H05 – LauraBa – Laura e Ingrid (varie storie)
L’INIZIO DI UN AMORE
LAURA
Non so neanch’io perchè dopo un mese dalla mia promozione ho deciso di fare un giro per le filiali,ma soprattutto perchè partire da Stoccolma. Forse perchè la considero la più tranquilla,è sempre meglio cominciare con le cose facili che con quelle difficili.
Comunque ora mi trovo all’aeroporto in attesa che qualcuno si faccia vivo per portarmi agli uffici.
Non che non ci possa arrivare da sola,ma mi è stato detto che avrebbero mandato qualcheduno come segno di cortesia.
Ad un certo punto mi sento chiamare alle mie spalle,mi giro e vedo una bellissima ragazza,tipica fisionomia nordica quindi alta,bionda,occhi chiari e un gran bel fisico,che agita una mano.
Mi chiama per cognome con una faccia dubbiosa,tipica di chi non sa chi cercare,e le vado incontro.
Vista da vicino è ancora meglio,dev’essere la giovane segretaria di qualcuno.
Si presenta come l’addetta legale,come una ragazzina è già avvocato praticante ?
Poi mi dice la usa età è rimango di stucco,è più vecchia di me e con un po’ d’invidia la seguo per andare negli uffici.
INGRID
Perchè le scocciature sempre a me.
Poi questa è assurda.
Devo andare a ricevere all’aeroporto la nuova responsabile londinese,anzi mi hanno anche dato un foglio quasi illeggibile,qui c’è scritto che è una donna,ma si devono essere sbagliati come al solito.
Però nessuno che arriva col volo da Londra si ferma a cercarmi,alla fine rimane solo una donna,e che donna. E’ solare e mediterranea,elegantissima nel suo tailleur scuro,ma ha già l’aria indispettita di chi sa che sta perdendo tempo.
La chiamo timidamente,ma è proprio lei.
Come tutti mi prende per una segretaria,ma ormai non ci faccio più caso,in fondo sembrare più giovane porta può generare questi equivoci,basta non prendersela.
LAURA
Sarà anche bella,ma guida come un cane.
Avrei voglia di farla mettere al mio posto e darle qualche lezione di guida.
Penso a come dev’essere felice il suo meccanico quando la vede,con questa frizione,cambio e freni non devono durare molto.
Finalmente arriviamo in ufficio,il mio stomaco non ne poteva più.
Mi accolgono quasi in parata e mi viene quasi da ridere,poi andiamo in sala riunioni e ognuno tiene la sua relazione.
Però non posso non guardarla con insistenza,è proprio un bel bocconcino,soprattutto quando legge e si mette quegli occhialini è irresistibile.
Per fortuna il pranzo non è con cucina tipica locale,me ne hanno parlato malissimo gli inglesi che pure non è che mangino delle gran cose. Me la trovo di fronte e già vorrei essere la forchetta che le sfiora le labbra.
INGRID
Sarà anche una donna,ma di certo ha le palle.
Durante la riunione non le sfugge niente,per fortuna ci siamo preparati bene.
E poi è così sensuale in tutto quello che fa,sarà perchè mi piace,ma,a parte il suo orrendo taglio di capelli,è una calamita in tutto ciò che fa,anche se prende un appunto per me è sexy.
Al pranzo me la ritrovo di fronte e a stento non allungo una gamba per sfiorare le sue.
Mi stupisco quando dice che non nessuna attività fisica per tenersi in forma,con quello che mangia io diventerei una botte se non fosse per le corse mattutine.
Quando torniamo in ufficio si dedica ai colloqui privati,non vedo l’ora che tocchi a me anche se un po’ mi tremano le gambe.
LAURA
I colloqui privati sono qualcosa che proprio non mi piace,anche se li trovo utili.
E poi questi sono tutti così perfettini che dopo aver parlato con due di loro diventa una noia.
Quando tocca a lei mi riprendo come se fossi uscita da un coma.
Le dico di non essere tesa e di comportarsi come se fossimo due amiche e le scappa un sorriso.
Avrei voglia di chiudere a chiave e saltarle addosso,ma mi trattengo anche se a fatica.
Alla fine le chiedo se mi può far fare un giro serale per la città e lei accetta subito quasi senza farmi finire di parlare.
INGRID
Sono proprio curiosa di vederla fuori dal lavoro.
Anche se mi ha detto che si metterà in casual voglio fare bella figura.
Appena finito in ufficio passo dall’estetista per una depilazione rapida,cena leggera e poi davanti al guardaroba. Scelgo una camicetta in raso blu con una gonna azzurra non troppo corta ma che non faccia vedere il bordo delle calze,non vorrei sembrare troppo audace.
Solo che non so proprio dove portarla.
Inizio a pensare a tutti i locali “in”,ma ognuno mi sembra inadeguato per qualche motivo.
Poi,all’improvviso,una lampadina si accende,ho deciso dove andare,anche se qualche dubbio mi resta in testa.
LAURA
Non faccio in tempo a uscire dall’hotel che lei arriva sulla sua Volvo.
Spero solo mi porti vicino,se ripenso a come guida mi si stringono le budella.
Una volta seduta in macchina non posso che farle i complimenti per come è vestita,io in jeans e maglione sembro quasi una stracciona.
Durante il viaggio parliamo di moda femminile,lei m’invidia il fatto che abitando a Londra ho una vasta scelta con le ultime novità,e che girando un po’ per l’Europa posso confrontare meglio i prezzi.
Finalmente arriviamo davanti a un locale con una grossa insegnata a bocca.
Sinceramente sembra dal di fuori un locale di lap-dance e strip-tease,ma non penso che la proverbiale disinibizione delle scandinave si spinga a tanto.
Una volte entrate mi rendo subito conto che è un locale lesbo.
Come mi giro per guardarla la vedo sorridere timidamente.
A questo punto non resisto più.
Le faccio passare una mano dietro la testa e la bacio con tutta la passione che ho in corpo.
INGRID
Il suo bacio mi coglie di sorpresa,ma è una di quelle più che piacevoli.
Dopo un attimo di smarrimento apro le labbra e la sua lingua è subito nella mia bocca.
Ci baciamo nella penombra,a lungo senza che nessuna ci disturbi.
Poi la prendo per mano e la porto in un tavolino appartato dove ordiniamo da bere due margherita.
Una volta che la barista se ne va,con un po’ d’invidia devo dire,lasciandoci i due bicchieri sul tavolino riprendiamo a baciarci.
Solo che adesso le mani si fanno più audaci.
Faccio passare la mia sotto il suo maglione fino ad arrivare al seno.
Il suo reggiseno dev’essere molto fino perchè sento il capezzolo duro e mi diverto a stringerlo piano fra le dita.
Ma anche lei non rimane ferma.
Mi apre la camicetta,sotto la quale non porto niente,fino a potermi vedere il seno che subito si mette a sfiorare con le dita.
Il suo tocco è dolce e sensuale e mi mette i brividi addosso.
Ogni tanto ci fermiamo per bere i cocktail e così le nostre lingue assumono un sapore agrodolce,ancora più erotico se possibile.
LAURA
Finiamo di bere e senza che ci diciamo niente ci alziamo per andarcene.
Adesso guida decisamente meglio,vuol dire che l’eccitazione l’aiuta.
Arriviamo da lei in poco tempo,abita in un bel appartamento,piccolo,ma confortevole.
Appena chiusa la porta le salto addosso.
Arriviamo in camera da letto senza aver mai staccato le labbra l’una dall’altra.
Ci spogliamo in fretta,maledico solo i jeans attillati per il tempo che ci fanno perdere,ma alla fine,ci ritroviamo nude sul letto.
INGRID
Finalmente è mia.
O forse dovrei dire finalmente sono sua.
E’ come una belva affamata,mi toglie quasi il respiro,certo non pensavo che fosse così “caliente”.
Sembra quasi che abbia un numero impressionante di mani,le sento ovunque sul mio corpo.
E poi la sua bocca….
A volte è una ventosa che si attacca alla mia pelle succhiandola senza tregua,altre è una lingua sapiente che segue traiettorie imprevedibili,ma che mi fanno gemere sempre più forte.
Cerco di ricambiare,ma sono troppo presa dal piacere che lei mi da,fino a rimanere completamente passiva nelle sue mani.
LAURA
Come ti desideravo non lo puoi immaginare.
Già vedere il tuo corpo nudo mi riempe il cervello,il poterlo toccare,baciare,fare mio,mi manda in estasi.
Non me ne rendo neanche conto che le sono sopra.
Bacio e lecco tutto ciò che vedo mentre scivolo in basso attraversando il suo corpo.
Arrivo al centro del piacere e mi fermo un attimo.
Cavolo quant’è grossa !
Mi ci butto a capofitto come un bambino sullo zucchero filato,solo che lei è ancora più dolce.
E’ tanto bella che la bacerei per giorni,ma non è possibile e quindi mi do da fare al meglio.
La mia lingua inizia ad esplorare quella grazia divina,lei geme,ma è solo il preludio.
Quando inizio a succhiarle il clito,mi stringe la gambe contro la faccia e appena la penetro con due dita mi viene in faccia facendomi bere il meglio di lei.
INGRID
Che orgasmo.
Mi prenda pure per una alle prime armi che viene appena stimolata sul serio,ma è impossibile non vedere le stelle con lei all’opera.
Solo che adesso la voglio e le dico di mettersi sopra di me,cosa che fa subito.
E’ completamente depilata come me,solo la sua è più piccola nelle dimensioni.
Ed ha anche il buchetto più aperto del mio,beh è facile che sia così,io li sono ancora vergine.
Mentre lei continua a toccarmela io inizio a leccarla da cima a fondo,gustandone a pieno il sapore.
E’ un misto di mandorle e miele,insolito,ma certamente piacevole.
Le metto subito la lingua dentro mentre la succhio con le labbra. Lei sussulta,sembra quasi impazzita dal piacere e finisce col mettersi dritta su di me.
La sento venire fino a quando l’orgasmo non la raggiunge.
La bocca non riesce a trattenere i suoi succhi che mi colano sul viso,ma sono quasi immobilizzata sotto di lei,poi mi scivola di fianco e riprendiamo a baciarci con amore.
INGRID & LAURA
Facciamo l’amore tutta la notte,avendo innumerevoli orgasmi uno più sconvolgente dell’altro.
Prima che sia mattino Laura si riveste per andare in hotel e cambiarsi.
Ci salutiamo come se quella fosse stata una notte di passione senza nessun seguito.
Ma per fortuna ci sbagliamo entrambe.
L’ATTESA
Stasera il mio amore sarà qui.
Ancora due ore e prenderò la macchina per andare all’aeroporto.
Però prima mi devo preparare con calma.
Giusto ieri ho fatto una bella depilazione e ora ho solo bisogno di una buona doccia.
Prendo un nuovo docciaschiuma che lascia un odore fantastico, anche se costa un occhio della testa lo uso senza risparmio mentre m’insapono tutta quanta.
Solo che devo fare in fretta,il solo sfiorarmi il seno con la schiuma mi fa inturgidire i capezzoli, l’eccitazione mi sta giocando un brutto scherzo.
Anche lo sciacquarmi l’interno delle gambe mi provoca una sensazione strana, sarà questa astinenza forzata, ma non vedo l’ora di finire a letto.
Esco dalla doccia e m’infilo l’accappatoio e mi metto davanti allo specchio, è ora di truccarsi.
Però non so come rendermi più bella ai suoi occhi, vorrei qualcosa di nuovo.
Però più ci penso e più non ne vengo fuori, allora uso un vecchio consiglio di una mia cara amica.
Chiudo gli occhi e inizio a pensare.
Con la mente mi sono già fatta gli occhi e ora sono alle labbra.
Poi, come per magia, sento un fiato sul collo, è il suo.
Apro gli occhi e mi rendo conto che sono sola, non c’è nessuno con me.
Richiudo gli occhi e mi concentro sul viso.
Sento però due mani sulle spalle che mi massaggiano con dolcezza.
Quello che provo è talmente piacevole che non oso riaprire gli occhi,lasciamo pure che diventi pazza,.
Ora le mani immaginarie scendono più in basso e arrivano al mio seno.
Prendo le mie e le porto sopra di loro,mi sembra di sentirle mentre girano intorno ai capezzoli che iniziano a irrigidirsi.
Ormai non capisco più se mi tocca il fantasma che credo sia dietro di me,o se invece sono io che mi sto dando del piacere.
Però non riesco ne ad aprire gli occhi ne a smettere.
Le mani scivolano sotto il seno e iniziano a palmarlo,pollici e indici stringono i capezzoli ormai turgidi.
L’accappatoio si apre e una mano inizia a scendere verso il basso fino ad arrivare all’inizio delle grandi labbra.
Vorrei smettere e preservarmi per il mio amore,ma quelle due sottili strisce di carne si aprono e il mio dito ci scivola dentro.
Non posso più fermarmi,non adesso.
Anche se ormai ho capito che mi sto toccando e che sono sola in bagno,quel dito sembra andare da solo,su e giù,giù e su,bagnandosi sempre di più.
Ben presto ad un dito se ne aggiunge un altro,con due è più piacevole.
Adesso anche il clito richiede attenzioni e lo prendo con le due dita per giocarci.
Lo prendo come se fosse un piccolo pene,i polpastrelli lo stringono con amore e maestria.
Il godimento che provo sembra non finire mai,so che così non verrò mai,ma perchè porre un limite a ciò.
Per un attimo mi ricordo del mio prossimo impegno,non posso rimanere li per sempre.
Mi bagno con la lingua due dita dell’altra mano come se ce ne fosse bisogno.
Poi le porto alla grande entrata.
Entrano senza difficoltà,solo io faccio fatica a rimanere in piedi.
Dentro e fuori,fuori e dentro,dentro e fuori.
I movimenti sono veloci,decisi,piacevoli.
Sento l’orgasmo salire,ora ho fretta e aggiungo un terzo dito.
Alla fine mi blocco,una scarica elettrica mi arriva al cervello mentre le mani ri riempono di umori.
Rimango ferma,in piedi davanti al lavandino a lungo,senza fiato con addosso l’odore del sesso.
Quando mi riprendo non so che fare,alla fine mi lavo le mani ed esco per andare a vestirmi.
Prendo le prime cose che trovo e vado all’aeroporto.
Quando il mio amore mi vede dice solo quattro parole.
“Non potevi proprio resistere.”
IL DVD SBAGLIATO
Per una sera rientro prima io di Ingrid,la cosa non mi dispiace così ho il tempo di farmi una doccia con calma e preparare qualcosa di decente per cena.
Quanto torna sono già dietro ai fornelli che impreco contro una scatola di pelati che non si vuol aprire.
“Laura per stasera ho preso un paio di DVD,così stiamo un po’ in casa con questo freddo poi.”
“Buona idea che hai preso di bello ?”
“Una commedia che dicono faccia ridere e uno un po’ spintarello per dopo.”
“Sei la solita porcellina,speriamo non sia la solita cazzata dove si vedono solo vibratori.”
Mentre io finisco di cucinare lei si fa la doccia,per poi mettersi anche lei come me una comoda tuta da ginnastica.
Durante la cena parliamo un po’ di lavoro come sempre,ma più che altro degli spettegolezzi quotidiani dell’ufficio.
Come al solito lei fa i piatti,in casa una cucina e una pulisce,poi dopo un notiziario metto il primo Dvd nel lettore.
Il film è stupido come pochi,ci scappa giusto qualche risata,ma nel complesso è più che mediocre.
“Bel film che hai preso,complimenti proprio.”
“Hai ragione,ma me l’hanno consigliato in tanti,metto l’altro,sicuramente non può essere peggio.”
Però come al solito non c’è mai limite al peggio.
Al noleggio si devono essere sbagliati nel mettere i dischi nelle custodie e quello che ha portato a casa è un sado-maso-lesbo tedesco incredibilmente assurdo.
Però bisogna ammettere che in certi momenti è più divertente di quello di prima,nonostante tutta la nostra fantasia non riusciamo a pensare come possa essere minimamente credibile quello che stiamo vedendo.
“Ingrid stasera hai proprio toccato il fondo,due su due è un record.”
“Ma dai c’è stato un errore,cosa ci posso fare io se quelli non ci capiscono niente.”
“Per me l’hai preso di proposito.”
“Ma sei scema ?”
“Forse però ti stai eccitando,basta guardarti i capezzoli.”
In effetti dalla tuta attillata i suoi capezzoli sembrano quasi voler uscire fuori tanto sono già duri.
“Ma che stai dicendo,scommetto che anche tu sei un po’ arrapata.”
Mi apro la tuta e le mostro i seni,perfettamente normali.
“Mi sa tanto che il filmetto ti piace,ora tirati giù i pantaloni che ti sculaccio per bene.”
“Dici sul serio o scherzi:”
“Ingrid spogliati e vieni sulle mie gambe.”
Lo dico con tono serio,anche se in realtà io non sadica e lei non è masochista,solo che ormai il gioco è iniziato e intendo portarlo avanti.
La mia compagna è tanto intelligente da capire che non le farei del male e fingendosi imbronciata si spoglia davanti a me.
“Dai ora vieni qui che ti do una bella lezione,così impari per la prossima vola.”
Si sdraia a pancia sotto sopra di me con suo magnifico sedere leggermente aperto sulle mie gambe.
Inizio a sculacciarla piano alternando i leggeri colpi a dolci carezze.
Però sento che si sta eccitando sul serio quando le sfioro il fiore che ha in mezzo alle gambe.
“Vedo che ti piace,fai tanto la santarellina e poi ti fai colpire sul culo e ti piace anche.”
“Si mi sta eccitando,continua,ma fai piano.”
“Qui bisogna allora cambiare metodo,alzati che lo facciamo per bene.”
Lei si alza e io finisco di spogliarmi,ora siamo entrambe nude con le sole ciabattine ai piedi.
“Mettiti a carponi sul divano col culo bello il alto e le mani sulla spalliera.”
Ingrid si mette subito come voglio e subito dopo le sono di fianco.
Con una mano inizio a toccarle un seno e il capezzolo mentre con l’altra continua a batterla con estrema cautela.
Mentre il suo sedere comincia ad arrossarsi leggermente il suo capezzolo sembra voler uscire dal seno tanto è turgido.
Allora faccio scivolare la mano in basso,molto lentamente,risalendo ogni tanto per non arrivare subito alla passera. Ma quando c’arrivo è uno spettacolo.
Non è umida,è proprio un lago d’umori che aumentano ancora di più sotto le mie carezze.
Ormai non la sculaccio quasi più,però non posso toglierle la mano dalle chiappe e le stringo forte,ma senza farle male.
Con la bocca mi avvicino al suo buchetto,faccio cadere un po’ di saliva che poi col dito spalmo su quella rosa di carne.
Mentre con le dita di una mano gioco col suo clito con una dell’altra comincio e penetrarla dietro.
“Mm si continua così,mi piace sempre più.”
“Lo so che ti eccita un ditino dentro il tuo bel culetto.”
“Sii dai,però fai piano ti prego.”
La saliva mi cade sempre più copiosa dalle labbra per bagnare più che posso il dito che le entra piano dello sfintere. Quando è tutto dentro inizio a farlo girare per farla godere ancora di più.
“Godo,si come godo,non smettere ti prego.”
“E chi smette,mi piace vederti godere lo sai.”
Ingrid mi piace per tutto quello che mi sa dare,ma quando gode è qualcosa di unico.
Si dimena come una cavalla imbizzarrita,gemendo ad alta voce a ogni piccola cosa che le faccia.
Anche adesso faccio fatica a starle dietro e spesso il dito le entra nel culetto troppo bruscamente proprio perchè non riesce a stare ferma.
Si blocca solo quando ha l’orgasmo,impetuoso e affascinante come sempre.
La mano sulla sua fica si copre dei liquidi dolci e invitanti,ma non voglio goderne solo io.
La faccio girare verso di me e metto la mano in mezzo alle nostre bocche che subito iniziano a succhiare le dita piene di quel nettare.
Poi mi mette una mano dietro la testa e mi spinge contro le sue labbra.
Ci baciamo a lungo con passione,le lingue si intrecciano in giochi senza fine e assaporano ancora il frutto del suo piacere.
Finisce che mi ritrovo seduta sul divano con la sua mano in mezzo alle gambe che mi tocca dolcemente.
“Ora ti faccio godere io.”
“Si Ingrid,fammi sentire la tua lingua.”
Non se lo fa ripetere due volte e subito inizia a leccarmi la passera.
Si mette in bocca le grandi labbra per succhiarle mentre la lingua scorre in mezzo a loro.
“No così mi fai venire subito.”
Incurante di me mi infila anche due dita dentro e ho subito un orgasmo che mi arriva dritto al cervello.
Lei però non ci bada più di tanto e continua la sua opera.
Ora però sono più rilassata e mi godo la sua lingua che corre su è giù dal clito alla base dello spacco.
Mi prendo le tette in mano e comincio a stringermi i capezzoli con le dita.
“Oh si leccami tutta.”
“Ti piace la lingua vero ?”
“Si,dai ancora.”
“Voglio vederti godere come una pazza.”
Tira fuori li dita dalla fica e mi fa scivolare in basso.
“Vediamo se questo ti piace.”
Le due dita bagnatissime iniziano a giocare col mio buchetto,poi all’improvviso le mette dentro con forza.
“Ah mi spacchi il culo.”
“Lo so,ma so anche ti piace.”
La cosa che più amo dell’anale è quando quel breve momento di dolore si trasforma in uno lungo di piacere.
“Mm,sii,aprimelo tutto.”
Sento le sue dita corrermi dentro,mentre la lingua gioca col mio clito ormai impazzito dal piacere.
“Godoo,sto venendo.”
“Allora finiamo l’opera.”
Stacca le labbra dalla mia fica e ci mette tre dita dentro.
Inizia a muoverle insieme a quelle che già ho nel culo e mi sembra quasi che si tocchino.
Il ritmo è furibondo,con le mani mi tengo alla spalliera del divano fino a che non ho l’orgasmo che mi sconquassa come una foglia al vento.
Lei rallenta le dita fino a fermarle,poi come me prima le porta alla bocca di entrambe e le lecchiamo.
All’improvviso si mette a ridere lasciandomi perplessa.
“Che c’è da ridere tanto,dimmelo,magari rido anch’io.”
“Stavo pensando che nessun porno ci aveva mai eccitato tanto,forse non ho poi mica sbagliato tanto a prenderlo.”
La guardo un attimo e poi mi metto a ridere anch’io.
“Anche se hai ragione,la prossima volta vado io.”
Ci alziamo e andiamo in camera per dormire,ma ridiamo ancora a lungo prima di addormentarci.
UNA SERATA UNICA
E’ un periodo che sono un po’ inquieta e la mia compagna non può non accorgersene. Non so neanch’io cos’ho,solo spesso mi sento insoddisfatta della mia vita senza un preciso motivo,in fin dei conti il lavoro va bene e anche la mia storia con Ingrid.
Però mi sembra quasi che manchi qualcosa,o almeno lo credevo fino a questa notte.
Stasera ho una cena elegante,quelle classiche occasioni in cui vai sapendo già che ti romperai l’anima,ma alle quali non puoi mancare per motivi di lavoro.
Purtroppo devo anche andare senza la mia Ingrid e questo mi rende ancora più pessimista sulla serata,ma tant’è inizio a p prepararmi dopo una breve chattata con un amico.
Scelgo il vestito con calma,ne prendo uno lungo,nero,con piccoli spacchi,non molto scollato.
Con la stessa calma scelgo anche la lingerie e i gioielli,mi metto un reggiseno nero che non gonfi troppo le mie già abbondante tette,un perizoma che non lasci nessun segno visibile e delle belle calze autoreggenti con un pizzo abbondante sempre nere. Poi mi netto due piccoli brillanti come orecchini e un bel solitario al centro del collo.
Prima di uscire bacio la mia compagna che mi guarda intristita,ma mi faccio forza prendo la Lotus e vado alla cena.
Come previsto è la classica rottura,a parte due coppie di quarantenni sembra d’essere in un reparto di geriatria,ma il mio compito è quello d’essere gentile con tutti e dispenso sorrisi a trentadue denti.
C’è solo una donna sui cinquanta che cerca d’abbordarmi con insistenza,ma dopo un po’ la prendo da parte e le dico chiaramente che non c’è trippa per gatti.
Come previsto verso le undici i primi iniziano ad andarsene,chiamo Ingrid per avvisarla che fra poco me ne vado e dopo i saluti e ringraziamenti di rito,mi reco all’uscita.
Come esco sento una voce familiare che mi chiama.
“Ehi Laura,fai finta di non conoscermi ?”
Mi giro e la vedo,il mio amore si è vestita da uomo,con un perfetto completo giacca e cravatta,i suoi capelli biondi sono raccolti in un cappello a falde e solo il seno prominente fa capire che si tratta di una donna.
“Ingrid,ma che fai qui,e così vestita poi ?”
“Ti sono venuta a prendere,non ti va ?”
“Certo che mi va solo non t’aspettavo così “
“Stasera voglio essere il tuo cavaliere,andiamo in giro ?”
“E dove vuoi andare vestita così,anche se io non è che sia proprio normale.”
“Andiamo all’Onlywoman,che non ci siamo mai state”
“E perchè proprio li ?”
“Me ne hanno parlato bene e se poi è vera una certa cosa ti faccio una sorpresa.”
“Come se tu qui vestita così non lo fossi una sorpresa,dai saliamo in macchina e andiamo.”
La strada da fare non è molta,le racconto della cena tanto per parlare di qualcosa,lei si mette a ridere quando le racconto del tentativo di abbordo della cinquantenne dicendomi che faccio colpo sulle vecchie.
Finalmente arriviamo al locale,non c’è stranamente molta gente e troviamo subito un tavolino.
Su un palco ci sono due belle ragazze che lesbicano senza convinzione,poi arriva una coppia dal pubblico che fa nettamente meglio anche se hanno qualche kilo di troppo.
Ci facciamo un secondo giro di drink e lei comincia a toccarmi le cosce,sa come prendermi e presto sento l’eccitazione salire dentro di me. Fa salire il vestito fino al brodo delle calze poi la sua mano arriva al filo del perizoma e si sbizzarrisce in mille toccatine sempre più arrapanti. Ormai trattengo a stento il piacere che provo,sono un lago e i miei umori colano sul vestito,bagnandolo in maniera indecente.
Ad un certo punto lei si ferma proprio sul più bello.
“Vieni andiamo al bagno,ho bisogno di rinfrescarmi.”
La seguo anche se non la capisco,se lei ha bisogno di una rinfrescata,io di cosa ho bisogno,di una doccia ?
I bagni sono singoli,ognuno con la sua entrata e abbastanza ampi.
Come entriamo lei chiude a chiave e mi bacia togliendomi il respiro.
Mi spinge contro un muro e mi alza il vestito fino all’inguine.
Sento le sue dita dentro la mia fica fradicia entrare e uscire senza sosta.
Gemo sempre di più,il godimento che provo è immenso,mi ha portato ad un tale livello di eccitazione che l’orgasmo è quasi una parantesi nel piacere che mi sta dando.
“Ora girati e tieni il vestito in alto.”
Le obbedisco subito,non so cosa voglia fare,ma mi sento una marionetta fra le sue sapienti mani.
Lei mi mette a novanta gradi,sento che si sta abbassando i pantaloni per il rumore della zip,ma non riesco a pensare a nulla.
All’improvviso sento qualcosa premermi sulla fica e giro la testa.
Ingrid indossa uno strap-on e si sta preparando a scoparmi come un uomo.
Bagnata come sono il fallo entra subito mentre cerco di non urlare,ma non è facile trattenermi.
Mi mette le mani sui fianchi per afferrarmi meglio e comincia a fottermi decisa.
Ho subito un altro orgasmo,ma so che non sarà l’ultimo.
“Allora amore ti piace la mia sorpresa ?”
“Si sei fantastica,mi stai facendo godere tantissimo.”
“Ora ti scopo per bene,come facevano prima di me i maschietti,adesso sei solo la mia donna.”
“Si Ingrid scopami,fammi godere.”
Mi fotte a lungo aumentando e diminuendo il ritmo a seconda dei miei orgasmi ormai non più calcolabili per quanti sono.
Il fallo scivola aiutato dai miei copiosi umori,la fica è aperta al massimo,ma non riesco neanche a toccarmi da tanto sono forti i suoi colpi in certi momenti.
Quando si ferma ho la fica in fiamme,sono sconvolta da quella cavalcata ma soddisfatta di tutto quello che è successo.
Ci ricomponiamo in fretta,non so dire quanto siamo state dentro quel bagno,ma quando usciamo di li nessuna di degna di uno sguardo.
Ritorniamo dunque al tavolo a finire i drink e a riprendere fiato.
Quando finiamo di bere e ci siamo un po’ riprese le chiedo cosa vuole fare.
“Andiamo a casa,ho un altro buco di cui occuparmi stasera.”
La bacio con tutto l’amore che ho per lei.
Il viaggio verso casa è quasi un incubo,lei mi tocca dappertutto facendomi risalire la voglia.
Una volte arrivate a casa mi toglie subito il vestito e mi porta sul letto.
Mentre si spoglia mi metto a carponi e inizio a toccarmi il sesso per cercare di placare il desiderio.
Ma prima che me l’aspetti sento la sua lingua sul mio culo.
Inizia a leccarmi il buchetto,ci gira intorno con calma poi sento la lingua che entra e non posso più trattenermi.
“Dai Ingrid mettimelo dentro,non resisto più.”
“Si ti accontento subito.”
Si inginocchia dietro di me e punta la punta del fallo sul mio ano.
Lei mi penetra lentamente e allora sono io a spingere indietro per sentirlo tutto dentro il prima possibile.
Inizia così ad incularmi come prima m’aveva scopato nel bagno,alternando cavalcate selvagge a momenti più rilassanti. Le sue mani corrono sui miei fianchi,sulle mie tette,sulle mie spalle.
Adesso godo in maniera continua,non so neanche se ho un orgasmo,quello che so è che sto provando un piacere unico,con tutto il mio corpo e che mi sento totalmente sua.
“Ingrid fammi godere ancora non smettere ami.”
“Si Laura,ti scoperò finchè lo vuoi,mi fai godere solo vedendoti.”
“Ah,si fottimi sei il mio uomo,non voglio che te.”
Perdo di nuovo la concezione del tempo,è troppo il piacere che provo per capire da quanto tempo lei mi sta sodomizzando,solo non vorrei che finisse mai.
Alla fine cado in avanti esausta.
Ingrid si toglie lo strap-on e si sdraia al mio fianco.
Cominciamo a baciarci,a toccarci.
Però quando le mie mani scendono sotto il suo ombelico lei mi ferma.
“Fermati,stasera finiamo così.”
“Perchè ?”
“Voglio ricordare questa sera così com’è stata finora,e poi lo sai per me basta vederti godere per godere anch’io.”
La bacio di nuovo e ci mettiamo sotto le coperte.
Di certo questa serata non la dimenticherò mai più.
IN GARAGE
Le macchine sono la mia passione.
Solo che non mi limito a guidarle,mi piace mettere le mani nel motore,curare di persona la manutenzione ordinaria,tenerla sempre lucida e correrci su pista.
Lo so che è poco femminile vedere una donna in tuta da meccanico con le mani sporche d’olio o di grasso,ma in fondo nessuno dei miei passatempi preferiti lo è con l’unica eccezione dello shopping.
E quindi domenica mattina mentre lei se ne andava a fare jogging io me ne sono scesa in garage per dedicarmi alla mia Lotus che da troppo stavo trascurando.
Solo che stranamente non mi sono sporcata come al solito e quando Ingrid è tornata mi ha trovata con la tuta pulita che avevo appena finito.
“Che succede oggi,non sembri neanche tu senza una bella macchia d’olio.”
“Non sfottere,anzi dammi una mano a rimettere a posto che ho finito.”
Mentre non fa altro che incasinarmi tutti i mie ferri mi fermo un attimo a guardarla.
E’ andata a correre in maglietta e pantaloncini,e fin qui niente di strano,solo che non si è messa l reggiseno e la chiazza di sudore sul petto fra intravedere il suo seno.
“Com’è oggi volevi far arrapare tutti quanti nel parco che ti sei messa quella magliettina senza niente sotto ?”
“Cos’è sei invidiosa ? Io non ho tutto il tuo seno,posso anche permettermi di andare in giro così.”
Mi risponde quasi provocandomi,ma in effetti ha ragione,la sua terza sta su da sola.
“Poi mi dici che ti mischio le cose,ma per esempio questa cosa qui dove va ?”
;“Nel terzo cassetto,insieme a alle altre chiavi a brugola,perchè quella cosa ha un nome:chiave a brugola.”
“Sarà per me è solo un pezzo di ferro storto.”
Apre il cassetto per metterla posto quando si blocca.
“Certo che sei proprio perversa,adesso tieni un vibratore anche fra i tuoi ferri,non è che ti masturbi mentre giochi a fare la meccanica.”
Si gira con un dildo nuovo fra le mani ancora nella sua scatola guardandomi con aria compiaciuta.
“Cazzo ecco dove l’avevo messo,stavo diventando scema a cercarlo.”
“Ma mi vuoi dire perchè l’hai portato nella tua officina ?”
“Voglio fare un esperimento,anzi tiralo fuori dalla scatola e passamelo.”
“Signore e signori ecco la piccola meccanica all’opera.”
Lo tira fuori dalla scatola e inizia a guardalo come se non avesse mai visto uno prima.”
In realtà è un semplice dildo in gomma col la parte anteriore ricoperta di piccole gobbe per stimolare ancora di più durante l’uso.
Glielo prendo dalle mani dandole un bacio poi mi metto all’opera.
“Ma si può sapere cosa stai combinando o è un segreto di stato ?”
“Ancora qualche minuto e sarai la prima a provare il frutto del mio lavoro.”
“Guarda che ne abbiamo uno uguale di sopra,non vedo casa possa fare questo di diverso.”
“Donna di poca fede,lascia libero l’ingegno italico e poi mi dirai.”
“Sarà,ma non capisco questa tua fissazione per il bricolage,a che serve poi.”
“Dammi qualche minuto e possibilmente stai zitta,riesci solo ad innervosirmi quando fai così.”
In poco tempo riesco a montare un perno lungo circa sette centimetri metà dei quali ben fissati all’interno del dildo.
“Ora sei vuoi essere così gentile da spogliarti invece di fare commenti scemi te ne sarei grata.”
“Non ci penso neanche,se mi vuoi nuda fallo tu.”
Mi avvicino e le sfilo la maglietta,poi iniziamo a slinguarci con passione.
Lei inizia ad aprirmi la tuta mentre le mie mani sono sul suo sedere,le bacio il collo e l’odore del suo sudore unito a quello dell’eccitazione mi inebria le narici.
Le tolgo pantaloncini e perizoma,poi la faccio sedere sul tavolo da lavoro e mi sfilo la tuta.
Inizio a baciarle il seno,sudata ha un’odore selvaggio,eccitante fino all’inverosimile e le mordicchio i capezzoli fino a farli diventare duri come due piccoli cazzi.
Le infilo una mano in mezzo alle gambe aperte e le faccio passare le dita per tutta la lunghezza della passera.
“Mm si,mi piace,riempimi la fica con le dita,non resisto.”
“Non ancora,ti voglio eccitata ancora di più.”
“Dai,ti prego,non essere sadica,lo sai che impazzisco quando mi tocchi così.”
“Allora vediamo se funziona la mia idea.”
Prendo il dildo e lo fisso ad un avvitatore a batteria che regolo alla velocità minima.
“Cosa vuoi fare,infilarmi un trapano dentro ?”
“Non il trapano,stai tranquilla.”
Mi inginocchia davanti a lei e inizio a leccarle la passera.
E’ bagnata sia di piacere che di sudore e i due sapori si uniscono in un cocktail a cui non si può rinunciare.
La lecco per bene tenendola aperta con le mani per non lasciare nessun pezzo della sua passera senza che sia stato percorso dalla mia lingua.
“Sii,ancora sto venendo.”
Prendo il dildo e lo faccio entrare lentamente senza che questo trovi alcuna resistenza in quel fiume di umori.
“Ahh,si tutto,mettilo tutto dentro e fammi godere.”
Quando vedo che entrato tutto premo l’avvio dell’avvitatore e il dildo comincia a girare piano nella sua fica.
Lei tira un urlo di piacere mai sentito,ho quasi paura che qualche passante possa entrare credendo che succeda chissà che.
Mi alzo e le metto le gambe sulle mie spalle e continua far girare il dildo dentro di lei.
“E’ bellissimo,non sai quanto,non spegnerlo mai.”
“Ti piace vero.”
“Sii,è favoloso.”
Aumento un po’ la velocità e lei geme sempre di più.
Prendo a farlo scorrere anche dentro e fuori,ma lei mi ferma.
“Lascialo dentro,è troppo bello così.”
“Si godi amore,non smettere mai.”
Continua a farlo girare mentre lei si avvicina sempre di più all’orgasmo.
Quando sento che sta per venire le chiudo la bocca con la mia.
Lei mi stringe a se per poi lasciarmi una volta venuta senza più forze.
Le tolgo il dildo e inizio a sfregare la mia fica contro la sua.
“Allora la mia idea non è male ?”
“No sei un genio,però dimmi quel coso è impermeabile ?”
“Certo con quello che l’ho pagato.”
“Allora adesso lo portiamo sotto la doccia,non so chi delle due ne abbia più bisogno.”
“E poi io sarei la maiala della coppia ?”
Lei non mi risponde,ma raccoglie i suoi abiti e sculettando va al piano superiore,dove abitiamo.
“Non vorrai mica farmi aspettare,vero ?”
“Come potrei.”
Mentre raccolgo la tuta annuso il dildo.
Sa di piacere e fra poco avrà un odore ancora maggiore.
In fondo è vero,se una si arrangia con un po’ di fai da te le sorprese non mancano mai.
