F06 – Levitra – Proposta indecente
Mi chiamo Ivano, ho 45 anni, ben portati devo ammettere, sposato con figli, alto 180 ho un fisico asciutto, faccio qualche sport ma senza esagerare, occhi azzurri, capelli scuri appena brizzolati sulle tempie, sempre abbronzato, lampade, ma anche numerose vacanze in luoghi di mare esotici.
Sono piuttosto ricco già di famiglia, ma uno spiccato senso degli affari mi ha aiutato ad incrementare il patrimonio familiare.
Qualche giorno fa mi trovavo a Milano per un pranzo di lavoro con un piccolo imprenditore, che voleva illustrarmi il suo progetto di espansione, piuttosto interessante per la verità, ma che necessitava di un congruo aiuto economico.
Aveva portato con se la moglie Marina, una bella mora coi capelli mossi, sciolti sulle spalle, 1,70 circa, occhi verdi, un bel fisico con le curve al punto giusto, non era una donna vistosa ma nel complesso era molto interessante e soprattutto estremamente sexy.
Mentre il marito mi illustrava il suo ambizioso progetta ebbi come un flash, mi ricordai del film “Proposta indecente” e cominciai a pensare a me come Robert Redford, ovviamente con i dovuti distinguo, e alla moglie del mio ospite come a Demi Moore.
E più lui parlava più nella mia mente si intrecciavano i pensieri legati al film.
Se avessi fatto la proposta a questi due?
Come l’avrebbero presa?
Sicuramente mi avrebbero mandato al diavolo…..caspita non era mica un film? Questa era la realtà. Però avevano bisogno del mio denaro. Inoltre non c’era bisogno di fare tutta questa scena, il progetto mi piaceva e comunque l’avrei finanziato.
Guardai la donna che mi sorrise, aveva dei denti bianchissimi e perfetti ed il viso le si illuminava, accavallò le gambe, il vestito, non molto corto per la verità, le era comunque risalito mostrando un paio di gambe perfette.
“Caro amico” cominciai “il suo progetto, benché interessante, non mi importa un gran che.” mentii spudoratamente mentre sul viso dei due si leggeva la delusione.
“Ma…”
“Ma ?” sussurrarono entrambi.
“Ma sono disposto a finanziarlo, assumendomene anche i rischi – li vidi rilassarsi – ad una condizione, soddisfatta la quale firmeremo l’accordo.”
“E…..quale sarebbe la condizione ?”
“Vi lascerò il tempo di decidere diciamo..fino alle 5 di questo pomeriggio, sono le due avete tre ore di tempo.” pendevano dalle mie labbra incapaci di proferire parola.
“Alle 5 di questo pomeriggio sua moglie Marina si presenterà al mio albergo e….sarà a mia disposizione…diciamo fino a domenica mattina quando potrà tornare da lei.” era venerdì pomeriggio quindi avrei avuto la donna a disposizione per un giorno e due notti.
L’avevo fatto….avevo fatto la mia proposta indecente.
‘Adesso mi tira due schiaffi e se ne va e addio affare’
Ovviamente restarono alquanto perplessi davanti alla mia proposta poi parlò lei.
“E cosa vuole fare di me…portarmi a letto ?” rispose un po’ seccata.
“Veramente avevo in mente qualche cosa di diverso…vede nonostante sia sposato, con mia moglie non sono mai riuscito ad esaudire alcuni miei desideri, a dar vita ad alcune mie fantasie.”
“Mi piacerebbe molto poterle condividerle con te” ero passato al tu “sempre se sarai d’accordo ad accettare la mia offerta, comunque non sarà nulla di violento o che possa farti del male…anzi credo che potrebbe essere alquanto piacevole.”
Ormai il pranzo era terminato ed i due salutarono un po’ seccati e se ne andarono, non restava che aspettare le 17.00 per vedere se avrebbero accettato.
Avevo messo a rischio un buon affare ed ora ero in trepidante attesa, ritornai al mio albergo dissi al portiere che probabilmente sarebbe venuta una donna a cercarmi e di farla salire direttamente ed attesi.
Alle 17.00 sentii bussare alla porta, andai ad aprire, era lei.
“Vieni…accomodati.”
“Grazie.” indossava ancora il vestito che aveva durante il pranzo elegante e sexy,con un paio di scarpe col tacco alto a spillo, direi sui dodici centimetri.
“Visto che sei qui direi che avete accettato la mia proposta.”
“Si.” mi risponde con un filo di voce abbassando lo sguardo.
“Benissimo, ero certo….infatti ho già firmato il contratto.” le dissi mostrandole la copia del contratto già siglato.
“Ed ora?…Mi spoglio ?”
“No, no…adesso andiamo a fare un po’ di shopping mia cara, da questo momento tu sei mia moglie, dovrai chiamarmi caro, maritino, eccetera ma dovrai fare esattamente quello che ti dirò di fare, senza protestare.”
“A fare shopping…ma io credevo…”
“Che ti avrei scopata ?…Anche, ma dopo, ora voglio dare vita alle mie fantasie con mia moglie ! Ed oggi e domani mia moglie sei tu.”
Rimase muta ed io ne approfittai per prenderla sottobraccio ed uscire.
Eravamo in Corso Buenos Aires e fatte poche centinaia di metri ci trovammo davanti al negozio che avevo scelto per lo shopping.
‘Sexy Shop’ era la scritta sull’insegna.
“Non vorrai che entri li dentro !” anche lei era passata al tu
“Ma certo cara, me l’hai promesso, ricordi?” le dissi spingendola delicatamente all’interno.
All’entrata diversi scaffali e vetrine con un numero impressionante di oggetti, dai falli finti di ogni dimensione e colore, alle vagine vibranti, bambole e bamboli gonfiabili e, soprattutto indumenti intimi molto sexy ed arrapanti per donne e uomini, inoltre abiti da sera corti, lunghi, scollati, neri e rossi, insomma tutta una serie di articoli tipici dei sexy shop.
Ci avvicinammo al bancone dove un commesso piuttosto giovane ci sorrise chiedendoci se poteva esserci utili senza smettere un momento di guardare ‘mia moglie’.
“Mia moglie desidererebbe acquistare alcuni vostri indumenti intimi, e poi vedremo vero cara ?”
“Si amore.” mi rispose cominciando ad immedesimarsi nella parte.
Il commesso cominciò a mostrarci parecchi articoli piuttosto interessanti tra cui un completo formato da una guipere, con le coppe che sostenevano il seno lasciando scoperti i capezzoli, un minuscolo perizoma ed un paio di calze autoreggenti ma che si adattavano benissimo anche al reggicalze della guipere, di colore nero.
“Ti piace cara ?”
“Moltissimo !” rispose, e non lo diceva solo per compiacermi, avevo notato che la biancheria intima sexy le piaceva veramente.
Benché sapessi che non c’era un camerino per le prove chiesi ugualmente al commesso se mia moglie poteva andare a provare il capo.
“Purtroppo non abbiamo un camerino per le prove” rispose costernato.
“Non importa…vero cara…puoi benissimo provarlo qui, su spogliati”
“Ma Ivano…non so se…e va bene.” disse togliendosi la pelliccia sempre più coinvolta nel gioco.
Nel frattempo, subito dietro di noi, erano entrati altri due uomini che, mangiandosi con gli occhi la mia mogliettina, si erano trattenuti a curiosare tra gli scaffali e, dal piano sottostante dove c’erano i film hard. Ne erano saliti altri due che, vedendo una bella donna, si erano anche loro soffermati anziché pagare e andarsene come avrebbero fatto solitamente.
A quel punto lo ‘spogliarello’ di Marina aveva ben sei spettatori.
Mi guardò titubante ma le feci cenno di continuare.
“Lentamente” le sussurrai all’orecchio.
Cominciò allora a spogliarsi con lentezza e sensualità finché fu completamente nuda.
Alcuni fischi di ammirazione si levarono dagli astanti quando apparve la sua fighetta appena coperta da un perfetto triangolino di pelo nerissimo.
Era decisamente più bella di come l’avevo immaginata, il seno della terza misura aveva due capezzoli scuri e piuttosto larghi le cui punte già dure denunciavano la sua eccitazione, i fianchi leggermente larghi terminavano in un culo notevole.
Lo porsi gli indumenti da indossare, iniziò con le calze indossando poi le scarpe, quindi la guipere che le sosteneva il bel seno infine il ridottissimo perizoma.
Mi avvicinai toccandole l’incavo delle cosce, era bagnata !
Le presi una mano facendola girare su se stessa davanti ad uno specchio.
“Allora ?…ti piace amore?”
“Mmm caro è bellissimo…lo prendiamo ?”
“Che ne dite, sta bene la mia signora ?” chiesi agli astanti
“E’ uno splendore.”
“Bellissima.”
“E’ proprio un bel figone.” rispose uno.
“Allora lo prendiamo…tienilo però sotto la pelliccia.” le suggerii.
Marina indossò la pelliccia sopra il completo sexy, pagammo ed uscimmo.
“Ed ora che intenzione hai ?” mi chiese.
“Andiamo a cena è ovvio !”
“Vestita così ?”
“Sei bellissima ! E non dirmi che non ti sei eccitata ad esibirti davanti a quegli uomini, eri bagnata fradicia !”
Abbassò lo sguardo.
“E’ vero ero eccitatissima…ma al ristorante”
“Al ristorante andrai in bagno ad indossare il tuo vestito e quando usciremo lo toglierai di nuovo.” rassicurata sotto questo aspetto Marina prese il mio braccio e ci avviammo al ristorante.
La cena fu piacevole e quando fu il momento di uscire Marina, senza che le dicessi nulla, ritornò in bagno e si tolse l’abito.
“Adesso dove mi porti porcellino !”
“Adesso andiamo al cinema, ma non un cinema qualsiasi, un cinema porno!!”
“Eccitante !” rispose un po’ brilla.
Era venerdì sera, il cinema che avevo scelto era conosciuto per la presenza ogni tanto di coppie trasgressive, l’avevo sperimentato io stesso e quindi sapevo che sarebbe stato pieno di uomini di ogni età, molti gay ma anche molti in cerca appunto di una di queste coppie.
L’arrivo di Marina non passò certo inosservato, le feci slacciare la pelliccia e le feci fare il giro quasi completo prima di sedermi nell’ultima fila di poltroncine in fondo alla sala.
Ovviamente il giro fu seguito da uno stuolo abbastanza nutrito di uomini già arrapati alla vista di quella bella donna mezza nuda.
Entrai prima io nella fila di poltrone e feci sedere Marina alla mia sinistra lasciando un posto vuoto dopo di lei.
Immediatamente quel posto fu occupato da un uomo sulla quarantina mentre altri si sistemavano nella fila anteriore e nel corridoio subito dietro.
Marina si stringeva a me un po’ impaurita.
“Cosa facciamo adesso ?” mi sussurrò all’orecchio.
“Guardiamo il film amore.” le dissi mettendole un braccio attorno alle spalle e l’altro in mezzo alle gambe spostando la pelliccia e mettendo in mostra il suo corpo coperto dalla sola biancheria intima.
“E se gli altri….”
“Lascia che ti tocchino, che ti masturbino, lasciali fare poi vedremo.” le risposi mettendole una mano tra le gambe e scostando il perizoma constatando che era eccitata.
Il film non era un granché, in quel momento però il copione prevedeva una doppia penetrazione di una rossa con due tette enormi.
Cominciai a masturbare Marina prendendole il clitoride gonfio tra i polpastrelli, l’uomo di fianco a lei cominciò con l’accarezzarle le cosce risalendo sempre di più finché raggiunse la pelle nuda alla fine del pizzo delle calze.
Marina ebbe un fremito e l’uomo staccò la mano ma lei gli prese il braccio riportandogli la mano sulla sua gamba. Il gesto rese l’uomo più coraggioso e poco dopo sentii la sua mano che si intrufolava nella figa fradicia di ‘mia moglie’.
Marina aveva le cosce spalancate e gli spettatori seduti davanti a noi avevano la perfetta visione della sua figa masturbata da due uomini, qualcuno accese un telefonino indirizzando il fascio di luce verso di lei mostrando chiaramente il suo viso distorto in una smorfia di piacere.
“Che faccia da troia !” esclamò uno.
“Facci vedere che godi bella troiona.” disse un altro.
Quelli dietro avevano allungato le mani e le palpavano le tette i cui capezzoli inturgiditi svettavano come piccoli cazzi.
Marina aveva il respiro affannoso e cominciava a gemere sempre più rumorosamente.
“Senti come gode la vacca !”
“Tua moglie è proprio una bella troiona !”
Qualcuno s’era slacciato i pantaloni ed aveva tirato fuori il cazzo già duro e si masturbava.
Anche l’uomo di fianco lo aveva estratto dai calzoni e aveva preso la mano di Marina portandosela sul cazzo durissimo.
“Ha un cazzo enorme !” mi sussurrò.
“Fagli una sega.” le suggerii ben sapendo che lei aveva già cominciato !
Uno degli uomini dietro di lei le mise il cazzo vicino alla guancia dandole leggeri schiaffi con la cappella dura.
“Succhialo!” le ordinò.
Marina dovette solo girare la testa leggermente e si ritrovò con la grossa cappella in bocca ed iniziò a succhiare.
Per quanto mi riguarda avevo continuato a masturbarle il clitoride ed avevo a mia volta estratto il cazzo duro.
“Prendi in mano anche il mio.” le dissi.
Non si fece pregare e cominciò a farmi una sega.
Smise per un attimo di succhiare quel cazzo e mi disse con un sussurro.
“Ma è enorme amore” in effetti il mio cazzo è decisamente fuori misura, cosa di cui spesso mia moglie, quella vera, si era lamentata dicendo che le facevo male.
“Ti piace essere qui con me ?” le chiesi.
“Sto godendo come una porca.” fu la risposta prima di riprendere il pompino interrotto.
“Cazzo come succhia !” commentò l’uomo “E’ una pompinara nata.”
“Andiamo in bagno che la riempiamo di cazzo la tua bella mogliettina !” suggerì qualcuno.
“Ti va di farti scopare da questi ?” le bisbigliai.
“Siiii…ma tu vieni con me !” fu la risposta.
“Certo amore non ti lascio sola.” poi a voce alta “Mia moglie si farà scopare da voi in bagno…seguiteci ma uno alla volta.”
Trascinai Marina nel bagno per gli invalidi, molto più grande, e chiusi la porta, la feci spogliare della pelliccia e del perizoma ormai zuppo poi feci entrare il primo.
Era l’uomo seduto di fianco a lei, si slacciò i pantaloni tirando fuori un bel cazzo grosso e lungo.
“Succhia puttana !”
Marina si accucciò tra le sue gambe prendendoglielo in bocca.
Quando fu pronto gli porsi un preservativo.
“E’ obbligatorio.” gli dissi duro vedendo che cercava di evitare di indossarlo.
Feci mettere Marina alla pecorina mettendole il mio cazzo in bocca.
“Adesso scopala….falla godere!”
L’uomo, che non aspettava altro, la infilò con un sol colpo fino ai coglioni, tanto era bagnata, cominciando a scoparla con forza.
“Cazzo che fica…è bagnata fradicia la puttana, è una goduria scopare tua moglie…dai fanne entrare un altro che ce la facciamo a sandwich.” suggerì “Questo culo merita un bel cazzone !”
Tolsi il mio cazzo dalla bocca di Marina ed aprii ad un altro.
Anche questo era dotato di un bel cazzo grosso e duro, indossò il preservativo che gli porgevo poi si sedette sul water.
“Dai troiona siediti su questo palo.”
Marina si sfilò dal cazzo del primo sedendosi a gambe larghe sul cazzo del secondo facendoselo sparire completamente nella figa.
“Dai adesso, mettimelo nel culo…cazzo aspetti.” ordinò al primo “E tu cornutone mettimelo in bocca.”
La mia fantasia più nascosta si stava realizzando nel modo più positivo possibile, Marina partecipava attivamente !
Non ci facemmo pregare e le riempimmo culo e bocca dei nostri cazzi.
“Che bella troia tua moglie cornutone…ti piace farla riempire di cazzi…senti come gode”
Infatti Marina stava godendosi un orgasmo incredibile mentre i due stalloni la scopavano all’unisono.
Continuarono a scoparla poi il secondo volle metterglielo nel culo e si scambiarono di posto fino a che riempirono di sborra i preservativi.
I due se ne andarono e ne entrarono altri due che, come i primi la scoparono e incularono a loro piacimento facendola venire altre numerose volte.
Andammo avanti parecchio finché non ci fu più nessuno.
“Ivano sono stravolta, ma non ho mai goduto tanto in vita mia” mi confessò
L’avevano scopata in venti !
Rientrati in albergo fece una bella doccia poi andammo a letto dove finalmente la scopai anche io.
La sua figa ed il culo erano rimasti belli larghi ed elastici e non mi fu difficile riuscire ad incularla nonostante la grossezza del mio glande.
“Ah…sii…scopami…inculami…mmm….che cazzone….siii godoo !”
Marina godeva ancora nonostante i ripetuti orgasmi già provati.
Le riempii il culo fino ai coglioni, cosa che raramente mi riusciva, poi finalmente venni anch’io, ero riuscito a trattenermi fino ad allora e la sborrata che ne seguì le riempì la bocca, il viso e le tettone.
“Ora riposiamoci amore….domani sarà un’altra lunga giornata.”
“Grazie !” sussurrò prima di addormentarsi.
Dormimmo fino a tardi ed il risveglio fu una graditissima sorpresa, Marina era accucciata tra le mie gambe e stava coccolando il mio cazzo in erezione.
Con una mano segava lentamente l’asta e con la lingua vellicava lo scroto.
“Buon giorno amore” mi disse appena mi vide aprire gli occhi.
“Buon giorno cara”
“Quando ieri hai fatto quella proposta inizialmente volevo mandarti a quel paese, ma poi mi sono accorta di essere bagnata tra le gambe e, quando ho accettato, non avrei mai pensato di trascorrere una serata così intensa di emozioni e, soprattutto di riuscire a godermi una meraviglia come questa.”
Ogni frase era seguita da una languida, lunga leccata al mio cazzo.
“Sei pentita ?” le domandai.
La sua risposta fu alzarsi, mettersi a cavalcioni sul mio inguine e, lentamente abbassarsi facendosi penetrare in figa.
Cominciò una deliziosa danza del ventre, abbassandosi, risalendo, roteando il bacino che durò un tempo infinito e si concluse quando sentii le labbra della figa accarezzarmi il pube e la cappella toccare il collo dell’utero.
In quell’istante il suo corpo fu scosso da un tremito continuo, come colpita da un fulmine, mentre le contrazioni della vagina mi stringevano spasmodicamente il cazzo.
Colta da un orgasmo travolgente cominciò ad urlare tutto il suo piacere.
“Godooo…sii…godoo…vengoo !”
La rovesciai sulla schiena senza sfilarmi da lei e cominciai a scoparla a fondo ritirandomi quasi completamente da quella vagina bollente per poi affondare fino ai coglioni.
Lei mi veniva incontro col bacino per farsi penetrare meglio continuando a godere.
Andammo avanti non so per quanto tempo poi anch’io non potetti più trattenermi.
“Sto per venire…godo…vengo !” urlai cercando di uscire ma lei mi strinse le gambe attorno alle reni costringendomi ad inondarle la figa procurandole l’ennesimo orgasmo.
“Volevo sentirti venire dentro di me” mi disse baciandomi teneramente.
“Cosa facciamo oggi amore?”
“Ora ordiniamo il pranzo..ti vanno aragosta, ostriche e champagne?”
“Ottimo ! Ho una fame ! E poi ?”
“Sorpresa!”
Mangiammo a letto nudi come due vecchi amanti, d’altra parte lei era “mia moglie.”, passandoci il cibo con le mani, baciandoci e coccolandoci.
“Ora ti prepari perché torniamo a fare shopping.”
“Al sexy shop ?” chiese con un’aria maliziosa.
“No questa volta è shopping sul serio ma dovrai fare in modo da sedurre la commessa e farai sesso con lei nel negozio, te la senti ?”
“Non mi è mai capitato di sedurre una donna, ma ci proverò.” rispose con entusiasmo.
Quello che Marina non sapeva era che la commessa, nonché proprietaria, del negozio dove saremmo andati era una mia amica lesbica che per nulla al mondo si sarebbe lasciata scappare un bocconcino come la mia cara ‘mogliettina’ e che, d’accordo con me, avrebbe finto di farsi sedurre da lei.
Stavo per mettere Cappuccetto rosso nelle mani del lupo!
Nonostante l’età, 55 anni la mia amica Lisa era molto giovanile, una bella donna dai modi e con i tratti del viso leggermente mascolini. bionda coi capelli lunghi sempre racchiusi in una coda di cavallo o in uno chignon, occhi azzurri di ghiaccio, non molto alta 1.65 circa ma perfettamente proporzionata, seno della seconda ma pieno e sodo, vita stretta che terminava in un culetto niente male.
“Vorrei che sotto il vestito tu non indossassi biancheria intima eccetto le autoreggenti.”
“Ai tuoi ordini caro!”
Uscimmo e ci avviammo lungo il Corso Buenos Aires abbracciati come amanti, ma non ci recammo subito al negozio della mia amica ma curiosammo a lungo tra le vetrine ed entrammo anche da un gioielliere dove le regalai un bracciale d’oro e brillanti.
L’appuntamento con la mia amica infatti, era verso l’orario di chiusura.
Arrivammo al negozio verso le 19.15 dove Daria ci aspettava ma fece finta di non conoscermi.
“Buona sera in che cosa posso esservi utile ?” disse Daria senza togliere gli occhi di dosso a Marina
“Vorrei fare un regalo a mia moglie….un bel vestito da sera elegante ma molto sexy,avete qualche cosa ?”
“Sicuramente, ma……….vista l’ora di chiusura vorrei chiudere le serrande, altrimenti, se entrasse qualcun altro non potrei dedicarmi totalmente a voi.” disse mentre chiudeva a chiave la porta ed azionava dall’interno la chiusura delle serrande.
“Si spogli signora…così saremo più libere di provare i vestiti.” propose Lisa.
Senza alcun imbarazzo Marina si spogliò restando solamente con le scarpe e le autoreggenti.
Lisa emise un fischio d’ammirazione come avrebbe fatto un qualsiasi maschio.
“Mi piacerebbe però vedere i vestiti indossati da una modella per poter scegliere” disse Marina stupendomi dell’idea.
Anche Lisa presa in contropiede rispose incerta “Ma…ma non abbiamo modelle ora.”
“Potrebbe farlo lei…avanti si spogli e mi mostri qualche modello.”
Marina si era calata nel ruolo di seduttrice !
Cominciavo veramente ad apprezzare questa splendida donna che per un capriccio avevo voluto fare mia e che ora mi stava prendendo più del previsto.
Lisa ripresasi dallo stupore si spogliò a sua volta restando anche lei con calze autoreggenti e scarpe col tacco a spillo e cominciò ad indossare alcuni capi mostrandoli a Marina che, sempre nuda li guardava scegliendone alcuni, con la mia approvazione ovviamente, e scartandone altri.
Rimasero alla fine tre bellissimi capi.
“Oh caro non so proprio quale scegliere…sono così belli tutti.” disse avvicinandosi a Lisa ed accarezzandola da sopra l’ultimo capo mostratole dalla modella improvvisata.
“E poi la modella è così sensuale…dolce !” continuò mentre si avvicinava con la bocca alla bocca di Lisa.
Si sentiva nell’aria una tensione erotica incredibile.
Le due donne si baciarono unendo le bocche e le lingue in una schermaglia amorosa sensuale e coinvolgente mentre le mani cominciavano a vagare sui loro corpi.
In breve anche Lisa fu nuda ed iniziò a prendere il sopravvento su Marina, che non poteva competere con lei in quanto ad esperienza lesbica.
La fece sdraiare su un divanetto e cominciò a baciarle e leccarle tutto il corpo, i capezzoli turgidi e sensibili fino ad arrivare alla figa già abbondantemente lubrificata dagli abbondanti succhi fuoriusciti fin dall’inizio del gioco.
Nel frattempo anch’io mi ero spogliato e, dopo essermi accomodato poco distante per godermi lo spettacolo, mi stavo masturbando lentamente.
Lisa intanto si era impadronita della figa di Marina e la leccava con perizia ed aiutandosi con le dita la stava portando ad un primo potente orgasmo.
Cosa che avvenne in brevissimo tempo, vidi il bellissimo corpo della mia compagna inarcarsi e tremare come una foglia in preda agli spasimi orgasmici.
“Sii…sii…ahh..godoo..sii..godo…godo..godooo !”
Lisa imperterrita continuava a leccare e masturbare Marina ma muovendosi aveva portato la sua figa sulla sua bocca in un muto invito a fare altrettanto, invito che fu subito accolto dalla bella donna che, benché inesperta, cominciò a leccarle la figa grondante.
Avevo di fronte a me due splendide donne che si davano piacere e ne davano a me.
L’orgasmo per entrambe non tardò a d arrivare con grida e mugolii di piacere, fu a quel punto che mi alzai feci mettere Marina in ginocchio ed appoggiai il glande sulla sua figa cominciando a spingere.
“Ohh…sii…chiavami, riempimi…si non smettere, non smettere continua a leccarmi.” gridava Marina ad entrambi.
Affondai completamente la mia verga nella sua figa bollente e cominciai a scoparla con profondi affondi che facevano ballare le sue splendide tettone mentre Lisa, da sotto, continuava a mangiarle il clitoride ormai arrossato e sensibilissimo.
Gli effetti devastanti di questa doppia “tortura” non si fecero attendere e Marina ricominciò ad avere orgasmi dopo orgasmi senza soluzione di continuità urlando però di non smettere ma anzi di continuare.
“Ahh…vengo…cazzo godo…godo…sii…ancora ancora…sii…nel culo adesso, dai spaccami il culo…lo voglio dentro il culo !”
Non mi feci pregare oltre e, filatole il cazzo dalla figa lo puntai decisamente verso il suo buchino fremente.
Non fu facile penetrarle l’ano ma infine riuscii a spingerle tutto il mio cazzo nel culo cominciando a scoparle lo stretto budello.
“Dai maiala fatti sfondare, puttana…hai il culo squarciato.” le urlava Lisa.
“Siii…sono una troia rotta in culo..la sua troia..scopami più forte, fammi male, spaccami tutta !” ormai Marina era completamente partita ed i suoi orgasmi, anche anali, non si contavano più.
Ormai era giunto anche per me il momento di godere e, dopo essermi aggrappato ai fianchi della bella troia, le riempii l’intestino con un‘abbondante dose di sborra bollente.
Stanchi ma felici, dopo una doccia ristoratrice ci recammo tutti e tre a cena, ma la notte era ancora lunga ed i miei progetti non erano ancora stati portati a termine
La piega che avevano preso gli avvenimenti di questi giorni era decisamente diversa da come mi sarei aspettato.
Credevo che avrei faticato a convincere Marina a sottostare ai miei desideri ed invece la bella donna si era rivelata molto disponibile ed eccitante, era proprio la moglie che avevo sempre desiderato.
Dopo la cena accompagnammo Daria alla sua abitazione, con la promessa che saremmo nuovamente tornati a trovarla.
“Ora sei di nuovo tutta mia.”
“Lo sono stata dal primo momento che ti ho visto, mi sei piaciuto subito.”
“Sai anche che sono sposato e che non lascerò mai mia moglie.”
“Ma io non lascerei mai mio marito ! La mia è una piacevole trasgressione che qualche volta potremo ripetere e nulla più.”
“Perfetto allora, sono pienamente d’accordo.”
“Cosa mi proponi ora ?”
“Conosco un posto poco fuori città, vedrai ti divertirai parecchio.”
“Via allora, andiamo.”
Salimmo sull’auto e mi avviai verso la periferia, poco dopo giungemmo presso un casolare abbandonato ed apparentemente in rovina.
“Vieni Marina…voglio presentarti i miei amici.”
Entrammo nella casupola che all’interno era stata ristrutturata sottobraccio, c’era una grossa sala con poltrone e divani ed una gran quantità di tappeti.
La scena che ci apparve fece subito capire a Marina cosa l’aspettava, su un divano una giovane donna, completamente nuda e con una mascherina che le nascondeva il volto, era circondata da quattro uomini di colore che la stavano palpeggiando ovunque mentre lei era occupata a masturbare e succhiare a turno i loro grossi cazzi.
Poco distante un uomo bianco, il marito, la guardava compiaciuto filmava la scena incitandola a dare il meglio di se.
“Spero che ti piacciano i neri….perchè questa notte ne avrai in abbondanza !” le dissi mentre sentivo un brivido scorrere sul corpo della mia bella amica.
“Ivano tu mi leggi nel pensiero, è una fantasia che pensavo non si sarebbe mai concretizzata. Mio marito che mi porta a scopare con dei neri…sono tutta bagnata, come se non scopassi da mesi !”
Intanto altri cinque ragazzi di colore, vestiti solo con dei corti pantaloni, erano entrati nella stanza e si erano avvicinati.
“Finalmente ci hai portato la tua bella moglie, era parecchio che lo promettevi.” disse il più anziano dei cinque, un bell’uomo sui trent’anni.
“Ho dovuto faticare a convincerla ma ora è pronta..voglio che goda come non ha mai goduto, non risparmiatele nulla, chiedete qualsiasi cosa la farà…vero amore ?”
“Si caro, tutto, farò tutto ciò che vorranno…non vedo l’ora !”
“Sarai ripresa da una telecamera ed il film verrà poi messo in internet in un sito di mogli a cui piacciono i neri. Ora mettiti la mascherina e cominciamo!”
“Si dov’è la mascherina ?”
“Benissimo, allora spogliamoci, facci vedere come sei fatta, sembri una gran bella fica !” concluse il nero.
Marina, eccitatissima, dopo aver indossato la mascherina si spogliò in un attimo restando con le calze e le scarpe, poi si inginocchiò tra i ragazzi slacciando loro i calzoni e prendendo in mano i loro cazzi emettendo gridolini di gioia.
“Amore che bello, non avevo mai visto tanti bei cazzi neri tutti assieme !”
“Succhiali..falli diventare belli duri…dai amore…fammi vedere quanto sei troia !”
La mia bella ‘mogliettina’ era già partita e si era portata alle labbra il più grosso, una sberla di cazzo grosso e lungo, mentre ne masturbava altri due che, in quanto a dimensioni, non lasciavano certo a desiderare.
Gli altri due rimasti momentaneamente senza ‘cure’ si occuparono delle tette e della figa di Marina che colava copiosamente succhi afrodisiaci.
La bella succhiò e pompò tutti e cinque gli uomini lucidando i loro cazzi facendoli brillare di saliva e cercando di ingoiarli il più possibile.
Poco distante, l’altra ragazza si era impalata sul cazzone duro di uno dei suoi amanti mentre un altro le spingeva la cappella nel buco del culo, il tutto ripreso dal marito che le girava attorno, come un esperto regista, con una vistosissima erezione che gli deformava i pantaloni.
La mia Marina era stata presa e sdraiata su un tavolo con le gambe spalancate e, mentre uno dei ragazzi le leccava la figa colante, gli altri, a turno, le mettevano il cazzo in bocca.
“Mmh..sii…che buoni questi cazzi…sii…ahh…sii godo….mmh!” miagolava Marina.
Ad un tratto il ragazzo che la stava leccando le appoggiò la cappella all’ingresso della vagina e cominciò a spingerle dentro il suo grosso pistone.
“Dai scopami…aah…sii…dai sbattimelo tutto dentro…mmh !”
Il giovane una volta arrivato ad infilarle tutto il cazzo nella figa cominciò a scoparla con lunghi e profondi colpi che le facevano ballare le tette poi, senza apparente sforzo, la prese per i fianchi sollevandola e portandola presso un divano, dove si sedette con la donna sempre impalata sul suo cazzone.
A quel punto Marina fu circondata da tutti gli uomini e subito uno si mise alle sue spalle puntandole decisamente la cappella sullo sfintere anale cominciando a spingere.
“Sii…anche nel culo…dai riempitemi di cazzi…belli duri e lunghi…sii…sono la vostra troia !”
“Allora prendilo tutto zoccolona…apri bene le chiappe…dai puttana !”
“Succhiami la cappella…dai troia…ti piace il cazzo nero…dai che ti sfondiamo quei buchi da vacca !”
“Siii…sfondatemi…datemeli tutti i vostri cazzi…ahh Ivano che cazzoni…dai dammi anche il tuo…ne voglio ancora !” mugolava la puttana.
Poiché non ero io a filmare la vacca mentre si faceva montare dai ragazzi neri ne approfittai per spogliarmi e farmi succhiare il cazzo da mia ‘moglie’.
Intanto dall’altra parte della stanza la giovane donna si era girata impalandosi col culo sul un cazzo nero di dimensioni spaventose, il mio cazzo quasi spariva al confronto, di un nuovo arrivato che le dilatava l’ano in modo impressionante, mentre il marito la spronava a prenderselo tutto in culo.
Nel culo di Marina nel frattempo si susseguivano i cazzi dei giovani neri che la scopavano per un po’ per poi lasciare il posto ad un altro in modo da resistere il più a lungo possibile e aprire bene il buco della vaccona.
“Cazzo come godo…siii…apritemi il culo…siii, ancora….ancora…mmh…. tanti grossi cazzi nel culo…godo….godoo !” ormai stava raggiungendo i primi orgasmi che la squassavano facendola delirare di godimento.
Anch’io la penetrai nel culo con una facilità sorprendente e subito pensai che sicuramente avrebbe gradito le attenzioni del gigante che stava inculando l’altra giovane troia.
Ed infatti fu così, dopo un po’ l’uomo sfilò la donna dal suo palo e si avvicinò a Marina, uno degli altri ragazzi che in quel momento si godeva il buco del culo della mia ‘mogliettina’ accelerò il ritmo e le godette nel culo sborrandole nello sfintere una enorme quantità di sborra calda per poi sfilarsi lasciandole il culo oscenamente aperto e grondante sperma.
Fu in quel momento che il gigante nero la prese per i fianchi e le infilò il suo enorme membro fino alle palle.
“Ahhh…mi spacchi…ahhh…sii…ahh…che cazzo mamma mia che cazzo..sii lo sento in gola.” urlava la cagna piena di cazzo del nero.
L’inculata durò parecchi minuti durante i quali tutti gli altri, me compreso, le vennero sul viso ed in bocca mentre lei cercava di ingoiare più sborra che poteva, poi anche il cazzone del gigante eruttò la sua lava direttamente nell’ano della mia ‘amata sposa’ che godeva ormai come una vacca in calore.
A notte inoltrata, anzi a giorno fatto, rientrammo in albergo dove, dopo una doccia ristoratrice ci addormentammo l’una tra le braccia dell’altro.
Più tardi, al risveglio, fu il momento del commiato.
“Ivano sei stato grande, non ti ringrazierò mai abbastanza !”
“Il merito è stato tutto tuo direi…”
“Ma sei tu che mi hai rivelato la mia vera natura di troia ! Spero di rivederti ancora, se avrai bisogno di una moglie puttana e disponibile non hai che da chiamarmi, sarò ben lieta di accettare qualsiasi tuo invito !”
“Credo proprio che ne approfitterò…ciao amore…a presto allora.”
Penso proprio che la chiamerò non appena mi sarà venuta qualche nuova idea !
