, sembrava il classico arricchito.
Mi parlò senza alcun rispetto e considerazione.
“Forza troia inginocchiati e per iniziare tirami un pompino !”
Era rude e mi mostrò il suo cazzo, un membro molto grosso e lungo, come biglietto da visita, me lo sbatteva e strofinava sul viso per poi farmelo subito succhiare. Io come un’automa lo ciucciavo, dopo poco mi mise a quattro zampe, il mio seno appoggiava sulle lenzuola rosse del letto, le mie ginocchia erano ben ferme piantate sul pavimento, il mio culo in bella esposizione in aria, alla merce del cliente. Il tizio iniziò a dedicarsi alla mia figa, mi penetrò con la sua mazza senza preavviso trovando l’accesso facilmente. Mi perforò a colpi di cazzo la mia figa da troia, sculacciandomi con violenze sul culo.
Io assecondavo i suoi assalti con dei gemiti, frequenti e intensi, d’altra parte ero una prostituta. Mi scopò per vario tempo, le mie tette sobbalzavano ad ogni suo colpo, ero mantida di sudore.
Mi fece alzare e mi sbatte sulla cassa panca, ero a gambe oscenamente divaricate, con i miei buchi in bella mostra. Era surriscaldato, sudatissimo, col cazzo in erezione da sballo, infoiato nel vedermi in quella posizione sconcia.
”Allarga le gambe più che puoi troia che dopo ti spacco il culo !”
Lo rinfilò di colpo, con le sue mani possenti mi alzo le gambe fine a congiungerle con le mie spalle. Mi sbatteva sempre più forte, il suo modo di fottermi era di quelli da uomo possente, venivo come una vacca e gli gridavo di spaccarmi, lui continuava a scoparmi ma all’improvviso lo sfilò dalla figa e di colpo me lo sbattè nel culo che lo ingoio completamente fino alla radice.
“Ma sei proprio una zoccola, non ho trovato nessuna resistenza. Sei una rottainculo !”
Mi strinse le caviglie ancor più forte di prima, e si dedicò a spaccarmi letteralmente il culo.
Con la mano mi sgrillettavo la passera che era quello che volevo, stavo godendo sempre di più dimenando la testa e gridavo di piacere, avevo sempre sognato di essere fottuta in quel modo. IL suo assedio al mio povero culo duro una decina di minuti. Era proprio rotto, spompato, allargato a dismisura, finché non venne gridando. Gli schizzi mi riempirono lo sfintere, non rallentava nel trapanarmi, ma continuava mentre mi riempiva tutta, finchè non usci dal mio ormai culo aperto…
“Sei una fantastica rotta in culo, puliscimi il cazzo e resta cosi tenendoti le gambe in aria con le mani, il prossimo cliente dovrà vederti con il buco del culo aperto e grondante di sborra”
Non capivo più nulla, scendevo sempre più in basso, ma ero più vogliosa e pronta ad altre nuove umiliazioni.
Mi porse il suo cazzo e lo ripulì a via di linguate, sentivo il sapore dello sperma e del mio culo. Glielo stavo lucidando con la mia saliva finchè me lo tolse dalla bocca. Si vesti fiero del suo successo.
“Porco mi aperto proprio il culo !”
Lui vedendomi in quello stato sconcio mi sputo sulla figa più volte e mentre ero sempre nella posizione che mi aveva detto mi disse “Troia continua a toccarti” ed uscì dalla stanza .
Rimasi sola con il culo dolorante aperto e gocciolante ma da gran maiala iniziai a sgrillettarmi. Entrò il nuovo cliente, un giovane su trenta anni muscoloso con lo sguardo eccitato. Vedendomi in quella posizione e ridotta in quello stato non perse tempo.
“Che troia che sei! Lo dovevo immaginare che ti avrei trovato cosi ! Hai il culo aperto che gocciola sborra. Ho visto parte del filmino che Alain ti ha girato, sei una lurida cagna e mi dovrai fare impazzire.”
Si spoglio di tutto rimanendo completamente nudo. Alzò il suo piede destro e me lo strofinò sulla figa, poi con l’alluce del piede mi penetrò nel mio dilatato sedere. Entrò il dito e lo ruotò dentro, sentivo l’unghia che mi graffiava le pareti anali.
Lo tirò fuori dopo avere raccolto tutti gli umori, ma soprattutto lo sperma e me lo porse in bocca.
“Ciuccia troia, il mio dito che sa del tuo culo da scrofa.“
Come al solito accontentai anche questo terzo cliente, dopo che gli lucidai il dito anche lui, forse preso dalla scena girata con Elisa, mi fece mettere a quattro zampe e come una cagna mi trascino per i capelli in bagno, fermandomi ogni tanto per leccargli il cazzo.
Sgattaiolavo indolenzita verso l’altra stanza assaporandomi quella minchia, leccavo la cappella e mentre camminavo in quella posizione animalesca con lui mi tirava per i capelli mi bagnavo tutta. Arrivati nella stanza nel ruolo di serva ero sicura che mi avrebbe fatto bere pure lui, ma mi sbagliavo.
Mi usò come latrina ma non in bocca.
Mi fece entrare nella vasca e sistemò il culo all’aria per infilarci il suo cazzo senza alcuno sforzo. M’inculò strizzandomi le tette e facendomi toccare il muro con la testa, poi si liberò la vescica e mi riempì letteralmente di piscio. “Cosi ti pulisco l’ano baldracca.”
Iniziò anche a sculacciarmi e finito di pisciare mi fece girare per inginocchiarmi e chiamandomi ancora una volta troia si fece asciugare il pene gocciolante dalla mia bocca.
Asciugai quel membro, ero molto eccitata e quel odore forte non mi schifava, anzi mi inebriava. Mi stavo abituando a fare da cesso umano. Quello odore di urina diventava un fattore stimolante per i mie sensi. Ero diventata una perversa.
Poi iniziai a lavoralo con la lingua e con la bocca per farlo indurire, gli chiesi se mi voleva fottere a letto ma lui fu categorico.
“Io non sfotto una troia lurida e bevi piscio come te ! Fammi un pompino che ti faccio bere la mia sborra. Io ti fotto la bocca e te la slargo tutta. E dopo ne potrai prendere in contemporanea anche quattro, in quel cesso di bocca.”
Mi stava umiliando ma io mi bagnavo e come se mi bagnavo !
L’uomo m’infilò il cazzo in bocca strinse le labbra, mi prese per la nuca e inizio a scoparmi come aveva promesso. Sembrava che non finiva mai, le guance si gonfiavano e si sgonfiavano all’entrare e l’uscire di quel membro, mi facevano male le mascelle e in dei momenti avevo difficoltà a respirare, ma intanto la mia mano scese fino alla passera e mi toccai e questo lo eccitò.
“Troia ma quanto sei zoccola ? Toccati pure ma ora concentrati, che mi dovrai fare godere. “
Mi diede un buffetto sulla guancia e mi scopo all’impazzata, venne dopo molti minuti gridando all’impazzata
“Vengoo…troia…tieni…bevi la mia sborra.”
Iniziò a riempirmi la bocca, un primo getto dritto in gola poi lo tirò fuori e continuò a sborrarmi sulle labbra, ma soprattuto lo indirizzava in viso.
Me lo strofinò in faccia per pulirselo bene, poi salutandomi a suo modo se ne andò.
”Ciao pompinara ciuccia cazzi. Complimenti sei stata fantastica !”
Gli chiesi di chiamare il patron .
Mi diedi una rinfrescata e nel frattempo arrivò Alain.
“Tutto ok. Dolcezza ?”
“Tutto ok Alain vorrei solamente una sosta di un quarto d’ ora per aggiustarmi, rinfrescarmi e ricompormi.”
Alain mi disse che potevo anche sistemare con calma, ma m’avvisò che era sorto un problema di natura tecnica. I due clienti precedenti appena usciti avevano telefonato a degli amici, raccontando la bellissima scopata con me tanto ne erano rimasti incantati. Morale della favola avevano diffuso la voce che nella villa di Alain l’antiquario c’era una cagna da monta, capace di farsi fare di tutto. Quindi nella sala d’aspetto c’erano altri dieci clienti incluso i tre precedenti e altri cinque o sei si sarebbero uniti alla compagnia. Lo guardai impaurita ma nello stesso tempo eccitata. Già ero stanca, dolorante, arrossata, sfondata, certo l’idea di continuare a fottere liberava in me la lussuria soppressa da anni, d’altra parte proseguire a quel ritmo per parecchie ore mi terrorizzava ,sarei finita all’ospedale spaccata e lacerata.
Gli manifestai le mie perplessità, ma fu comprensivo e mi assicurò che aveva minacciato i presenti in quella stanza, se continuavano a chiamare altre persone sarebbe finito lo spasso. Riflettemmo per qualche istante, poi mi per non farmi fottere per ore e ore, di soddisfare i clienti in gang bang.
Ci guardammo inizialmente dubbiosi, per poi scoppiare a ridare e lui mi abbracciò.
“Sei meravigliosa, unica ! Non ci dobbiamo perdere di vista e non ti preoccupare che un bel regalo per te ci sarà stasera.”
Lo guardai affascinata, mi trattava con gentilezza e gli stavo facendo guadagnare un mare di soldi. Ma oltre a questo fattore vedevo che lui era attratto da me, e così accettai di continuare in quella folle serata.
Dovevo essere la protagonista di un gang bang come i filmini che guardavo con Elisa.
Ormai ero perdutamente puttana.
MI piaceva esserlo, soddisfatta di dare piacere, ma prima di congedarsi da me e andare a preparare la gang, disse che mi avrebbe fatto trovare in camera delle creme rinfrescanti e della vasellina per allargarmi bene e il già ben aperto culo.
Mi baciò sulla fronte e mi salutò.
“Quando sei pronta mi chiamami.”
Feci un bagno rigenerante e mi rilassai, feci anche la pipì nella tazza. Dopo un po’ ero profumata, la mia pelle liscia e vellutata, risciacquai la bocca con del collutorio. Rientri in camera e rimisi le autoreggenti, il reggiseno senza coppe, il perizoma di Elisa e trovai un collare con un guinzaglio che indossai con calma, mentre sentivo delle voci e le risa che provenivano dall’altra parte.
Trovai anche dell’acqua minerale sul comodino e delle sigarette, ma subito dopo mi concentrai per entrare nella parte dalla zoccola pronta a farsi sfondare da decine di porci. Ero titubante ma eccitata, tra me e me riflettevo sulla situazione.
Io proprio io in un gang, a ciucciare tanti cazzi insieme e prenderli in tutti i buchi .Passai le creme nelle parti intime e spalmai la vasellina dentro l’ano. Misi a culo a ponte e mi resi conto di quando era aperto il culo, m’entrarono tre dita senza problemi, e guardandomi allo specchio vedevo un culo aperto praticamente sfondato, ma pronto a prendere altro cazzo
Ero pronta, chiamai Alain che si presentò con un sorrisetto malizioso e beffardo dicendomi in pompa magna “Troia sei pronta a farti sfondare del tutto ?”
Afferrò per il guinzaglio e mi obbligo a seguirlo e così uscimmo dalla stanza da letto.
Mi ritrovai nello strettissimo salottino dove una ventina di uomini mi guardavano e m’aspettavano divorandomi con gli occhi pieni di lussuria.
Trascinata al guinzaglio da Alain sculettavo sui i tacchi mostrando le mie chiappe nude, il solito perizoma ormai stropicciato e zuppo di umori, le autoreggenti nere e il reggiseno senza coppe coi capezzoli lunghi che svettavano catturando l’attenzione dei clienti sempre più allupati e maldestri.
Sentivo delle mani che sfioravano proprio i capezzoli sempre più turgidi, altre mani mi palpavano il culo e delle dita mi penetrarono la bocca. Percepivo a pelle l’eccitazione smisurata del pubblico, l’odore di sesso riempiva la stanza colpendo la sensibilità delle mie narici, sentivo i commenti espliciti di quella platea.
“Troia ti sfonderemo tutta !”
“Che zoccola…”
“Sei una bambola da fottere a sangue.
“Ma quanto sei bona !”
“Ci svuoterà le palle questa maiala, guarda che bocca da pompini”
“Ma non è un culo normale è un aeroporto, guardate le chiappe come sono allargate. Il suo ano e cosi dilatato che può ospitare due cazzi contemporaneamente ! E’ proprio una rotta in culo !”
Infatti l’uomo che definiva in quel modo il mio culo me lo stava violando senza fatica con tre dita. Ero nella pancia del gruppo, rovistata in tutte le mie intimità. Alain smorzò gli entusiasmi avvertendoli di comportarsi bene, rasserenandoli che da li a poco mi avrebbero usata a loro piacimento. CI avviammo per un corridoio fino ad arrivare in una stanza vuota con al centro un vecchio materasso. Fece accomodare i clienti, mentre io e lui entrammo subito dopo facendo un’entrata trionfale, poi ordinò di spogliarsi tutti, la festa stava per iniziare.
Mi obbligò a sfilare in posizione non eretta, ma a quattro zampe come una cagna e inizia a muovermi agitando vistosamente il culo,che fu subito preso da alcuni presenti che lo sculacciarono fino a farlo diventare rosso. Le calze si smagliarono, dando quel pizzico di perverso e sconcio che rendeva l’aria sempre più lussuriosa.
Ero al guinzaglio tirata come un a cagna immenso ad una marea di porci pronti a farmi la festa, vedevo quegli uomini belli, brutti vecchi giovani e possenti, con dei cazzi mosci , dritti grossissimi piccoli medi attorno a me.
Alain scelse un giovane sui quaranta, alto e muscoloso con lo sguardo da dritto per condurre il gioco cioè gestire i turni, animare l’orgia. Parlarono sottovoce, poi mi consegnò a lui ed uscì dalla stanza evitando il mio sguardo. Rimasi sola alla merce di quei porci scatenati, al guinzaglio nelle mani di quel uomo che avrebbe deciso su di me. Ero tremante ma nello stesso tempo trepidante di emozioni. L’uomo avviso tutti che avrebbe condotto lui il gioco, e che si sarebbero tutti divertiti, assicurando i presenti che mi avrebbero usata e scopata in modo eguale e li avvisò del fatto che in determinati momenti Alain avrebbe girato dei filmati ma senza riprenderli in viso.
Poi si Rivolse a di me.
“Inginocchiati cagna e comincia leccarmi le palle. E dopo averle lucidate fai vedere agli a tutti come spompini bene il tuo padrone !”
Ero umiliata, trattata come le peggiori prostitute, ma ero bagnata perchè volevo trovarmi la, essere il giocattolo in mano a quegli uomini, entravo nel ruolo e scacciavo ogni resistenza o dubbio, ero ormai entrata nella parte.
Mi diedi da fare per non deluderlo, presi in mano il suo possente cazzo mentre con la lingua gli slinguazzavo le palle e un applauso del pubblico accolse il mio atto. L’uomo afferro il cazzo e mi schiaffeggio il viso, gonfio d’orgoglio per il fatto che avevo iniziato a obbedire alle sue volontà. Mi tolse il reggiseno e lo butto verso gli altri, poi m’infilò il suo cazzo in bocca.
”Succhia puttana voglio vedere cosa sai fare.”
Lo feci scomparire in bocca, ma lui volle far vedere a tutti come sapevo leccare.
“Esci la lingua da troia e leccalo, che tutti possono vedere che razza di succhiacazzi sei !”
Cosi feci, la mia lingua scorreva per tutta l’asta avvolgeva la cappella e con le labbra la lambivo fino a ricacciarla in bocca. Dopo poco il padrone fece mettere a cerchio tutti e da quel momento non capì più niente.
Mi ritrovai circondata e immersa da cazzi, ne percepivo l’odore forte, la voglia di possedermi e di godere di me.
Li dovetti prendere a turno in bocca tutti per leccarli e succhiarli, li spompinai tutti e venti, le mie mani erano occupate a palpare palle e a menare cazzi. Me ne ritrovai anche tre contemporaneamente in bocca, loro ridevano ed esprimevano sconcezze. Ero umiliata, trattata da pompinara, ma in mezzo alle gambe ero un lago. Volevo fortemente tutto ciò, mi piaceva e godevo nell’essere trattata in quel modo.
Con gusto cambiavo membro da succhiare, ognuno aveva un sapore e una dimensione diversa e tirai pompini a ruota libera per parecchio tempo.
Per un attimo mi girò la testa come sotto effetto di qualche sostanza stupefacente, sentivo i loro membri premere sul mio viso, me li strofinavano in faccia, qualcuno lo appoggiava sulle orecchie, alcuni si pulivano il cazzo dalla mia saliva con i miei lunghi capelli sciolti, altri me lo mettevano sotto le ascelle, altri ancora li strofinavano sui seni e qualcuno mi pizzicava tirandoli i capezzoli.
Ma la situazione era in evoluzione, solo una cosa non cambiava mai, avevo la bocca sempre piena di cazzi da succhiare.
Il padrone fermò poi tutti.
“Basta troia, se continui a giocare con i nostri cazzi in questo modo ci svuoterai le palle primo del tempo. La nostra sborra te la devi guadagnare. Togliti il tanga gettati a gambe divaricate sul letto. Preparati che ti apriamo !”
Prese il perizoma e l’odorò a pieni polmoni.
”Profumo di zoccola. Quanto cazzo hai preso oggi ?”
Risero tutti e io timidamente ed infoiata come non mai quasi balbettavo.
“Molto, ma ne voglio ancora !”
Replico subito tirandomi i capelli ”Ora sarai sfondata completamente come merita una puttana come te.“
Tutti si resero conto che ero al massimo dell’eccitazione, un uomo con entrambe le mani mi tiro, allungandoli, i capezzoli.
“Guardate come si bagna la zoccola.”
Mi sistemai sul letto, il padrone si getto su di me e mi entrò dentro in un solo colpo col suo possente arnese nella figa sbrodolante. Mente mi fotteva in quella pozione sul quel materasso, girai lo sguardo vedendo attorno a me gruppi di uomini che si menavano il cazzo e parlottavano .
Il padrone, conscio del suo ruolo da protagonista e dando sfogo alla sua lussuria al suo esibizionismo, si fermò per alzarsi, mi fece sollevare le gambe e tenendosi il cazzo mi disse “Apri la bocca.“
Obbedii, le nostre bocche si avvicinarono con le lingue di fuori come per baciarsi,ma lui mi sputò in bocca.
“Ti sembrava che ti baciavo lurida cagna ? La vacca pensava che la baciassi in quella fogna di bocca ! Ah ah ah.”
Ero ormai scesa all’ultimo stadio della degradazione, ma quando con il palmo della mano mi diede uno schiaffo sulla figa e subito entrò a forza peggio di prima.
Mi surriscaldai eccitata e spalancai la bocca mostrando la saliva, mi veniva un senso di nausea ma ero calda, si avvicinò e prendendomi per la nuca e iniziò a pompare.
“Ti piace essere fottuta, eh ?“
Io gemevo, ma lui insisteva schiaffeggiandomi le tette.
“Parlo con te zoccola.“
Mi sputo in viso finchè non ebbe risposta.
“Si certo che voglio il tuo cazzo, ahh.”
Mi strozzo il gemito infilandomi quattro dita in bocca e mi scopo facendomi traballare tutta, quando si alzò lo fece per incularmi senza nessun rispetto.
“Signori ha un culo aperto come una casa !”
Entrava ed usciva da fica e culo facendo entrare aria dietro tanto che inizia a rumoreggiare finchè non me lo portò in bocca e mi sborrò direttamente in gola.
“Troia puliscimi il cazzo fatto dal tuo culo merdoso.”
Poi rivolgendosi agli altri “Forza, branco di maiali ! A turno dategli qualche colpo per allargarla al meglio. La voglio vedere sfondata, come la puttana delle puttane”
Fui presa d’assalto da tutti i membri che mi fotterono a turno la figa mentre ciucciavo il cazzo del padrone e menavo a turno gli altri, alcuni mi scopavano con ritmo facendomi venire, altri erano troppo rapidi e non provai nulla.
Ci fu un uomo con un cazzo piccolo che gridando mi sborrò dentro. Il padrone allora quando vide che tutti mi scopavano la figa disse che era ora di cambiare buco. Mi fece mettere a carponi sul materasso con il culo in aria e la testa appoggiata al cuscino e mi sculacciò con forza. gli altri lo incitarono dicendo di riempirmi il culo e lui esegui il desiderio comune. Punto il cannone contro il buco ormai ridotto a voragine, mi aprì le chiappe con le mani e con un colpo di reni mi sodomizzo nuovamente. Afferro le tette quasi a farmi male e cominciò a pomparmi e battermi sulle chiappe, ormai non capivo più nulla presa da quell’uomo così violento, finchè gridando mi sborro nel culo.
I commenti sconci si susseguirono.
“Hai il culo da troia scassata ma fantastico.”
“Glielo hai proprio rotto il culo ! Voglio aprirlo pure io.“
“Meglio di un film hard, questa è una troia patentata.”
Uscì dal mio culo e mi fece alzare, si mise sul materasso e fui costretta a inginocchiarmi davanti a lui, mi obbligò a leccargli le palle, asciugarli il cazzo e anche dedicarmi al buco del suo culo con la mia lingua.
Mi sentivo lurida dentro, ma felice, forse era la prima volta che ero veramente me stessa.
Disse agli altri di sfondarmi il sedere anche loro, m’inculò subito un baldo giovane, ma uscì subito dal mio culo.
“Quanto sborra hai fatto nel culo di questa vacca ?“
Mentre tutti ridevano m’infilò quattro dita nell’ano e raccolse la sborra, poi rimise dentro il cazzo e mi sollevò il viso staccandomi dal buco del culo che stavo leccando con adorabile sottomissione, per spalmarmi la ‘crema’ in viso.
L’uomo aggrappandosi per i capelli mi teneva il viso imbrattato a disposizione degli altri, presto s’avvicinarono due uomini con il loro cazzi duri che si stavano menando. Uno me lo mise in bocca per poi fino a sborrarci dentro, l’altro si segò venendomi in faccia. Dei getti mi arrivarono sul naso, sui capelli e negli occhi, poi venne anche il giovane dritto nel culo.
Stavo perdendo la cognizione del tempo e dello spazio, mi penetravano continuamente il culo. L’ultimo che mi riempì uscendo esclamò quasi stupito che ne potevo prendere insieme due nel culo.
Ero stordita con gli occhi semichiusi, il viso imbratta ”Che bel viso da battona col trucco che cola mischiato alla sborra, ti porterei in mostra per gli angoli affollati della città !”
Mi sputò in faccia anche quella mi fu spalmata sul viso.
Intanto il mio culo era all’attenzione degli uomini che si erano susseguite ed in parecchi sborrandoci dentro. Sentivo che il mio buco dilatato a dismisura non tenera più la sborra che colava , Il padrone ordinò agli altri di girarmi e farmi impalare sul suo cazzo. Gli uomini mi girarono sollevandomi le gambe,ma prima di farmelo impalare nel culo, mi fecero liberare le viscere dalla sborra mettendo sotto il mio culo un posacenere di vetro, che raccolse anche quella che colava dalla fica.
M’impalai il cazzo dell’uomo, prima fino a metà, poi chi mi teneva mi lasciò di colpo, facendomi abbassare fino a raggiungere la palle.
Emisi un urlo di puro dolore, mi sentivo dilaniata, aperta, sconquassata.
L’uomo iniziò a darmi colpi a ripetizione, gli spettatori avevano davanti agli occhi una scena oscena, io impalata sul suo cazzo con la figa allargata ma vuota, le tette in aria che sobbalzavano ad ogni colpo e
lui che m’insultava.
“Troia rottainculo mi farai venire ancora una volta ! Ti piace, vero ?“
Io ero succube ma incredibilmente felice.
“S mi piace, rompimi il culo, ma voglio anche essere fottuta nella fica da tutti i porci di questa stanza !”
Sentendo le mie provocazioni tutti si misero a ridere e scapparono vari commenti, ero confusa e non capivo bene cosa mi dicevano ma certo che erano delle sconcezze, ma mi era chiaro le parole del mio padrone.
“Ragazzi riempiamola tutta facciamole culo e fica, ma prima fatele bere quella bevanda.“
“Bevi la sborra e tuoi umori da vacca !” urlò uno dalla folla.
Mi versarono in bocca quella mistura di sperma e umori vaginali e anali, era tanta che mi arrivava dalle labbra fino alla pancia, mentre un uomo entro quattro dite nella figa e con il quinto mi tintillava il clito.
“Riempitemi anche la figa,la voglio piana di cazzo agh.”
Mi sollevarono perchè stavo per soffocarmi la sborra mi arrivava in gola, tutti ridevano mentre tossivi e cercavo di riprendere fiato.
“Che dici troia ? Vuoi essere riempita ma non sei capace neanche a parlare.”
Mi stava facendo venire con le dita, ma si fermò per sbattermi il cazzo dove volevo io.
Ero piena di cazzo ma ancora non era finita, mi venne sopra un uomo che mi sbattè il cazzo tra le tette stringendomele e se lo segava facendolo arrivare la punta sulle labbra e le mie mani furono occupate a tener due cazzi da segare. Nel mentre arrivo Alain “Elisa guarda come si stanno fottendo nel vero senso della parola la tua ragazza.”
Cercavo il suo sguardo, ma sentivo solo la voce distorta e lontana, mentre succhiavo il cazzo e gli altri mi stavano fottendo all’unisono, intravidi un videotelefonino e la sua in un riquadrino del cellulare
“Ma che troia sei ? Ho fatto bene a farti battere sei un a cagna dalle uova d’oro.“
Alain gli fece veder come mi stavano aprendo i buchi, poi mi ripasso Elisa “Troia con il mio uomo ti ho mandato i tuoi vestiti, ci sentiamo fra qualche mese che ho qualche altro lavoretto da farti fare, ciao puttana.“
Tutti ridevano e Alain iniziò a fotografarmi in tutti i particolari, l’uomo che mi fotteva era venuto mentre il padrone mi inculava in allegria e ne seguirono almeno dieci a tutta sfottermi e riempirmi la fica.
Il il padrone designato da Alain resisteva finchè non volle dimostrarmi chi ero. “Ragazzi la vogliamo aprire a dovere ?”
“Si rompiamole il culo.” fu la risposta collettiva.
Fui sollevata il suo cazzo che uscì dal mio culo rumoreggiante, Alain fece ammirare a tutti quanto era largo ed i commenti si susseguirono.
Infine sentì le sue mani senti mi toccava le cosce per fotografarmi la caverna anale.
“Si cara Vera, il tuo culetto stretto e ormai un miraggio, hai un culo da bordello turco e penso che no ne ancora finita la festa.“
Sentivo la sborra della figa che colava e lui che fotografava, delle mani la raccolsero e me la spalmava sul corpo, nei capelli e in viso, mi facevano ciucciare le dita mentre il cazzo che mi pompava in bocca ormai era pronto per sborrarmi
“Vengo troia ingoia ah sii.”
Mi sborrò sulle narice per poi infilarmi la cappella in bocca e gettarmi gli ultimi schizzi che deglutii.
Il padrone ora mi fece impalare sul suo cazzo, e sollevandomi per le ascelle mi monto facendomi urlare.
“Cosi, porco cosi , dai vengo , sono la vostra puttana, sono di tutti.”
Un altro cazzo stavolta mi entrò in gola e così non potevo più parlare.
”Cosa mio stavi dicendo ?”
M’arrivò una sberla data da una cappella
“Maleducata non parlare con la bocca piena !” e tutti giù ridere.
Ma non era finita, il padrone incitato da Alain disse ad un altro uomo di fottermi la figa. Sentivo il cazzo del padrone dentro e l’uomo si fermò per un attimo, poi mise dentro due dita e quando le tirò fuori fece entrare prima la cappella e poi tutto il resto.
Come nell’albergo avevo la figa piena di due cazzi, mi scoparono per un po’ poi l’uomo mi venne in faccia mentre alcuni applaudivano, altri ridevano e qualcuno era allibito per la scena.
Ma il padrone non era contento, tirò fuori il cazzo e m’alzò le gambe in aria mostrando nuovamente il culo aperto.
“Secondo voi entra un secondo cazzo grosso come il mio nel culo ?”
Presa dalla follia inizia a supplicarmi.
“Si ne voglio due nel culo, e dopo anche nella fica e in bocca, vi voglio tutti !”
Certo era stata piacevole, ma anche doloroso ed avevo un po’ di paura, paura d’essermi spinto troppo in la e d’uscirne segnata a livello fisico oltre che mentale. Ma il padrone mi ficcò il cazzo nel culo scopandomi un po, poi sentì il dito di un secondo che entro forzandomi il buco già occupato dal grosso randello, ma piena com’ero non riuscì subito a penetrarmi.
Però non mollò, ma si sforzò finchè anche quel secondo cazzo mi fu dentro il culo. Per me fu dolorosissimo mi sentivo impazzire dal male, mentre Alain fotografava il mio viso sfigurato dalla sofferenza.
Nel momento in cui fui penetrata contemporaneamente nel culo da quei due cazzi gridando, e allargai la bocca a dismisura gettando il mio sguardo nel vuoto, ero completamene caduta in basso, una femmina da monta pura. Ma no era finita un altro uomo mi presento il cazzo da ciucciare e dopo altri due cercarono di forzare la mia bocca con successo, avevo tre cazzi in bocca. Poi una voce “Ci scommettiamo che entra anche un cazzo nella figa ?”
Un uomo senza farsi pregare mi puntò il cazzo in figa e come un equilibrista mi penetro. In quel momento avevo tre cazzi in bocca, due in mano, due che mi strofinavano sui seni, tre che si segavano con i miei capelli, due me lo appoggiarono nelle orecchie, un a cazzo nella figa e due nel culo.
Alain era in estasi, riprendeva con la sua videocamera girandomi intorno, immortalando la mia performance.
“Mamma mia che razza di troia più cazzi ci sono e più ne vuole. Stai facendo godere tredici cazzi anzi quindici “
Si avvicinarono altre due che si segarano sui mi piedini.
Ci fu un‘esplosione di sperma, schizzi m’arrivarono nei capelli e in viso, poi fui ricoperta di sborra per tutto il corpo.
Gli uomini urlavano, la parola più carina era ‘lurida maiala’.
Cercavo di bere quella quantità immane di sperma finchè l’equilibrista non mi venne dentro.
Il padrone allora mi sollevò con una cera grazia per poi mettermi sopra l’altro che mi aveva inculato con lui, presi quel cazzo dentro la fica senza alcuna fatica mentre lui tornò a sfondarmi dietro.
“Sì cosi, cosi, porci bastardi mi state facendo venire.”
Mi scoparono a più non posso, l’uomo di sotto mi strizzava le tette mordicchiandomi i capezzoli e venni gridando col padrone .
Mi fecero alzare e mettere a pecora, di tutto mi colava sulle cosce, ero una schifosissima troia impiastricciata di seme maschile.
Il tutto mi fu spalmato sul viso e fui fotografato in quello stato immane.
Gli uomini iniziarono a a sculacciarmi, mentre qualcuno mi fotteva in culo.
“Ma è larghissimo, mi scivola ,stringi questo cazzo di culo di merda !“
Strinsi le pareti del mio culo per tenerlo dentro, mi scopò fino a venire, ne seguirono una decina che mi trattarono nella stessa maniera, come un buco da riempire col loro piacere.
Di nuovo mi presentarono il posacenere e lo riempirono con quello che colava dalla voragine, poi me lo misero come ciotola “Dai cagna bevi , ubriacati di sperma, bevi e lecca !”.
E come una cagna leccavo ,mentre qualcun’altro continuava a sbattermi dietro tenendomi per i fianchi come se avesse paura che potessi scappare via.
Un altro cazzo mi venne in bocca dovetti aprire nuovamente le labbra per bere direttamente alla fonte.
Alain girava avevo la bocca pregna , ad un certo punto ne avevo tanta a bocca spalancata che mi scivolava dalle labbra, mentre quello che mi stava inculando venne urlando come un pazzo.
“Toccati troia, ficcati una mano dentro, ragazzi con questa troia mi sta svuotando, sii…ora…sii !“
Dopo essere venuto si lasciò andare ad un lungo sospiro di sollievo, in realtà mi stava pisciando il culo.
“Ma che cazzo fai gli pisci in culo ?” disse uno con voce stupita.
Ma quello rispose subito alla perplessità degli altri avventori. “Che culo ? E’ un cesso, ah ah.”
Stavo godendo masturbandomi con quello che mi pisciava nel culo, sentivo quel liquido caldo pulirmi le viscere, e non riuscì a non farmi vedere mentre avevo l’ennesimo orgasmo.
Mi fecero allora mettere in ginocchio e m’infilarono tre cazzi in bocca, altri li posizionarono vicino al mio viso, chi poteva si mise in ogni caso attorno a me formando un cerchio.
”Via liberiamo le nostre vesciche, laviamo questa lurida cagna.”
Io mi toccavo, stavo impazzendo di piacere, era quello che volevo, non essere neanche più trattata da troia, ma da cesso umano.
Sentii i cazzi che avevo in bocca liberarsi , in un batter d’occhio mi riempirono la bocca che tenevo allargata al massimo, in questo modo il piscio fuori usciva colandomi addosso insieme a quello che m’arrivava sulla schiena e sul resto del corpo. Mi sentivo pulita, liberata dalla mia libidine e ormai spoglia delle mie voglie e finì che anch’io liberai la mia vescia.
Alla fine tutti applaudirono e si vollero fare una foto con me ridotta in quello stato.
Chi mi rimise il cazzo in bocca, chi fotografò il culo rotto e la figa spanata, insomma ero diventata un trofeo.
Ero soddisfatta ma ancora ansimante dai molteplici orgasmi, il mio corpo era stato maltrattata a la mia persona umiliata ma io ero stata consenziente e viziosa.
Come mi ero ridotta e dove mi aveva condotta la mia lussuria !
Crollai dalla stanchezza e m’addormentai immersa nella sborra che si appiccicava mio corpo, piena di seme maschile e piscio, ma incredibilmente felice.
