D29 – Notorius – Greta

Antefatto

Greta 18 anni festeggiati il giorno prima con un ricevimento che poche si possono permettere. Quel giorno con Paola, sua migliore amica di un anno più vecchia, si recano a visitare un nuovo centro commerciale. Sono entrambe di ottima famiglia e quindi senza problemi economici. Nel reparto abbigliamento Greta vede un vestitino rosso griffato che la intriga molto. Decisa a provarlo, entra nel camerino dove lo specchio conferma la sua scelta, il vestito fascia alla perfezione il giovane ma già florido corpo della ragazza. Potrebbe tranquillamente acquistarlo ma in quel momento le balena in mente un’idea malsana; ricordare il suo ingresso nel mondo degli adulti con il primo e ultimo furto della sua vita. Chiama Paola chiedendole di fare da palo e rimette in vestiti di quel giorno e l impermeabile sopra il capo rosso. Uscendo notano una sola donna che sta guardando gli scaffali, tutto il resto è tranquillo. Per non destare sospetti si fermano al reparto alimentari e comprano qualcosa. Arrivando alla cassa, Greta decide di sfidare ancora una volta la fortuna e utilizza la carta di credito che il padre le ha regalato e attivato il giorno prima.
Tutto funziona a meraviglia, le due ragazze stanno per lasciare il centro quando un braccio delicato ma deciso blocca Greta e una voce femminile intima loro di rientrare per un controllo. Una tesserina con scritta “sorveglianza” doma le rimostranze
Paola riconosce nella donna colei che guardava gli scaffali in reparto, era dunque una guardia in borghese.
In un altro stanzino l evidenza del furto è lampante e le scuse labili delle giovani non impediscono che le due vengano portate al piano superiore e fatte entrare in un elegante ufficio con mobili in legno.
Un uomo sui 35 anni leggermente stempiato, il direttore evidentemente, le fa accomodare per poi apostrofarle
“Non capisco come due ragazze di evidente buona famiglia possano fare stupidate simili.”
“Non faccia il moralista, ci dica che cosa dobbiamo fare e ci lasci andare.”
“Signorina non dovete far altro che firmare il modulo di denuncia, verrà inoltrato oggi stesso al commissariato di zona che vi chiamerà per avviare l’indagine che porterà al dibattito in tribunale.”
“Tribunale ? Ma lei scherza ! Cosi ci rovina !”
“Mi spiace, dovevate pensarci prima ora non si può far più nulla.”
“Nulla? Figuriamoci, siamo in Italia e noi possiamo pagare !”
E’ sempre Greta a parlare con tono ironico e sprezzante.
L’ uomo si liscia il pizzetto e guardandole in modo lascivo.
“Beh in effetti una soluzione ci sarebbe, se sarete totalmente disponibili con me in questo ufficio, straccerò la denuncia e sarete libere; là in fondo c è un piccolo stanzino, andateci e parlatene.”
Nel chiuso della buia stanza è come sempre Greta a parlare
“Porco, maiale, piuttosto che farmi toccare da quello mi faccio suora.”
“Sei pazza, io accetto, di solito mi trovo io con chi scopare per una volta lo subirò; se mio padre viene a sapere una cosa simile mi chiude in camera tutta estate e divento lo zimbello di tutti.”
“Come vuoi, torniamo da quello stronzo, parlo io”
Così nell’elegante ufficio.
“Non so come possa fare ma la mia amica accetta la sua ‘cortese’ proposta. Io non mi farei toccare da lei per tutto l oro del mondo, mi dia il modulo, lo firmo e me ne vado.”
“Come desidera signorina Greta.”
Applicata la firma la ragazza esce sbattendo la porta.
Dopo 3 settimane un giudice inflessibile condanna la ragazza a 1 anno di carcere con la condizionale ma con menzione della pena sulla fedina penale; alla prossima non si saranno appigli.

Oggi

Greta ha 33 anni, sposata da 3 con un ricco imprenditore con velleità politiche tanto da fondare un proprio movimento. E’ diventata una donna ricca e attraente e gli uomini dimostrano di apprezzare la sua terza abbondante di seno, le sue gambe tornite e affusolate e un culo sodo da favola che ore di palestra hanno scolpito.
Come tutte le donne ricche non ha bisogno di lavorare e la sua giornata è divisa tra amiche e piscina. Quel pomeriggio si sta recando in centro per shopping.
Come sempre la Metro è affollatissima ed i contatti continui. Non fa quindi caso più di tanto ad un uomo dietro di lei che da qualche istante si attacca ai suoi glutei. Non ci fa caso fino a quando sente crescere forte una potente erezione che il tessuto leggero dei pantaloni non riesce a celare
Con fatica si sposta in avanti ma nulla cambia, addirittura sembra che ora si stia strusciando su di lei. La donna è un filo lusingata ma la sua moralità di donna sposata e innamorata prende subito il
Sopravvento. Si gira per dirgliene quattro quando un sorriso pericoloso e soprattutto le parole
“Ben ritrovata Signora Greta.” la raggelano.
Rimane attonita a fissare quel volto che qualcosa le ricorda ma che non riesce a mettere a fuoco;
La sua indecisione viene sfruttata dall’uomo che alla prima fermata le prende una mano e la costringe a scendere
La porta riluttante in un sottoscala della banchina, la spinge contro un muro, le mette le sue mani di fianco alla testa e pronuncia
“Davvero non si ricorda di me ?”
Ora che Greta lo guarda qualcosa comincia a farsi largo nella sua mente, quel sorriso soprattutto. Laido, viscido. Lui anticipa le sue deduzioni
“15 anni fa, era appena maggiorenne, un centro commerciale, un vestito rosso, il direttore, io.”
Come un fulmine le riappare quella scena, si ricorda tutto, ma come ha fatto a rintracciarla
Sembra le legga dentro
“Amo leggere i quotidiani e lei è davvero fotogenica e soprattutto non è cambiata molto da allora, di sicuro più donna ma con grandi somiglianze. Vedo che ha sposato un uomo importante. Chissà se lui sa di quel fatterello.”
“Non gli ho mai detto nulla, è stata una ragazzata e nient altro.”
“Ma come reagirebbe lui se venisse a saperlo ?”
Mentre pronuncia quelle parole sente una mano che va al lembo della gonna e a poco a poco risale sulla sua gamba. Dovrebbe urlare, attirare l’ attenzione ma qualcosa le dice di aspettare
“Ci farebbe una risata visto quanto tempo è passato.”
“Si, è probabile” intanto la mano è arrivata all’attaccatura del perizoma “Ma vede signora Greta, io sono anche curioso e sono andato al tribunale che seguiva i nostri casi per vedere come si era conclusa la sua vicenda. Non è stata molto fortunata, niente prigione, ma un marchio pericoloso sul suo futuro, come reagirebbe il caro maritino a questa notizia ?”
Il bastardo sa tutto e un filo d ansia comincia a farsi largo, la sua mano diventa più invadente giocando con il tessuto del perizoma e nel frattempo si è avvicinato strofinando il suo membro contro il bacino della donna.
“Non si preoccupi saprei come farmi perdonare per averlo tenuto all’oscuro.”
Un sorriso laido appare sul suo volto.
“Non ne dubito, ne ha tutte le armi.” intanto la mano scosta il perizoma e comincia a sollecitare le labbra della ragazza. Greta non resiste più a quella violenza, sta per urlare quando l uomo pronuncia le parole che le cambieranno la vita
“Ma non so come reagirebbe se queste informazioni arrivassero a tre miei amici giornalisti che lavorano in testate non propriamente favorevoli a suo marito. Pensi Greta, un uomo che in politica fonda un movimento contro la corruzione dell’animo che si trova sposato ad una ladruncola borghese. Non crede che sarebbe la fine della sua avventura in politica ?”
Ha ragione, tante volte ne avete parlato e lui le ha sempre detto di comportarsi bene in giro per evitare strumentalizzazioni, questa storia metterebbe in crisi il vostro rapporto.
Greta non urla, non reagisce e lui capisce di averla in pugno. Mentre entra con un dito prima e con due subito dopo a svangare il suo sesso, sente il rumore inequivocabile di una zip che si abbassa. Due sguardi si incrociano, una mano va alla spalla di Greta e una forte pressione la costringe ad abbassarsi. Si ritrova con un cazzo semiduro di fronte al suo volto. Lui lo prende in mano, glielo sbatte un paio di volte sulle guance per completare l’umiliazione che le sta procurando ed infine la costringe ad aprire le labbra e a ingoiarlo
“Fino in fondo puttanella, fammi vedere come succhi.”
Greta sa che è costretta a farlo, si sente offesa, violata, umiliata; lei donna di classe e ricca in un sottoscala della metropolitana in ginocchio davanti ad uno sconosciuto. Pensa allo scandalo se la vedesse qualcuno e quella molla insieme alla voglia di proteggere il suo matrimonio la spinge ad impegnarsi in un qualcosa in cui è molto brava.
Il cazzo dell’uomo si ingrossa a contatto con le labbra, per fare più in fretta lo prende con una mano per aumentare il ritmo ma un comando di lui “Solo con la bocca troiona” la fa desistere subito.
Si scopre a notare come sia più grosso di quello del marito e la spaventa il fatto che durante un momento cosi drammatico lei si trovi a fare queste considerazioni
“Mmh che bocca fantastica, sei davvero una pompinara nata.”
Greta ci mette più impegno possibile, vuole che tutto finisca quanto prima. L’uomo l’aiuta perché forse eccitato da prima per quello che sapeva sarebbe successo, aumenta il ritmo del rapporto mettendo una mano sulla nuca della donna. Greta capisce cosa sta per succedere, cerca di staccarsi dall’uomo ma la pressione della mano è troppo forte e un fiotto di caldo liquido inonda la sua bocca insieme al grugnito dell’uomo per l orgasmo raggiunto.
“Sei davvero una zoccola e mi sa che ti è pure piaciuto !”
Greta pensa sia finita, pensa di avere saldato un debito con il destino per una leggerezza che le è costata già molto, che l’uomo abbia avuto la sua vendetta per il rifiuto di 15anni prima
Non è cosi’
“Dammi il tuo numero di cellulare.”
“Non se ne parla nemmeno, ha avuto quanto voleva adesso basta.”
“Tranquilla Signora, è solo per sentirti ogni tanto, inoltre per ora è meglio che non mi deluda dandomi un numero errato, la troverei ugualmente”
Greta non può che accettare e a malincuore glielo comunica.
L uomo lo memorizza e poi si allontana da quello sporco antro senza nemmeno salutare la donna.

I giorni passano, una settimana, due, Greta comincia a pensare che l’uomo abbia avuto ciò che voleva; i ricordi di quel giorno si attenuano un poco come le conseguenze morali dell’accaduto
Una mattina sta facendo colazione con alcune sue amiche, anche loro di buona famiglia quando sul cellulare appare un numero sconosciuto
Greta risponde, una voce ormai conosciuta
“Hotel Bensi, camera 320, tra mezzora” Clic.
Non ci può credere, conosce talmente bene le sue abitudini che ha scelto un hotel vicino al bar dove ogni mattina fa colazione.

Si alza e come un automa si dirige nell’hotel. Alla reception sembra che siano stati avvertiti, e l’ unica cosa che le viene detto è che la camera è al terzo piano.
Greta sale con l’ascensore in preda ad un totale nervosismo, le tremano le mani, sa che per ora non può accampare pretese ed è quindi alla mercé dello sconosciuto. Non ha idea di quello che succederà in quella camera o meglio tenta di lasciare fuori dalla mente pensieri pericolosi.
Arriva davanti all’ingresso e bussa, nessuna risposta. Decide allora di aprire la porta che difatti accompagna il suo movimento. Dopo averla richiusa alle spalle, si trova in una sorta di salottino composto da un divano con poltrone, un mobile bar e la televisione, in fondo una porta, Greta conosce bene questo genere di disposizioni tipiche degli hotel a 4 stelle. Appoggia l’impermeabile e la borsetta sul divano ed entra nella seconda stanza.
Lui è sdraiato sul letto, completamente nudo che si sta toccando quel membro che Greta ha già dovuto assaggiare
“Spogliati, e molto lentamente, tieni solo le scarpe”
Greta forse se lo aspettava, ma la brutalità della richiesta e la scena davanti ai suoi occhi l’immobilizzano. Gli occhi cadono più volte su quel cazzo duro che tra poco sa dovrà soddisfare tradendo per la prima volta suo marito.
“Su bellezza, non ho tempo da perdere o preferisci che faccia qualche telefonata.”
Non ha scelta, lo sapeva ma ora che il momento è giunto la cosa appare in tutta la sua drammaticità.
Cercando di non regalargli momenti particolarmente sensuali, si sfila la gonna gialla al ginocchio che aveva scelto quel giorno per far risaltare l’abbronzatura da club già perfetta.
Lasciata scivolare per terra passa ai bottoni della canotta nera che uno alla volta cedono alle sue dita evidenziando un reggiseno dello stesso colore che a malapena contiene il suo seno
“Che pezzo di figa ti sei fatta, mmh non vedo l’ora di scoparti.”
Rimasta in intimo nero si slaccia il reggiseno, i suoi occhi vuoti fissano però quasi come attratta il membro che nelle mani dell’uomo diventa sempre più lungo.
L ultimo gesto è per il perizoma che scivola a terra sopra la gonna.
“Adesso vai a quel mobile a specchio.”
Vede un angoliera composta da uno specchio ed un mensola incastrata nel muro e la raggiunge poggiando le mani sulla mensola.
L’immagine che Greta regala è devastante, il suo corpo perfetto, giovane e tonico con un culo da sballo è in bella posa in una posizione lasciva
Greta vede nello specchio che l’umo lascia il letto e le si posiziona dietro.
Vede il volto dell’uomo vicino al suo, per fare questo l’uomo si avvicina al corpo della donna che sente durissimo il cazzo dello sconosciuto premere sulle sue natiche.
“Ti ho voluta qui perché voglio vedere il tuo volto squassato dal piacere quando tra poco ti scoperò.”
Greta cerca di rimanere indifferente, non vuol dare alcuna soddisfazione al suo persecutore, sente solo le gambe che le tremano.
L uomo la bacia sul collo alternando leccate che arrivano fino ai lobi, nello stesso tempo la mancina scende a sfiorare il sesso della giovane mentre la destra le palpa con voluttà il culo.
“Mmh duro e sodo come piace a me.”
Sente il cazzo che passa in continuazione nel solco senza perdere consistenza
La mancina lavora le labbra con bravura, breve rotazioni seguite da leggeri strofinamenti e brevi penetrazioni.
Greta vede riflesso il suo volto nello specchio e con terrore capisce che qualcosa sta accadendo, il suo sguardo non è più duro e assente come all’inizio. Vede una donna più languida.
Il bastardo ci sa fare, sa come toccarla e quando dopo poco sente le sue labbra vicino alle sue capisce che vuole baciarla.
Tutto ma non questo, è un gesto troppo intimo e sentimentale cosi quando le labbra arrivano vicino alle sue, gira la testa.
Uno schiaffo duro sulla natica destra e la mancina che le prende i capelli e la costringe a girarsi verso di lui, le fanno capire che non ci saranno trattative quella mattina. Sente le sue labbra che si appoggiano sulle sue e poi la lingua che tenta di farsi largo. Cerca di resistere ma un secondo schiaffo la fa cedere.
Dischiude le labbra e la lingua entra furiosa a cercare la sua
Nel frattempo la mancina riportata verso il basso accentua la penetrazione di due dita. Greta comincia a sentire una reazione nel basso ventre, è sconvolta da questa sensazione.
Non vuol cedere, vuole tenere la mente lontana ma il suo corpo comincia a reagire diversamente. Lui se ne accorge subito.
“Ti stai bagnando eh troietta ?”
Il porco ha ragione, senti le sue dita scivolare sempre più facili.
Di colpo senti qualcosa che viola il tuo foro anale e ti scappa un gridolino “Ahi !”
Ha infilato il dito medio e comincia a mimare il ritmo di una penetrazione
Greta non ama il sesso anale, ma in quel momento quel trattamento invasivo ma sopportabile, accentua la sua crescente eccitazione fisica.
Quello che poi nota con paura è lo stato del membro dell’uomo. Ha un cazzo lungo e grosso che non perde minimamente consistenza anche se i minuti passano
Ad un certo punto, dopo averle svangato per bene la figa, esce di colpo. Greta si sente svuotata ma non fa tempo ad abituarsi alla nuova dimensione che sente la cappella di lui appoggiarsi alle labbra e dopo un breve e sensuale sfregamento, con un colpo duro e cattivo entrare totalmente in lei.
“Mmh stretta e calda, e quanto sei bagnata puttana !”
Per un attimo le manca il fiato poi lo sente uscire, un un nuovo strofinamento ed un secondo colpo secco.
La lubrificazione permette al membro di scorrere con facilità. Lo stronzo lo usa bene e a Greta sfugge un inatteso mugolio di piacere.
La ragazza atterrita vede dietro di lei il sorriso laido dell’uomo che ha capito che le comincia a piacere
I colpi diventano lunghi e decisi, le mani ai fianchi per dare maggior spinta insieme alle sue gambe muscolose.
La ragazza sente i suoi coglioni sbattere contro le sue natiche e dopo un poco lo sguardo da duro prima, languido poi, diventa eccitato.
Si arrabbia con se stessa ma non ci può fare nulla.
“Ti piace il mio cazzo vero?”
Ma Greta tace.
“Rispondi zoccola, ti piace vero?”
Nel ripetere la domanda, l’uomo prende i capelli della donna e li tira a se
Con la mano libera palpa a più non posso i seni della donna pizzicando i capezzoli.
“Bas…bastar..bastardo, non avrai la…aah…risp…risposta.”
“Dillo troiona che ti piace, siete tutte uguali voi ricche.”
“Scopami ma falla finita porco.”
“Sei come la tua amica, ti ha raccontato come è andata quella volta ?”
Greta non ne ha mai parlato con Paola visto i dissapori di quel pomeriggio che le sta mutando la vita
“Dovevi vederla quella troietta. L’ho scopata sulla scrivania, smaniava come una zoccola.”
Fino a qui ci credi in quanto ricordi bene quanto piaceva a Paola andare a letto.
“Dopo averla scopata per mezzora, per me il debito era saldato. Quando sono tornato in ufficio dopo essermi dato una lavata, l ho trovata sul divano ancora nuda. E lo sai cosa m’ha detto ? ‘non vorrai dirmi che abbiamo già finito?’ più la scopavo e più ne voleva, davvero la migliore amica di una gran troia come te.”
Quella frase insieme alla forza dei colpi ha un effetto devastante, èvero solo le troie provano piacere in una situazione simile.
L orgasmo la coglie improvviso e fortissimo.
“Ahh…ahh… vengo porco, mi hai fatto venire bastardo !”
“Prendine ancora, lo sapevo che ti piaceva zoccolona !”
Nello stesso momento in cui pronuncia quelle parole, Greta sente che si irrigidisce, ancora due colpi violenti e poi l uomo esce da lei schizzando tutta la sua eccitazione sulla schiena e sulle natiche della donna.
Nella stanza cala un silenzio irreale. L uomo va in bagno a lavarsi mentre Greta rimane davanti allo specchio spenta e delusa da se stessa. Non è riuscita a resistere e si vergogna per questo, l’unica fonte di gioia è che ha salvato il suo matrimonio
L uomo si ricompone, guarda la donna che si sta rivestendo e le dice
“Sei davvero una gran porca, e non abbiamo ancora finito. Ti prego di saldare il conto della stanza, io ho già oliato il concierge per non chiederti i documenti.
E mi raccomando, paga in contanti, le carte lasciano segnali troppo evidenti. A presto Signora Greta.”
La lascia sola in quella stanza alle prese con considerazioni personali che la spaventano
Come la spaventa la frase “non abbiamo ancora finito”
Che cosa avrà ancora in mente ?……

Dopo l incontro all’hotel che ha lasciato Greta in uno stato di profonda depressione, per avere provato un piacere fisico che non si attendeva, la vita della donna riprende tranquilla.
Mancano solamente tre giorni alla partenza con il marito per un mese di ferie in Sardegna dove potrà dimenticare il dramma di queste ultime settimane.
Quella mattina si trova in giro per commissioni quando il cellulare suona
“vieni al bar Majestic, entro 20 minuti” Clic.
Solito tono di voce, solita durezza. Greta scuote la testa, ma non può fare altro che eseguire. Certo che un bar, un luogo pubblico, è strano per un appuntamento che credeva di nuovo intimo, pensa la donna.
Quel giorno di gran caldo, Greta indossa un vestito verde brillante tutto a bottoni e a spalline sottili. La sua abbronzatura cenerina risalta che è uno splendore.
Trova l uomo già seduto all’interno, la invita a sedersi e dopo aver ordinato un caffè si mettono a parlare.
Greta lo trova addirittura umano, quasi gentile, le racconta della fine del suo matrimonio per motivi per lui non spiegabili, della figlia che vede troppo raramente e lei prova per lui quasi una sorte di compassionevole pena.
D’un tratto entra un signore sui 47 anni, elegante ed abbronzato che si siede davanti a loro a leggere un quotidiano.
Greta nota che il nuovo arrivato la guarda con insistenza, non lo trova strano, sa di piacere agli uomini e tutto sommato gli sguardi non sono viscidi.
I due parlano del più e del meno per qualche istante ancora quando lui
“Lo vede quel tizio? La sta mangiando con gli occhi.”
“Esagerato! Di sicuro però non gli dispiaccio.”
“Bene, tra qualche istante mi alzerò. La vede quella porta ? Apre sulle toilettes. Ce ne sono due, per uomo e per donna. Entrerò in quella da uomo e lei da quel momento avrà 5 minuti per attirare quell’uomo in quella da donna e farsi scopare da lui”
“Che cosa ? Ma è impazzito, non lo farò mai, ho già dovuto scendere troppo in basso causa sua”
“E’ libera di fare quello che meglio crede, sappia che se fra 5 minuti non la sentirò entrare, farò partite 3 telefonate molto pepate”
Senza nemmeno darle tempo di replicare si alza e si dirige alla porta.
Greta è senza parole. Mille pensieri turbinano nella sua mente. Ama suo marito, la sua vita ma questo è davvero troppo, troppo per una leggerezza di 15 anni prima. Pensa di uscire e di andarsene, lo sguardo cade sul quotidiano che legge il tizio seduto di fronte a lei. E’ un giornale locale ed in prima pagina campeggia lo scandalo per un politico intrallazzato. La sua vita diventerebbe alla mercé di tutti.
Come un automa guarda con insistenza lo sconosciuto, poi gli sorride maliziosa, abbassa lo sguardo sulle gambe accavallate e slaccia due bottoni della gonna lasciando a bella vista dell’uomo le sue cosce lisce e tornite.
Vede che lo sguardo del tizio diventa più laido e capisce di aver fatto centro quando lo vede portare le mani ai pantaloni per cercare di sistemare quella che dev’essere un’erezione dolorosa.
Si alza lentamente e camminando sinuosa va verso la porta, la apre e per far capire allo sconosciuto che può osare si gira a sorridergli morsicchiandosi le labbra.
All’interno è proprio come gli aveva descritto il suo persecutore, zona comune con due lavandini e due porte, una con la scritta “gentlemen” chiusa, l altra con quella “ladies” semi aperta.
Greta entra, s’appoggia alla parete e slaccia tutto il vestito lasciando attaccato solo un bottone all’altezza dell’ombelico.
Dopo pochi istanti sente passi incerti sempre più nitidi, l’uomo fa capolino nel bagno.
L immagine è devastante, la giovane donna abbronzata che lo aveva eccitato prima è lì con il vestito quasi completamente aperto, a mostrare un coordinato intimo nero, una gamba appoggiata alla parete, uno sguardo invitante
“Lo sapevo che eri una porca.”
In pochi istanti le è addosso.
La bacia sul collo e sul seno, le mani vanno veloci all’unico bottone e lo liberano ed il vestito si apre completamente
“che gnocca che sei, fantastica”
Greta sente bocca e mani ovunque e si sorprende a pensare come un uomo elegante e distinto possa perdere il controllo cosi facilmente
“Mmh calma, non faccia cosi, mi fa male.”
“Male ! Vedrai come ti piacerà puttanella.”
Una mano va sul culo sodo della donna dentro il perizoma, l’altra invece prende il lembo dello stesso e lo strappa con un colpo secco
“Lei è un porco.”
Due dita entrano presto nella fighetta della donna strappandole un mugolio di piacere
Greta in un singulto dei quella lucidità che sta perdendo capisce che deve fare in fretta per evitare scandali maggiori e con le mani va diritta alla cintura dell’uomo
La slaccia e poi veloce scende la lampo dei pantaloni in fresco di lana per trovarsi in mano senza ulteriori protezioni un cazzo scuro e lungo.
“Brava zoccoletta, segami per bene mentre ti svango la figa.”
Il cazzo duro in mano e le parole dell’uomo che dovrebbero offenderla, hanno invece l effetto di una scossa. Incomincia a segare l uomo che nel frattempo aumenta il ritmo della penetrazione. La cerca con la bocca e i due si scambiano un bacio lungo e passionale dove le lingue roteano furiose a cercarsi.
E’ la svolta definitiva per la donna che sta eccitandosi, si sorprende per questo, ma non può evitarlo e forte sente il desiderio di essere scopata
“Mmh sei dotato maiale.”
“Ti spacco in due bambina, cercherò di essere dolce.”
“E chi te lo chiede porco, scopami duro.”
“Come vuoi zoccolona.”
L uomo appoggia Greta alla parete le alza le gambe che si annodano ai suoi fianchi e la penetra con un colpo solo
“Aah bastardo, mi stai riempendo.”
“Vediamo quanto duri maiala.”
I colpi sono duri e ripetuti e la donna comincia ad ansimare.
“Sii dai, scopami, ancora più forte.”
L uomo non si fa pregare ed aumenta il ritmo, la posizione però è di quelle faticose e dopo un poco l uomo si stacca, si siede e costringe la donna ad impalarsi su di lui di spalle
“Mmh sii, mmh.”
“Ti piace troietta eh.”
“Si mi piace bastardo, scopi da dio, continua.”
In un momento di piacere Greta reclina la testa indietro. Lo sguardo va in alto e la sorpresa è forte ma anche un’ulteriore scarica.
I due bagni hanno uno spazio libero in alto, Greta vede il suo persecutore che la sta osservando da quella posizione.
E’ salito di certo sul water, vede solo una mano appoggiata alla parete e capisce benissimo cosa sta facendo con l altra.
Lo spettacolo è d altronde troppo erotico.
Una bella giovane donna che cavalca uno sconosciuto con i seni fuori dal reggiseno ed il vestito elegante ancora indossato totalmente aperto.
Greta lo guarda e si sorprende a sorridergli e a mordicchiarsi le labbra mentre i colpi dell’amante sono sempre più forti
L orgasmo coglie i due nello stesso momento
Un lungo mugolio testimonia quello della ragazza, un ‘Vengoo troiona..” con il cazzo in mano a schizzare sulla natiche della donna l’orgasmo di lui.
I due rimangono ansimanti per qualche istante
“Sei davvero una gran porca, mi dai il cellulare ?”
“Senti, oggi consideralo un regalo dalla provvidenza, se ti scopro intorno a me un’alta volta ti denuncio.”
Lo sguardo sorpreso e un poco deluso dell’uomo fa capire a Greta che non accadrà.
Dopo che l uomo se ne è andato, esce anche lei, vede la porta accanto aperta. Del suo persecutore nessuna traccia
Esce dal bar conscia che quello che è successo le è piaciuto, e non è da lei, non era cosi fino ad un mese fa, ma oggi ha conosciuto un lato della sua personalità che proprio non le piace e che non accetta.
Le ferie con suo marito la aiuteranno a capire e a dimenticare.


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