H06 – LauraBa – Storie saffiche

IL COLLOQUIO

Dopo aver finito l’accademia delle belle arti inizio a cercarmi un lavoro.

Ma la cosa non è facile. Non avevo una grande esperienza e ricevevo proposte da fame o indecenti.

Ma non mi persi d’animo e risposi ad un annuncio di una grande azienda che cercava collaboratori anche senza un gran curriculum.

Andai a Milano piena di speranza,col vestito buono per fare bella figura,ma la prima scena che vidi non fu cero positiva. Una ragazza stava uscendo in lacrime da dove dovevo entrare mentre una segretaria mi guardava con sufficienza.

“Lei è Laura Barca ?” – mi chiese fredda come un cubetto di ghiaccio.

“Si.”

“Bene può entrare.”

Entrai in un ufficio arredato con eleganza con una certa paura.

“Entri e chiuda la porta:”

Alla scrivania c’era una donna,sui 40,ma portati molto bene che guardava dei fogli senza darmi nessuna importanza.

“Lei è qui per i posti da collaboratrice ?”

“Si sono Laura Barca ho mandato il mio curriculum come richiesto.”

“Vediamo,neolaureata,bel voto,ma non il massimo,esperienza zero e anche meno,cosa vuole ?”

“Vorrei poter lavorare.”

Ero sempre più in soggezione davanti a lei che continuava a non considerarmi.

“Bene perlomeno hai le idee chiare,siediti che parliamo.”

Non appena seduta cominciò a parlarmi del lavoro e a sconvolgermi.

“Vedi,noi ci occupiamo della compravendita di opere d’arte,per fare questo lavoro ci vogliono due cose,capirsene e questo viene col tempo,ma puoi imparare non sei scema,ma soprattutto pelo sullo stomaco.”

“Scusi in che senso ?”

“Nel senso che se c’è da aprire le gambe non ti devi tirare indietro.”

Quella frase mi entrò come una fucilata,ho sempre amato la schiettezza,ma li eravamo ai limiti.

“Non fare quella faccia da angelo caduto in terra,sei ben grande e le cose le capisci.”

“Certo,solo che non mi aspettavo un discorso così diretto.”

“Senti Laura,non ho tempo da perdere,se vuoi sognare la porta ti aspetta,se vuoi guadagnare e bene basta che rimani seduta.”

Non so perchè ma non mi mossi da quella sedia,mi avevano chiesta di darla per poco,qui perlomeno c’era da guadagnare bene.

“Bene vedo che accetti.”

“Si.”

“Non c’è bisogno che ti dica che prima dovrò esaminarti,tu capisci quello che intendo.”

“Certamente.”

Chiamò la segretaria e le disse di andarsene,lei sarebbe rimasta a parlare con me,la neoassunta.

“Allora Laura,prima lezione io mi chiamo Valeria e d’ora in poi sarò il tuo capo,mi chiamerai per nome dandomi del tu.”

“Chiarissimo.”

“Ora alzati.”

Esegui come un’automa e anche lei si alzò venendomi vicina.

Senza dire nulla mi tolse la giacca e la camicia,poi mi baciò.

Avevo avuto qualche esperienza saffica all’università,ma cose da poco,qualche ditalino in compagnia,niente di serio insomma.

Aprì la bocca e la sua lingua prese la mia avvolgendosi intorno.

Le sue mani arrivarono alla zip della gonna che cadde sul pavimento.

“Sei un bel bocconcino,con questo fisico farai strada.”

Si tolse l’abito che portava mostrandomi una lingerie di gran classe mentre io portavo slip e reggiseno comprato sulle bancarelle.

“Ora toglimi il reggiseno e fammi vedere quanto sei brava con la bocca.”

Le sfilai l’indumento e mi abbassai per baciarla. Nonostante l’età aveva due tette sode che stavano su da sole. Presi a leccarle i capezzoli che presto diventarono duri,allargai i giri con la lingua fino a toccarle tutto il seno.

“Sei brava Laura,continua.”

Si appoggiò alla scrivania e spinse la mia testa verso il basso.

Non c’era bisogno che dicesse nulla,scesi verso la sua intimità che era un lago,le tolsi le mutandine e cominciai a leccarle la fica.

Feci quello che mi piaceva mi fosse fatto,parti dalle grandi labbra,succhiandole con tutta la passione che potevo,per passare alla piccole e alla fine,al clito.

Era duro come un cazzo in miniatura,quando cercai di usare le mani mi fermò subito.

“Per ora leccamela,mi stai facendo godere,per il resto c’è tempo.”

La sentivo godere sotto i colpi della mia lingua,gemeva senza tregua fino a riempirmi la faccia col suo orgasmo.

Rimase ferma,io stavo diminuendo il ritmo della lingua,per farle assaporare al meglio il piacere.

“E brava la mia Laura,ora vediamo come te la cavi col cazzo.”

Io subito non capii,c’era solo lei che mi stava spogliando del tutto lasciandomi nuda.

Poi aprì una cassetto e tirò fuori una strap-on di belle dimensioni,certo più grosso di tutti i cazzi che avevo preso fino a quel giorno.

Lo indossò con disinvoltura e mi ordinò di prenderlo in bocca.

La cosa non mi piacque affatto,fare un pompino ad un cazzo finto,ma cercai d’essere il più naturale possibile.

“Vedo che un pompino lo sai fare,dai adesso sdraiati sul divano.”

Il divano non l’avevo proprio visto e lo cercai con lo sguardo fino a trovarlo in un angolo della stanza.

Mi misi sopra aprendo le bene gambe in attesa di Valeria.

Lei si sdraio sopra di me e prese a baciarmi,cosa che ricambiai. Sentivo quel fallo strusciare sulla mia fica che cominciava a bagnarsi sempre più eccitata da quel contatto.

“ Si Valerai scopami,non resisto.”

Non feci in tempo a finire che lei mi accontentò subito facendo entrare parte del cazzo finto dentro di me.

“Si,fammi godere,dammelo tutto.”

“Certo che ti scopo,sei la mia puttana.”

La mazza entrò del tutto,ma non mi fece male nonostante le dimensioni. Valeria si muoveva come un vero uomo accelerando e rallentato per assecondare il mio piacere.

Inizia a toccarmi il seno e la fica,sapevo che non avrebbe smesso presto e volevo godere il più possibile.

Mentre mi scopava mi diceva frasi oscene alle quali rispondevo nello stesso modo.

Ebbi diversi orgasmi mentre cambiavamo posizione sempre più prese dal nostro rapporto.

Quello finale,il più intenso,fu quando mi prese da dietro,sfondandomi del tutto con bordate che crescevano d’intensità fino a che non crollai,sdraiandomi sul pavimento.

Quando ci fummo del tutto riprese la baciai,ora ero io a volerlo fare e apprezzò il gesto.

“Laura da domani sei assunta,vieni alle 8 che ti spiego quello che dovrai fare,ora però ce ne andiamo a cena che inizio ad aver un certo appetito.”

“E finito di mangiare ?” – le chiesi con malizia.

“Si va da me che domanda !”

Ci mettemmo a ridere abbracciandoci.

SILVIA

Appena entro nel mio piccolo ufficio noto al centro della scrivania un grosso fascicolo che non avevo mai visto.

Inizio a leggerlo,ma dopo un paio di pagine mi reco infuriata in quello di Valeria.

“Valeria cos’è uno scherzo ?”

“Vedo che hai iniziato ha leggere la documentazione che ti ho lasciato.”
“Si ma siamo matti o cosa. Chi è questa una folle rimasta nel secolo scorso o una pazza di questo ?”
“Diciamo che è una persona un pochino strana,ma non devi guardare queste cose.”
“Certo solo che come la chiamo,ha più titoli nobiliari lei che una che appartiene alla casa reale inglese.”
“Chiamala baronessa e basta,l’importante è che chiudi.”

“Ma ha veramente tutta questa roba ?”

“Si e continua a comprare quindi vedi di fare del tuo meglio.”
“Va bene vedo di fissare un appuntamento.”

“Laura solo un piccolo particolare,ha una protesi umana,la sua segretaria e ho il forte sospetto che siamo lesbiche.”

“E a me che importa ?”

“Era solo per avvisarti,una volta che sono gentile hai ancora da ridire.”

Esco dal suo ufficio ancora un po’ arrabbiata,non mi piace questa situazione,una nobildonna ricca e viziata,ma mi può far guadagnare molto e mi metto subito al lavoro.

Riesco a fissare un appuntamento con la sua freddissima segretaria e inizio a studiare la sua cartella e a preparami per il viaggio.

Abita in Svizzera,ma non lontano dal confine,il viaggio in macchina non è pesante,poco traffico e anche alla dogana perdo poco tempo,col risultato d’arrivare in anticipo.

Mi viene ad aprire una bella donna sui trentacinque vestita in maniera fin troppo sobria.

“Lei è la signorina di Milano ?”

“Si sono Laura Barca,ho un appuntamento con la Baronessa Silvia.”

“Lo so,io sono Gertrud la sua segretaria personale.”

Senza che abbia il tempo d’allungare la mano,mi fa entrare e s’incammina attraverso lunghi corridoi.

La casa è immensa,sembra impossibile che ci viva solo una persona,per quanto stravagante.

Alla fine arriviamo in un grande studio dove c’è una donna seduta su un divano che sta leggendo.

“Baronessa è arrivata la signorina Barca da Milano.”

La donna si alza con fare leggero,è molto elegante in un vestito a fiori molto piccoli,solo ha qualche gioiello di troppo. Avrà da poco passati i quaranta,ma è molto sensuale nei movimenti,sembra quasi che mi voglio eccitare.

“Signorina Barca benvenuta,l’aspettavo e apprezzo la puntualità.”
“Baronessa Silvia,è il minimo che si deve ad una persona del suo lignaggio.”

“Vede non amo uscire dalla mia casa e vorrei però partecipare all’asta che si terrà a fine mese da Christy’s dove ci saranno degli splendidi quadri fiamminghi.”

“E’ una delle cose che faccio con maggior passione,partecipare ad un’asta per conto terzi,vedrà che rimarrà soddisfatta del mio lavoro.”

“Lo spero,anche se devo dirle che prima di rivolgermi a voi mi sono informata,soprattutto su di lei,quindi so che non è una sprovveduta.”

“Baronessa la ringrazio per la fiducia,se ora mi vuol dire cosa le interessa,vedrà che non le occuperò molto tempo.”

Ci mettiamo a sedere e lei mi indica i quadri che le interessano e le cifre che vuole spendere.

In realtà non faccio molto,la sua disponibilità a spendere è molto alta e non crea nessun problema.

Firma il contratto senza neanche leggerlo bene e una volta finite le formalità inizia a guardarmi in modo equivoco.

“Visto che abbiamo finto non pensa sia il caso di diciamo rilassarci un attimo ?”

Non faccio in tempo a rispondere che sento le mani di Gertrud sul mio collo che iniziano a massaggiarmi. Ha un tocco magico perchè quasi subito mi scioglie i muscoli e mi lascio andare.

Mi toglie la giacca lasciandomi col top a bretelline che lascia nude le spalle.

Le sue mani sono calde e danno una sensazione di pace sulla pelle.

Anche quando tira giù le bretelline la lascio fare ormai rapita dai suoi massaggi.

Non mi accorgo quasi che Silvia si è seduta al mio fianco e con una mano risale sulla gamba fino al pizzo della calza. Quando vedo la sua bocca vicino alla mia la socchiudo e lei mi bacia dolcemente.

Solo che sono io ad avere una voglia incontenibile addosso,le stringo le labbra contro lei mie prendendole la testa. Le lingue si incrociano subito scambiandosi la saliva dolce come il miele mentre le mie mani cercano il suo corpo.

Iniziamo a spogliarci a vicenda sempre più rapite dalla passione.

Quando mi toglie la gonna e vede che porto il reggicalze i suoi occhi s’illuminano.

“Lo sapevo che eri una donna di classe Laura,ma non immaginavo fino a questo punto.”

Mi alzo e le sfilo il vestito,sotto indossa un completo di pizzo giallino che quasi sparisce nella sua pelle bianca. Le tolgo il reggiseno e mi abbasso per baciarle i capezzoli già duri,che lo diventano ancora di più sotto la mia lingua.

Gertrud intanto si è spogliata e si è messa dietro di me per accarezzarmi il sedere.

Rimaniamo in breve con le sole calze e prendiamo a baciarci e sfiorarci a vicenda.

In pratica sono in mezzo a due donne che mi toccano davanti e dietro facendomi impazzire di voglia.

Poi Silvia fa un passo indietro e inizia a guardarmi con uno sguardo perverso mentre la sua segretaria mi palpa il seno.

“Ti piace scopare Laura ?”

“Si,perchè ?”

“Ora ti faremo provare qualcosa che spero sia nuovo per te,niente di sadico s’intende,ma solo molto piacevole.”

Da una grossa scatola prende due strap-on neri di belle dimensioni e inizia a legarsene uno stringendo bene le cinghiette. Poi passa l’altro a Gertrud che fa la stessa cosa,solo in maniera molto più veloce.

Mi fanno sdraiare su un tavolino e cominciano a leccarmi la passera e il buchetto facendomi godere subito. Sembra quasi che siano sincronizzate tanto sono brave,le loro lingue le sento su tutta la mia intimità,le labbra succhiano il clito fino a farlo quasi esplodere dal piacere.

Quando iniziano a toccarmi con le dita vengo quasi subito per quanto sono eccitata,ma so ben che quello è solo l’inizio.

Silvia mi fa alzare e Gertrud prende il mio posto.

“Ora valle sopra e cavalcala,fammi vedere quanto ti piace il cazzo,anche se finto.”

Mi metto sopra di lei,prendo il fallo e lo struscio contro la fica per bagnarlo un pochino,poi lo faccio entrare dentro. Lo sento scivolare dentro senza sentire alcun dolore tanto sono bagnata,quando inizio a muovermi su è giù lei mi prende le tette in mano e me le carezza dolcemente.

Inizio a darci dentro dimenticandomi quasi di Silvia,che invece mi guarda molto interessata.

Senza dire nulla si avvicina al mio culo e inizia a farmelo sentire sul solco delle chiappe.

Non ho mai subito doppie penetrazioni,ma sono arrivata ad un punto in cui è difficile tirarsi indietro.

Gertrud mi apre le chiappe con le mani,e io mi fermo col fallo ben dentro.

Silvia inizia a penetrarmi e io gemo subito di dolore e piacere insieme.

Per quanto l’abbia bagnato con la sua saliva sento ogni centimetro che mi entra dentro,lei mi sodomizza lentamente aumentando ancora di più quel cocktail di sensazioni.

“Silvia mi stai spaccando,ma continua,fammi godere.”

“Vedrai come godi quando ti scoperemo in due.”

“Mm si dai fino in fondo.”

Quando è entrato tutto mi sembra quasi che i due falli si tocchino fra loro tanto mi sento piena di loro.

Le due donne cominciano a muoversi piano,quando una entra,l’altra esce,lasciandomi così sempre piena una delle due aperture.

Man mano che passa il tempo aumentano il ritmo e con quest’ultimo sale anche il mio piacere.

Godo tanto da non riuscire più a parlare,ormai gemo e urlo sempre più presa da quello che mi stanno facendo.

Silvia finisce per prendermi per i fianchi per incularmi con tutto il vigore che può.

Il tempo mi sembra quasi eterno,non so dire per quanto tempo mi scopino,ma vorrei non finisse mai.

Però dopo l’ennesimo orgasmo rallentano fino a fermarsi e darmi un po’ di tregua.

Silvia scivola indietro lasciandomi di nuovo libero il buchetto e si toglie il fallo che si era legata.

Mentre si sdraia sul divano mi fa cenno di andare da lei.

“Laura vieni qui e leccamela,fammi godere con la tua lingua,a Gertrud piace provvedere da sola mentre guarda.”

Vado da lei e mi inginocchio in mezzo alle sue gambe.

Ha la fica stretta ma allagata di umori che inizio subito a bere avidamente. La lecco poi partendo dal basso,giro più volte con la lingua sul clito per finire col succhiarle le grandi labbra.

“Si Laura continua,sei bravissima con quella lingua.”

Le apro più che posso la fica e ci poggio le labbra sopra per poi aspirarla con la bocca.

Lei si dimena sul divano e faccio fatica a tenerle le gambe aperte,ma non mollo la presa,anzi le metto dentro tutta la lingua che posso.

La vedo irrigidirsi nell’orgasmo che lo sto dando per poi rilassarsi mentre gliela massaggio.

Nel frattempo Gertrud si era sfilata lo strap-on e si stava masturbando con quello per venire poco dopo Silvia.

Siamo molto stanche e dopo qualche chiacchiera iniziamo a rivestirci.

Prima che me ne vada Silvia mi bacia con passione e m’invita a tornare quando voglio.

Alla porta anche Gertrud mi bacia solo con meno trasporto e questo m’infastidisce un poco.

Quando torno in ufficio Valeria non è affatto stupida che abbia chiuso la trattativa in così breve tempo.

“Ma è mai possibile che in fondo non ti vada mai bene niente ?”
“Laura ho mandato te andando sul sicuro,conosco bene Silvia e posso facilmente immaginare quello che avete fatto,quindi nessuna sorpresa per i tuoi risultati.”
“Ma allora i tuoi non erano dubbi,ma certezze ?”

Mi da una pacca sul sedere e torna alla sua scrivania.

“Ricordati un buon capo non ha dubbi,solo certezze.”

LE HOSTESS DEL PIACERE

Per risparmiare qualche soldo Valeria mi ha prenotato un volo da New York con scalo a Londra.

E fra volo supplementare e le solite pratiche vuol dire impiegare quattro ore in più per tornare a casa.

Però almeno il viaggio lavoro-vacanza è andato bene e quindi non sono arrabbiata più di tanto.

Il volo è quasi vuoto,e come al solito non riesco a prendere sonno,quindi cerco qualcosa da leggere.

Per qualche assurdo motivo,in aeroporto ho comprato Vogue,e pensare che a me della moda proprio non interessa niente. Inizio a sfogliarlo tanto per passare il tempo quando una hostess di colore molto bella mi si avvicina.

“Scommetto che lei è italiana ?”

“Si ma come ha fatto a capirlo ?”
“Da come si veste non è certo inglese,sa io e la mia collega siamo due fans della moda italiana.”

Ci mettiamo a parlare e poco dopo arriva la sua collega,se possibile ancora più bella.

Scopro così che Adele e Tanya,questi sono i loro nomi,prenderanno la mia stessa coincidenza per Milano dove passeranno qualche giorno in concomitanza della settimana della moda.

E anche che il caso ha voluto che hanno preso alloggio nell’albergo che dista pochi metri dal mio appartamento.

Passiamo buona parte del volo a parlare di moda e devo dire che mi faccio una cultura,ne sanno non solo più di me,ma di tanti addetti ai lavori.

A Londra facciamo il check-in insieme,ormai siamo entrate in confidenza e il volo verso casa non è certo la solita rottura.

Una volta a Malpensa prendo la macchina e andiamo verso casa e faccio caso a certi sguardi che si fanno fra loro,ma senza darci tanto peso, In fondo lavorano insieme ed è quindi normale che ci sia un certo affiatamento.

Una volta arrivate rimaniamo d’accordo che dopo una doccia le passo a prendere per fare da Cicerone,le sfilate iniziano domani,ma la città è già in subbuglio.

A casa mi faccio una bella doccia rigeneratrice e scelgo con cura cosa mettere,non voglio sfigurare con loro che di certo avranno dei bellissimi vestiti.

Alla fine scelgo un completo giacchina e gonna da abbinare ad un top,il tutto molto leggero,infilo un paio di sandali e vado da loro.

Arrivo davanti alla loro camera e busso,subito mi risponde una delle due.

“Chi è ?”

“Sono Laura,posso entrare ?”
“Certo,un momento e siamo pronte.”
Entro e ho una visione celestiale.

Adele indossa un kimono in raso rosa aperto sul davanti e un microscopico perizoma bianco.

Rimango senza fiato,ma il respiro mi sembra mancare del tutto quando vedo Tanya arrivare completamente nuda.

Se con la divisa da hostess potevo immaginare come fossero,il vederle nude mi sconvolge.

Hanno corpi snelli e statuari allo stesso tempo,perfetti nelle forme e nelle dimensioni e non esitano a mostrarsi sicure del proprio fascino.

E’ Tanya a rompere l ghiaccio,visto che io non riesco a parlare.

“Ma come siamo eleganti,tu ci farai sfigurare.”
“Ma siete bellissime,qualunque cosa mettiate vi starà bene.”

E’ l’unica cosa che riesco a dire,anche se so che è una stupidata,faccio ancora fatica a deglutire.

“Ma dai che sei bella anche tu non è vero Adele ?”
“Certo Tanya,magari se si mette più comoda poi si dimostra più bella di noi.”

Subito non capisco quella frase equivoca,ma non ci vuole molto per comprendere quello che hanno in mente.

Mi mettono in mezzo a loro,Tanya davanti e Adele dietro.

La prima mi apre la giacca e subito la seconda me la toglie facendola cadere a terra,poi mi sfila il top,alzo le braccia quasi senza rendermi conto di quello che sta succedendo fino a che Tanya non mi bacia.

Come un automa apro la bocca e subito sento la sua lingua in cerca della mia mentre Adele continua a spogliarmi fino a lasciarmi nuda.

Sono in mezzo a due donne splendide,nude come me,con la voglia di farmi godere e non posso che abbandonarmi a loro.

Tanya mentre continua a succhiarmi la lingua porta una mano sul mio sesso ormai bagnato,ha un tocco leggero che mi eccita ancora di più,le sue dita giocano con la mia fica sfiorandone la parte esterna,quando io le vorrei sentire dentro.

Adele da dietro mi stringe i capezzoli duri per l’eccitazione,facendoseli passare fra indice e medio e mi morde i lobi delle orecchie facendomi sentire la lingua sulla parte che ha dentro la bocca.

Ad un certo punto ci baciamo tutte e tre insieme,ma più che le loro bocche è l’odore che emanano a mandarmi in tilt.

Anche se sono appena uscite dalla doccia sanno di selvatico,non che sia un odore sgradevole,anzi la voglia di loro sale sempre di più.

Senza dire nulla Tanya scende con la lingua sul mio corpo,lasciando una scia di saliva,che dalla bocca passa attraverso il seno per arrivare alla passera.

Li si lancia in giochi unici,mi lecca da fuori le grandi labbra,poi passa in mezzo partendo dal basso e bevendo tutto ciò che trova,e non è certo poco.

Adele mi mette un dito in bocca,io lo succhio per bene intuendo la fine che farà.

Non appena è ricoperto di saliva lo fa scivolare in mezzo alle chiappe e inizia a toccarmi l’ano.

Il solo sentirlo premere sul buchetto mi fa quasi cadere,ma lei mi tiene ben stretta e capendo la mia voglia,lo fa scivolare piano dentro.

Non so chi delle due mi faccia più godere,la lingua di Tanya è un serpente che morde la mia micia con sferzate di piacere,ma anche il dito di Adele basta e avanza per avere un grande orgasmo.

E questo non tarda ad arrivare,anzi non tardano visto che me ne fanno avere diversi,senza smettere mai di leccarmi e masturbarmi. Quando Tanya è stanca si alza e baciandomi prende a masturbarmi con tre dita soffocando con la bocca le mie urla di piacere,e l’altra donna si abbassa per penetrarmi il buchetto con la lingua tenendolo aperto con le mani.

Mai due donne mi avevano così messo in mezzo fra loro e alla fine,dopo l’ennesimo apice del piacere le fermo entrambe per riprendere fiato.

Ma loro sono di un altro avviso,si alzano e mi spingono la testa verso i loro sessi.

Capisco che il minimo che possa fare è ricambiare le attenzioni avute e inizio a baciare quelle due splendide fiche color ebano.

Non hanno solo un sapore dolce,ma sanno di sesso puro,i peli che le ricoprono sono pregni di gocce di piacere che lecco avidamente. Non potendo averle insieme nella mia bocca,mentre lecco una,masturbo l’altra mentre loro si baciano sensuali come non mai.

Il loro piacere che cola risalta ancora di più sulla pelle nera,non ne perdo una sola goccia,pregno com’è di odori zuccherini che ricordano la canna.

Finisco con lo sfiorare i loro buchetti,sono entrambi ben stretti,ma le mie dita bagnate come sono,non fanno poi tanta fatica a violarli. Le sento gemere ancora più forte,anche se li soffocano a vicenda,i loro mugoli di piacere riempono la stanza e le mie orecchie. Le mie mani sembrano impazzite,entrano in loro a velocità sempre crescente,piene dei loro magnifici umori e della mia saliva.

Mi prendono la testa con le mani dirigendola verso colei che sente arrivare l’orgasmo.

Dopo che sono entrambe venute prendo un seno e lo struscio sul sesso di Tanya,poi con l’altro faccio lo stesso con Adele.

Quando mi alzo ho i capezzoli duri e bagnati,entrambe non si fanno pregare per prenderne uno a testa e pulirlo con la lingua.

Finiamo sul letto per fumare una sigaretta e riprendere fiato.

Facciamo un programma per la giornata,senza dire nulla per la sera,tutte e tre sappiamo che quello è stato solo un antipasto di quello che faremo in quei tre giorni dedicati alla moda.

JANET

Quando Valeria mi diede l’incarico d’incontrare Janet rimasi di sasso.

Non per difficoltà di una possibile trattativa,ma perchè era la modella più famosa e più sognata dagli uomini,oltre che essere considerata una che si li mangiava uno dopo l’altro.

Ma Valeria temeva che un uomo,per quanto bravo,potesse cadere in tentazione e farsi fregare sui margini per la società e considerava me immune da tutto ciò.

Mai errore fu così clamoroso.

L’appuntamento era fissato nella sua residenza romana e,per paura di fare una brutta figura,mi misi tutta in ghingheri,quasi fossi io la modella.

Mi venne ad aprire con indosso un kimono rosso che lasciava ampiamente vedere le sue bellissime gambe.

“Vedo che hanno mandato una donna,temevano che mi mangiassi il maschietto “ fu il suo benvenuto

“No è che ero l’unica disponibile oggi,se vuole qualche d’un altro basta rimandare.”
“Figurati,gli uomini non capiscono niente,e poi tu sei carina,odio le brutte.”

Entrando in casa notai un disordine totale,sembrava che fosse appena finita una guerra,ma cercai di non farlo notare.

Ci accomodammo su un divano e comincia a parlare di quello che era il mio lavoro.

Lei m’ascoltava distratta,quasi non gli e ne importasse nulla,e continuava a fissare il mio corpo,e in particolar modo il mio seno.

Mentre io cercavo di rimanere il più professionale possibile,lei continuava a fissarmi in maniera equivoca giocherellando con la cintura del kimono.

Ad un certo punto persi quasi la pazienza e le chiesi senza indugio se era interessata a qualcosa o se voleva solo farmi perdere tempo.

“Allora le hai le unghie,mi piaci sempre di più,scommetto che a letto ci sai fare.”

“Ma che stai dicendo,io parlo di lavoro e tu di sesso,non vedo cosa c’entri.”
“Senti facciamo così,ora lasciamo stare il lavoro,tanto poi un accordo lo troviamo,e ci dedichiamo un po’ a noi.”

Non aveva finito la frase che mi trovai le sue labbra a poche dita dalle mie,potevo annusare a pieni polmoni il suo forte odore dolciastro,ma più che latro ero spiazzata.

Janet la grande mangiauomini era in realtà lesbica ?

La risposta me la diede baciandomi sulla bocca.

Quando staccò le sua labbra dalle mie vidi che mi fissava divertita.

“Stupita che ami le donne,vero ?”
“Beh la tua nomea…”
“Quella è tutta pubblicità,gli uomini sono degli idioti,mentre fra noi è tutta un’altra cosa.”

Si riavvicinò a me,solo che questa volta trovò la mia bocca spalancata e pronta per riceverla.

Ci baciammo a lungo e languidamente,poi lei si alzò e prendendomi per mano mi porto nella sua camera da letto. Le sue mani si aprono il vestito sbottonandolo rapidamente,quando esce fuori il seno ha come un non so che di meraviglia.

“Ma hai due tette enormi !”

“Non penso,magari sono le tue che sono più piccole.”

Le apro il kimono,sotto ha solo un piccolo slip trasparente e l’eccitazione mi sale alle stelle.

Non ha un gran seno,ma è perfetta,è la più bella donna che abbia mai visto e già pregusto il momento del piacere.

Janet mi toglie il reggiseno e mi spinge sul letto,iniziamo a baciarci con sempre più passione mentre gli slippini di entrambe cominciano a bagnarsi. Sento i suoi capezzoli duri sul mio seno e anche deve provare la stessa cosa,però siamo troppo su di giri per i preliminari e finiamo quasi subito in un classico sessantanove dopo esserci tolte anche l’ultimo indumento rimasto.

Lei è sopra di me,inizio a baciarle la passera con sempre maggior voglia,vedo il clito già duro,ma mi dedico alle sue grandi labbra prendendole in bocca e succhiandole alternativamente.

Janet mi sta leccando facendomi sentire la lingua su tutto lo spacco della fica mentre un dito mi titilla il clito. Sono io la prima a far entrare un dito dentro,non faccio nessuna fatica bagnata com’è

mentre la lecco bevendo i suoi sempre più copiosi umori. Lei mi segue a ruota,ora di stiamo masturbando e leccando a vicenda in un crescendo di gemiti di piacere che pare non finire mai.

E’ un rapporto molto lungo,quando una sente che l’altra sta per venire,rallenta ritardando l’orgasmo che però alla fine ci giunge quasi insieme facendoci urlare per il godimento.

Ci riposiamo solo un attimo,poi sento la sua mano nell’incavo delle chiappe e mi abbandono a lei.

Janet si mette dietro di me e comincia a leccarmi il culo,prima le chiappe,poi il solco e alla fine il buchetto. La sua abile lingua non lascia inesplorato nessun lembo di pelle,ma è sull’apertura che da il meglio. Ci gira intorno infinite volte,prima di entrarci rapidamente,poi esce e rincomincia a leccare il perimetro facendo salire il desiderio in me. Quando prende un lungo vibratore nero da un cassetto sono pronta a riceverlo,lo porta alla mia bocca e lo bagno insalivandolo per bene. Poi lo punta sul buchetto,l’accende e lentamente mi sodomizza. Mi porto subito una mano sulla passera per toccarmi,ma lei me la toglie sostituendola con la sua. Il vibratore non è grosso di diametro,ma è bello lungo è sentirlo tutto dentro è un viaggio verso il piacere di rara bellezza. Lo spinge dentro piano,ma decisa,non lo tira mai fuori e ad ogni piccolo in avanti corrisponde un fremito o un gemito di piacere. Quando è tutto dentro accende la massima vibrazione e lo sento come esplodere nelle viscere tanto è forte il suo movimento. Janet però non mi da tregua,ne io la vorrei,e inizia a scoparmi con quello strano oggetto,perlomeno come potenza vibrante,mentre lo sfintere si dilata sempre più velocemente ormai abituato a quella presenza. Le sue dita poi entrano ed escono dalla mia fica aumentando sempre l’andatura e il loro numero finchè non me ne ritrovo quattro dentro che spingono a più non posso.

Raggiungo in fretta l’orgasmo,violento e improvviso.

I muscoli di tutto il corpo si contraggono facendomi sentire ancora di più le presenze nei miei buchi,non riesco quasi a più a respirare tanto è il piacere che provo e solo dopo un po’ riesco ad urlare il mio orgasmo.

Quando giro la testa vedo la faccia di Janet che desidera solo lo stesso trattamento,solo a modo mio.

Mi allungo per baciarla,la sua lingua sa del mio orgasmo e le salive si mescolano fra loro.

Poi la metto a carponi per leccarla meglio,facendo andare la lingua dalla fica al buchetto.

Il cassetto da dove ha tirato fuori il vibratore è rimasto aperto,mi allungo per vedere di trovare qualcosa di adatto al momento,e trovo un fallo molto realistico e molto grosso che afferro subito insieme ad un gel lubrificante.

Inizio a stuzzicarle la fica con quello mentre lei si tiene aperte le natiche per farmi leccare meglio il suo dietro. Ora il buchetto è pieno di saliva e lo penetro con un dito mentre inizio anche a farle entrare il fallo dentro la passera fradicia.

Janet inizia il suo viaggio verso l’orgasmo,ma sarà molto lento,me la voglio proprio godere questa modella ninfomane.

Le infilo un secondo dito nel culo,poi un terzo,aprendola sempre più,ma voglio che goda al massimo delle sue possibilità.

Prendo il gel e gliene verso un’abbondante quantità sull’apertura posteriore,chiudo la mano a conca e inizio a penetrarla con quella.

Il suo è un gemito misto di piacere e dolore,ma mi prega di non fermarmi e continuo a far entrare la mano dentro il suo culo fino a lasciare fuori solo il polso.

Lo sfintere è dilatato all’inverosimile,la mano non si vede più,ma od ogni suo piccolo movimento corrisponde un urlo di piacere della mia momentanea amante.

Oramai sono più arrapata di lei,le tolgo il fallo dalla fica e lo sostituisco con l’altra mano messa nella stessa maniera della prima. Le sento quasi toccarsi dentro di lei quando sono tutte e due dentro.

Janet stringe i cuscini per sopportare meglio il dolore che sente,ma è il piacere ad avere il sopravvento durante quel rapporto così estremo per entrambe. Quando le sue urla raggiungono il loro suono massimo è il preludio all’orgasmo,anche questo incredibilmente violento come il mio.

Rimango dietro di lei a palparle dolcemente il sesso per aiutarla a riprendersi.

Quando mi parla è ancora sconvolta dall’orgasmo e non può nasconderlo.

“Sei un gran maiala,e io che credevo d’essere una porca senza pari.”
“Vedi Janet è che per il sesso non ha limiti,tu volevi solo scoparmi come una qualsiasi,e questo non lo sopporto.”

“Però rifarei tutto,anche se ho il culo a pezzi.”

Iniziamo a coccolarci,stringendoci a vicenda a baciandoci languidamente,ma senza scendere mai sotto l’ombelico,anche perchè sotto abbiamo le fiamme tutte e due.

Prima di andarmene firma il contratto standard senza chiedere nulla se non se ci potremo rivedere.

“Certo solo che questa volta da me.”

“E perchè ?”

“Ho più giochetti interessanti,semplice no ?”

Lei mi sorride fra l’angelico e il malizioso,prima che chiuda la porta e me ne torni a casa a mettere le mie intimità nell’acqua per cercare di raffreddarle.

GRETA 1 & 2

Greta è una delle mie prime clienti e sono legata a lei al di la del semplice rapporto di lavoro.

E’ una bella donna sui quaranta,sempre elegante,sposata con un ricco industriale,madre di due figli e sembra sprizzare felicità da tutti i pori. Insomma la classica rappresentante dell’alta borghesia meneghina che ha,o può avere,tutto ciò che desideri.

Un giorno trovo su un catalogo d’aste,una serie di oggetti che potrebbero piacergli e la contatto per vedere se può essere interessata. Siccome si trova vicino al mio piccolo appartamento,dove fra l’altro sono i cataloghi,decide di venire a vederli in casa mia,per non farmeli portare su e giù per Milano.

Arriva a casa mia poco dopo la telefonata,elegante come sempre,anche con un abito molto semplice ed estivo. Non ho mai ricevuto a casa e non so bene come comportarmi,ma lei è talmente gentile che non mi fa sentire la mancanza della formalità dell’ufficio e ci sediamo sul divano a parlare come due vecchie amiche. Ad un certo punto dal catalogo esce fuori una stampa indiana molto erotica,di quelle che non lasciano molto spazio alla fantasia tanto sono esplicite e lei arrossisce un po’.

“Che fai Greta ti scandalizzi per una stampa ? Chissà con tuo marito cosa combini !”

“No,ma che pensi,lui oltre a essere molto religioso e quindi pudico,non è mai stato molto interessato la sesso,diciamo che è molto tradizionalista e privo di fantasie particolari.”

“Scusa quindi solo una posizione per tutti questi anni ?”

Lei è imbarazzata e arrossisce sempre più diventando ancora più arrapante ai miei occhi.

“Diciamo che la fantasia non è il nostro forte,poi ormai non lo faccio spesso,sembra quasi una cosa da sabato sera,non so se mi capisci.”

“Ma quindi non hai provato che so,un rapporto orale anche da passiva ?”

“No,cosa dici,quello mai !”

“E non sei curiosa di sapere cosa si prova in quei momenti ?”

“Beh la curiosità c’è,ma non mi farei mai un’amante solo per scoprire il sesso,amo troppo mio marito per tradirlo con un altro uomo.”

“E con una donna ?”

“Cosa vuoi dire,non capisco.”

“Rilassati e capirai:”

Le metto una mano sul ginocchio e comincio a risalire sulla coscia,lei è impietrita,non riesce a muovere nessun muscolo. Arrivo presto agli slip e inizio a toccargliela attraverso quel sottile tessuto di pizzo,lei è sempre immobile,ma sento che il trattamento comincia a piacergli e che anche involontariamente si sta bagnando.

Con la mano le sposto le mutandine in modo da scoprirle il sesso,la mia mano sente la presenza di un pelo ricco e sempre più umido.

“No Laura che fai,non voglio,non sono una pervertita.”

Lo dice senza convinzione e lo capisco subito.

Parla ma non si muove di un centimetro è sempre li con la mia mano che le fruga fra le cosce.

Quando sembra reagire mi butto con la testa fra le gambe ormai spalancate e le do un colpo di lingua per tutta la lunghezza della passera.

Il suo gemito vale più di mille parole e la lecco di nuovo sempre più profondamente.

Oramai i suoi inviti a smettere sanno di ultima resistenza fatta solo per figura.

Quando smetto di leccarla e le offro le mie labbra il bacio è vero,passionale,carnale.

Senza dire nulla ci alziamo e andiamo in camera da letto,le tolgo il vestito e posso finalmente ammirare la sua bellezza da donna vera. Le sfilo reggiseno e mutandine,poi mi tolgo il mio abito e finiamo sul letto una sull’altra. Il mio intimo vola ben presto,ora i nostri corpi sono uno dentro l’altro,sento i suoi seni contro i mie,la sua fica contro la mia.

La bacio ancora e lei mi si concede in pieno,aprendo la bocca e usando la lingua per giocare con la mia.

Vorrei giocare col suo corpo,ma lei ha voglia di sentire la mia bocca sul suo sesso e non la faccio attendere,non sarebbe giusto.

Quando arrivo dove lei mi vuole,è un fiume che straripa umori,li bevo tutti mentre la lecco in tutti i punti.

Sento i suoi orgasmi uno di seguito all’altro,non ha più nessuna remora e gode come non ha mai fatto in vita sua. I suoi gemiti si alternano a urla,il suo corpo freme ad ogni mia azione e faccio fatica a tenerla un minimo ferma.

La penetro con due dita,lei si blocca un momento per poi ripartire con il suo godimento.

Mi avvicino alla sua bocca e la bacio di nuovo,mentre le mie dita non danno tregua a quella fica sempre più vogliosa.

Si ferma solo quando smetto di masturbarla furiosamente dopo l’ennesimo orgasmo.

E’ ancora sconvolta quando dal cassetto prendo lo strap-on per indossarlo.

“Laura cosa vuoi fare con quello è troppo grande.”

In realtà non è che sia poi così grande,saranno diciassette centimetri,si vede che il marito oltre a non saper scopare ce l’ha anche piccolo.

“Stai tranquilla non posso farti male,solo voglio vederti godere.”

Mi sdraio sul letto e l’invito a salirmi sopra,lei è dubbiosa,ha paura,ma alla fine fa quello che le ho chiesto.

La vedo mentre punta il fallo sull’imbocco della sua fica,si penetra piano,timidamente ma ben presto lo ha tutto dentro.

“Dai Greta ora scopami,muoviti e godi.”

Lei è impacciata,non sa bene come fare,ma col mio aiuto prende un ritmo accettabile.

Le afferro i seni e li stringo,ora gode sul serio cavalcandomi sempre di più e trasformando il suo viso in una smorfia di piacere.

Solo che sono troppo eccitata per rimanere completamente passiva,la voglio scopare io.

“Greta voglio sbatterti.”

“Si fallo,fammi godere.”

Lei si alza e si sdraia sul letto con le gambe aperte,ma non è così che la voglio.

“Girati.”

Il mio è un ordine che non accetta risposte negative.

Lei si gira mettendo il suo splendido culo in alto.

La sistemo per bene,poi inizio a penetrarla piano tenendola ben ferma per i fianchi.

Come inizio a muovermi lei inizia ad incitarmi.

“Si Laura scopami,fammi godere.”
“Certo Greta che ti scopo,non vedevi l’ora di farti sbattere per bene.”

“Mmm,dai continua,godo.”

“Te la apro io la fica,non quell’idiota di tuo marito.”

E’ un rapporto selvaggio,l’afferro per i fianchi,per le spalle,per i capelli per i seni.

Lei si tocca regalandosi altro piacere,certo non si sarebbe mai sognata di poter godere in quella maniera.

Mi fermo esausta dopo che è venuta ancora una volta e che si è sdraiata sul letto.

Mi metto al suo fianco per guardarla meglio,ha un sorriso felice,e mi si avvicina per baciarmi.

Ci stringiamo vicine abbracciandoci con forza,come a voler suggellare ancora di più quel momento.

Quando però le mia mani le toccano il sedere l’irrigidisce e mi guarda con paura.

“No Laura,li no,non l’ho mai fatto,ti prego.”

Io al suo buchetto non c’avevo neanche pensato,solo che così mi fa venire voglia di sverginarla proprio in quel posto che considera inviolabile.

“Greta ti ho fatto del male finora ?”

“No però…”

“Credi che ti farei del male ?”

“No,ma ho paura.”

“Io non ti posso costringere,però sappi che ti farò provare un piacere nuovo,qualcosa che non puoi non sapere com’è.”

“Ho capito,ma ho quasi terrore.”

“Tu rilassati e lasciami fare.”

La bacio dolcemente sulla bocca per poi scendere con le labbra su tutta la schiena.

Inizio a passarle la lingua sul solco delle chiappe e sento che diventa sempre meno dura da ogni passata. Poi le metto due cuscini sotto la pancia per stare entrambe più comode e mi dedico al suo buchetto. Per quanto provi ad allargarlo con le dita è veramente stretto e anche slinguandolo a lungo non cede di molto. A della vasellina e la ungo più che posso,ormai sono troppo vogliosa per non avere quella sua verginità.

Adesso un dito riesce ad entrare anche se fra i suoi lamenti,ma non mi dice di smettere e io continuo. Quando infilo un secondo dito ha un sussulto violento,sento che soffre sul serio,ma che vuole anche andare fino in fondo. Cerco di allargarlo più che posso,i suoi lamenti stanno cedendo il posto a gemiti di piacere mentre le dita scorrono sempre di più nel suo bel culo.

Riprendo la vasellina e la passo abbondantemente sul fallo poi mi dirigo con questo verso il suo ano.

La cappella dello strap-on entra mentre lei urla come un’ossessa.

“Brucia Laura,mi stai aprendo.”

“Vuoi che smetta ?”

“No continua,ancora un po’”

Pian piano il fallo entra sempre di più fino a riempirla completamente.

Ora faccio fatica a tenerla,si muove senza sosta in preda a quel misto di dolore e piacere tipico della prima volta. Quando inizio a muovermi è ormai incontrollabile.

“Si Laura,scopami,mi piace,sono una troia.”
“Certo che ti faccio godere,bella signora,ti piace adesso sentirlo dietro,vero ?”

“Si mi piace,sbattimi fammi godere.”
“Sei solo una puttana di classe,ma sempre una puttana.”

“Sono la tua puttana,inculami ancora.”

Ora non mi faccio più alcun problema e l’inculo sempre più forte,la tengo per i fianchi ben salda e già penso a quando sotto ci sarò io a godere come una pazza.

Greta arriva violentemente all’orgasmo,diventa di nuovo un blocco di marmo,lasciandosi poi cadere sui cuscini.

A questo punto tolgo lo strap-on e sento che sono ovviamente un lago.

Lei si gira e inizia a leccarmela avida,sembra quasi che la voglia mangiare con quella sua bocca inesperta,ma vogliosa di dare piacere.

Solo che la sola lingua ora non mi basta.

Le faccio indossare lo strap-on e mi metto a pecora invitandola a scoparmi come meglio crede.

Lei un po’ impacciata riesce a mettermelo nella fica e inizia a scoparmi.

Anche se sono più io che lei a dare il ritmo l’orgasmo che ho è comunque notevole,dopo tutto quel fare io,sentirsi passiva mi fa godere e molto.

Dopo che sono venuta ci sdraiamo sul letto e prendiamo a baciarci come due adolescenti,però si è fatto tardi per entrambe e ci rivestiamo in fretta.

Prima di lasciarci sotto il portone Greta mi fa gli occhi dolci e mi chiede se potrà tornare a vedere qualche catalogo in casa mia.

“Ma certo che puoi,e chi ti lascia più.”

Ci scambiamo un bacio sulla guancia e ce ne andiamo per la nostra trada già pensando al prossimo incontro.


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