F07 – Vera – La sfondata 1a parte
Ero appena rientrata in una camera dì albergo di una qualunque città italiana, dopo aver sbrigato delle commissioni per il tutto giorno. Affaticata e stanca, ricorro ad una doccia tonificante .Dopo essermi asciugata con un asciugamani morbido mi distesi nuda sul letto. Le mie mani scivolarono sul mio corpo . Carezzai il mio seno, stimolandone i capezzoli. Una energia calda premeva sul mio pube. Mi chiamo Vera è ho 25 anni. La mia vita sessuale non era stata molto movimentata, pero da qualche tempo qualcosa era cambiato. I due giorni trascorsi da Elisa, una mia vecchia amica, ha dato scossa alla mia sensualità nascosta. Elisa mi faceva vedere la sera dei film hard, molti sconci.
Entrai in un mondo fino allora sconosciuto anal, gang bang, fetish.
Filmini densi di orge scatenate.
Donne prese in doppie e triple penetrazioni, riempite in ogni loro orifizio . Restarono impresse nella mia mente membri enormi che sfondavano donne con la faccia da puttane, fiumi di sperma che coprivano il viso e il corpo delle fortunate. Elisa , mentre visionavamo queste pellicole mi leccava e slinguava il corpo. Certo, il nostro era un rapporto lesbo, ma realmente non mi definisco tale. A me piacciono le donne da sempre ma ora ancor di più gli uomini. Questo modo non era altro che, una ricerca del piacere . Abituata ad un sesso tiepido e a volte grigio per me il rapporto con Elisa è un mondo da scoprire capisce i miei punti erogeni. Mi riesce a far venire, e anche io ho imparato a farla godere.
I nostri giochi divennero sempre più perversi, quei due giorni furono vissuti intensamente. Mi rendo conto che mi segnarono parecchio. Ci penetravamo a vicenda con delle zucchine di varie dimensioni. Lei ha violato il mio culo vergine, sia con le dita che con quegli ortaggi dalla forma e consistenza fallica.
Anch’io riempita contemporaneamente come nei film che vedevamo, in quei momenti desideravo essere come le ragazze dei film. Trattata da troia !
Ma ritorniamo alla sera dell’albergo, sdraiata sul letto e intenda a darmi piacere, mi scivolavano nella mente le immagini in sequenza dei filmini che avevo visto con Elisa.
Una forte eccitazione,preso avvento su di me. Ero caldissima.
Con la mano sinistra sollevavo la tetta, di tale lato, ne imboccavo il capezzolo , ciucciandolo, inumidendolo con la saliva, mentre con l’ altra mano sfioravo il clitoride.
Sono mora, alta 1.80, longilinea con una terza abbondante di seno, con un sederino prepotente che merita solo di essere profanato, cosi mi diceva Elisa. Ero vogliosa , in una stanza di anonimo albergo e la mia voglia riempiva quelle quattro mura.
Mi alzai e cercai di trovare qualche oggetto con cui possedermi.
Mi sentivo strana, ero una femmina in calore. Mentre mi guardavo allo specchio bagnavo le labbra con la lingua e me li mordicchiavo. Afferrai la crema idratante e me la inizia a spalmare lungo tutto il corpo.
Massaggiavo i seni e osservavo la mia immagina riflessa sullo specchio. Iniziai a cercare qualche oggetto con cui violare i mie buchi. Apri un cassetto e trovai due candele profumate di media grandezza, sui venti centimetri, una di color azzurro e l’altra rosa, presi quella rosa e la portai in bocca, la imboccai con impeto, mentre con la mano mi masturbavo. La insalivai facendola entrare e uscire dalla mia bocca. La feci uscire per farla scivolare tra le tette.
La sistemai nel mezzo e con il gomito strinsi le tette che si sollevarono. Mi osservavo allo specchio e mi piacevo e nello stesso tempo mi spaventai di come ero perversa. Aprii un cassetto ed estrassi delle calze autoreggenti. Appoggiandomi al letto fasciai le mie gambe e mi ripresentai davanti lo specchio. Mi abbassai mentendomi con il culo in aria. Appoggiai la candela sfiorando il clitoride, per poi farla entrare tutta. Entrava ed usciva dalla mia figa bagnata. Continuai a giocare con la candela quando decisi di uscirla del tutto. La puntai al mio ano e in maniera masochista la piantai dentro il buchino, di botto. Una leggera resistenza, per poi trovare la via del mio sfintere, ne era entrata più della meta. Entrava e usciva, usciva ed entrava, e pian piano ma inesorabilmente dilatava il buco.. Mi allontanai dallo specchio per mettermi a carponi sul letto tenendo in me la candela rosa. Presi quella azzurra e appoggiando la testa sul letto rimanevo alla pecorina.
Mi infilai quella blu nella fica, ora ero piena e ben farcita ,le mie mani erano occupate a stantuffare dentro i mie buchi le candele.
Scelsi una posizione più comoda mi sdraiai con la schiena sul letto alzai divaricando e piegando le gambe e iniziai a fottermi con i cazzi di cera. Ero umida e bagnata, una cagna in calore. Dentro, fuori e poi dentro nuovamente. I miei buchi pompati in sincronia, gemevo sommessamente, fino a venire con un forte orgasmo.
Persi la testa non ero più la ragazza timida, ma una femmina lussuriosa.
Uscì la candela rosa dal culetto e la fece entrare nella fica dove ancora c’era quella blu. Sempre con le gambe in alto e divaricate con le mani giravo le candele dentro di me. Mi svuotavo dalla fica e le infilavo nel culetto aperto. Finchè non Squillo il mio cellulare.
A fatica mi alzai con gli intrusi conficcati volendoli tenere dentro di me . Mentre il cellulare squillava io sculettavo per arrivare a prenderlo. Risposi, era Elisa, mi appoggiai allo spigolo di un mobiletto strusciando il mio pube e con l’altra mano giocavo con le candele. Dopo una breve chiacchierata , ad Elisa raccontai,cosa mi stava succedendo le mi risposi con tono brusco.
” E brava la mia troietta, Che hai voglia di cazzi, e troieggi in un albergo ?”
Gli risposi che avevo molto voglia di essere aperta.
Elisa mi ribadì” Quando ci vediamo ti farò spaccare dal mio nuovo amico, che ha un cazzo enorme. E poi troietta, ricorda che sei la mia puttana. Anzi, ti anticipo che ho una mezza idea, per te…”
Gli risposi “Certo tesoro, mi piace essere la tua troietta, non vedo l’ora di leccarti la fica.”
Ero eccitata e mentre parlavo il mio clito strofinava con il legno del mobiletto mentre le mie mani stantuffavano le candele nel mio culetto. Anche Elisa era fuori fase e continuò a dirmi di tutto.
”Sarai la mia troia e mi farai guadagnare soldi.”
Travolta dalla passione, gli risposi che avrei fatto tutto ciò che lei desiderava.
Chiusa la conversazione mi accorsi che stavo perdendo l’essere razionale. Ma ero veramente vogliosa.
Mi tolsi le candele per infilarle nuovamente in ogni singolo buco, mi risistemai a carponi sul letto, e inizia a pompare finchè non venni, miagolando come una micia.
Caddi sul letto esausta e estasiata.
Dopo circa mezz’ora ero per strada mi ero sistemata con una gonna sopra al ginocchio con spacco laterale sopra una camicetta a fantasia molto stretta e corta. Si intravedeva il pancino e il seno.
Col reggiseno di una terza stretta, i miei seni sembravano voler uscire. Un tanga di una misura più piccola della mia che mi stringeva procurandomi stimoli di piacere,ormai l’avevo piantato nella fica.
Le scarpe con tacco a spillo erano di una misura più grande e così ondeggiavo.
Uscita dall’hotel tutti mi guardavano,ero un po’ brilla dopo aver svuotato due bottigliette di vodka dal frigobar della camera.
Mi sentivo sulla luna ,ero bagnatissima avevo fame, ma non di cibo, ma di cazzo !
Mi ero allontana di qualche isolato dell’Hotel, mentre iniziava a piovigginare e non c’era tanta gente per strada, Rimasi incantata da delle collane esposte su un bancarella gestita da un ragazzo di colore. Mi abbassai a mirare quelle gioie quando mi resi conto che il ragazzo aveva tuffato lo sguardo nella mia scollatura, fra l’altro la mia camicetta si era sbottonata, ed ebbi un brivido a causa di quello sguardo.
Mi spogliava con gli occhi, poi disse che ero bellissima e mi volle fare provare la collana che stavo ammirando. Mi abbassai e lui mi mise la collana al collo. Il pendaglio fu appoggiato sulle solco del seno. Il ragazzo me la sistemò e con la mano mi sfioro il seno. I mie capezzoli divennero turgidi. Sentire il contatto di quella mano mi eccito terribilmente, non capivo più niente.
Lui mi disse che sembravo una regina, era anche lui molto su di giri. Aveva un bel fisico asciutto. Indossava una camicia stretta che gli modellava il muscoli e i pantaloni di una tuta di cui si evidenziava un’erezione tremenda.
Ero confusa quando nel frattempo arrivarono altri clienti della bancarella e il nostro flirt fu interrotto, io e il ragazzo ci guardammo intensamente, ma contrattai il prezzo e senza fiatare pagai e corsi via.
Camminavo intontita, mi chiedevo cosa mi stava prendendo, mi stavo trasformando in una sgualdrina senza ritegno, a ancor doveva venire il bello…
Vedere quel rigonfiamento che si mostrava nella sua grandezza dai pantaloni del ragazzo mi faceva ricordare le scene di superdotati di colore che con i loro immensi membri davano piacere alle attrici dei filmini che vedevo con Elisa.
Mi riprese la crisi esistenziale, mi arrovellavo il cervello chiedendomi cosa stava succedendo.
Ero sola in una strada e nella prossimità del semaforo mi appoggiai ad un palo quando all’improvviso si fermo un macchina di media cilindrata. Si abbasso un finestrino intravidi un uomo sulla cinquantina che mi disse “ Bambolina, quanto vuoi ?“
Ma come era possibile che mi aveva preso per una battona !
Mi guardai attorno, ma sembravo proprio un prostituta, appoggiata al palo, con la gonna che si era alzata e mostrava delle fette di cosce sopra il ginocchio lambendo i bordi delle autoreggenti che nel frattempo si erano abbassate.
Appoggiandomi al bordo del finestrino ed entrando nella vettura leggermente con il mezzo busto e con tono ambiguo gli risposi “ Cosa vuoi da me ?”
Si stava mangiando con gli occhi le mie tette che dominavano la scena data la mia posizione, guarnite dal il pendaglio della collana comprata poco prima, che tintinnava con il centro del mio seno.
Infoiato dalla mia posizione aggiunse categorico.
“ Ti voglio scopare, Quanto vuoi ? Dai, deciditi che ho fretta !“
Rimasi allibita, ma decisa, è supportata dei tanti film che avevo visto su tale situazione gli risposi, “ Bello, cinquanta per scoparmi, ovviamente con il guanto.”
Lui stupito, dal mio modo di essere di troia un tantino anomalo, mi intima di salire e si allunga per aprirmi la portiera.
In un lampo mi imbarcai in quella avventura.
Ero combattuta da un lato una voglia matta di fare la troia e dall’altro un tenue dubbio avendo rimorsi di coscienza. Ma spensi il rubinetto delle titubanze e mi tuffai nella parte, gli chiesi di offrirmi una sigaretta visto che lui ne stava fumando una. La mia gonna si alzò ulteriormente mostrando le mie gambe , ricoperte dalle calze e la pelle nuda, poi da vera provocatrice alzai tutta la gonna fino a lasciare la vista del perizoma. Lui mettendomi una mano tra le cosce mi disse “ Dove andiamo bellezza.”
Gli risposi che non essendo della zona, non conoscevo dei posti in particolare, lui mi capi che non ero una professionista e mi guardo perplesso e quasi indeciso.
Facendomi forza, gli dissi che lo facevo per per arrotondare, poi aggiunsi “ Se c’è problema non se ne fan niente come non detto.”
Da bastarda allungai la mano cercando la maniglia dello sportello per scendere, lui cambio tono,preso della paura di restare in bianco, mi rispose che anch’egli non era del luogo, ma comunque dietro l’angolo vi era un piazzale alberato solitario a quella ora e con quel tempo, e che se per me andava bene potevamo consumare li.
Con un gesto del capo io annui un consenso.
Arrivammo subito al luogo, fermò la macchina blindo la auto con le sicure centralizzate, ormai era sera e i vetri erano appannati. Si accese un’altra sigaretta e mentre con le mani rovistava il mio corpo toccando le cosce ,sfiorando la fica, mi sbottonò la camicetta e liberò dal reggiseno le mie tette sollevandole.
Mi chiese se a me piaceva fare la puttana, gli risposi di si precisando che lo facevo occasionalmente. Mi disse che ero un tipo sicuramente eccentrica e esibizionista ed io lo confermai. Nel mentre che la nostra conversazione proseguiva, quello che mi stupiva del mio atteggiamento era questa forma di doppia personalità. Io ero in quel momento un vera troia, pronto a dare piacere ad un cliente.
Disse che quando mi aveva visto aveva captato che non ero da marciapiedi ma comunque sperava che ero qualche studentessa che lo fa per rendersi autonoma. Lui era un rappresentate e spesso gli capitava cose del genere, che preferiva quelle situazione perchè noi lo facciamo oltre per i soldi anche per piacere.
Aveva ragione ma non gli diedi nessun assenso, solo accennai un sorriso . Abbassò il sedile, io presi l’iniziativa e prima che si infilava il preservativo, stava per aprire la bustina, gli feci una gradita sorpresa
”Sei carino ti voglio fare un regalo. Te lo ciuccio senza guanto.”
Lui si avvicinò a me e iniziò a leccarmi il collo e mentre palpava con una presa forte ma sensuale il mio seno le sue mani scivolarono nuovamente tra le cosce , le sue dite spostarono il perizoma e trovo il mio clitoride che massaggiarono. Mi stava dando piacere allungai le mano e toccai il suo membro infilato nei pantaloni, era già duro e abbassai la cerniera con cura lo tirai fuori .Era un cazzo di media lunghezza, come quelli che nelle mie poca esperienza avevo preso.
Lo impugnai con la mano, masturbandolo diventava sempre più duro, lui inizio a ciucciarmi le tette, mentre continuava a lavorare con la mano la fighetta. Entrò un dito e mi disse
”Sei stupenda hai una fica da urlo, peccato che ho poco tempo perché ti volevo in un letto, sei proprio una femmina da posizione.”
Gli sorrisi e mi caricai, abbassandomi iniziai ad avvicinare la bocca alla sua cappella, allungai la lingua, ne sfiorai la punta e sentii un gemito di piacere. Allargai la bocca e in un attimo nascosi il glande facendo scorrere la lingua. Ero su una macchina di un sconosciuto in posto appartato con l’uccello in bocca, questo mi diede forza , ero presa da passione e volevo fare la troia da strada. Succhiai con bramosia quel cazzo come non avevo mai fatto. Lui eccitato al massimo mi disse “Continua cosi pompinara, dai succhia.”
Allargai la bocca e prima lo feci uscire fuori e poi me lo infilai tutto fino alla radice. Gemeva come il porco che era, mentre la mia lingua ripassava l’asta a la mia mano gli palpava le palle che erano gonfie. Rimasi ferma con il suo membro piantato nella gola, continuando a stimolare i suoi testicoli, allora lui mi afferrò per la testa dandomi il ritmo .
Facevo su e giù , nel frattempo lui mi sditalinava e iniziavo a godere.
Rallentai perchè lui mi disse “ Troia fermati mi sto per svuotare i coglioni in bocca, ora ti voglio fottere, sali su, montami !”
Lo guardai liberando la bocca e appoggiai l’asta sul mio viso mentre con la mano facevo su e giù lentamente gli dissi con voce suadente e da micina puttana “Dammi i soldi. Dopo ti monto, come non ti hai mai montato nessuna”
Non si fece pregare “Certo tieni i tuoi soldi e fammi vedere come te li guadagni.”
Afferrai la banconota la misi dentro il taschino della camicetta aperta, mi sfilai il perizoma lasciandolo vincolato alla polpaccio destro, mi dedicai nuovamente con la bocca al suo membro , per un attimo lo strofinai tra i seni
Il mio cliente mi apostrofò per come mi meritavo ” Sei una vera troia !”
Poi in modo imperativo mi ordinò ” Ora montami, vacca !”
Prese il profilattico e se lo infilò.
Salì a cavalcioni, ero scomoda con lo sterzo che sfiorava il culo e la marcia che strofinava con la gamba. Senti il cazzo che con la punta sfiorava le grande labbra, con la mano lo posizionai e pian piano me lo impalai. Tenevo le chiappe sollevate ma lui me le prese e le allargò, spingendomi verso giù. Il suo cazzo mi entrò fino alla radice.
Avevo quel membro dentro, mi muovevo piano mentre lui lascia di palpare il mio sedere per dedicarsi alle tette. Me li palpava, con le dita mi stringeva i capezzoli eretti. Mi fece abbassare verso il suo torace per slinguarmi le tette e mordicchiami i capezzoli mentre io lo montavo gemendo tutte de due.
Mi diceva “Troia, mi fa scoppiare i coglioni” mentre lo montavo con foga animale. Lui mi teneva per le ascelle e dettava con il bacino un ritmo infernale. Avevo altre volte scopato in macchina e mi ero abituata con i miei ex. Nel pieno della scopata stavo per venire, quando lui mi disse “Troia alzai, e mettiti sul sedile accanto che ti trapano come meriti.”
Mi alzai abbassai sull’altro sedile, allargando le gambe, ero sconcia, trattata da puttana, con le gambe aperte ed i piedi che toccavano il tettuccio.
Mi sali sopra, infilandomi di botto il suo cazzo iniziò a trombarmi dicendomi sconcerie mi mordeva i seno. Ero sul punto di venire, stavo impazzendo, finalmente chiavata come si deve.
Mi diede dei colpi tremendi e urlando venne dentro di me. Peccato che non mi fu servita una bella razione di sperma che si godette il profilattico.
Si rialzò e sfilato il preservativo lo gettò dal finestrino. Mi sistemai alla meno peggio, fumammo una sigaretta e poi ripartimmo mentre mi sistemavo il rossetto con un fazzolettino che lui aveva .
Gli lascia il mio numero di cellulare, ma gli raccomandai di non darlo a nessuno e di mandarmi solo sms, ovviamente se si trovava dalle mie parti.
Scesi dalla macchina e davanti vidi un signore che mi osservo con sguardo libidinoso. Restai impietrita, suppongo sia divertito nel ammirare il panorama, io che scendo con le gambe che mostravano il sottile perizoma e un pezzettino di fica, e le autoreggenti che rendevano il tutto più intrigante.
Mi guardai attorno ero vicino all’hotel, puntai una multisala di quarto ordine.
Ero sola con le macchine che sfrecciavano vidi accanto alla sala un bar, stavo per entrare quando il tipo di prima sui cinquant’anni, con lo sguardo da porco, il corpo pieno ma possente, mi passo vicinissimo sfiorandomi e sussurrando all’orecchio “ Ti ho vista come ti sei divertita!”.
Feci finta di niente anzi decisi di farlo impazzire, mi guardai intorno e isolandomi dietro ad una macchina mi alzai le calze mostrando le gambe per intero e sicuramente l’uomo si eccito.
Non mi girai prosegui entrai nel bar, la musica ad alto volume rimbombava per il piccolo locale, un drink bar come tanti. C’era qualche avventore e tutti i tavolini erano liberi, degli studenti parlavano e bevevano al bancone. Nessuno sembrò accorgersene della mia presenza e mi sedetti ad un tavolo. Si avvicinò una ragazza stralunata e indifferente, mi chiese cosa mi poteva portare da bere. Ordinai una vodka con ghiaccio, avrei pagato la consumazione con il frutto della mia marchetta, e questo mi gasava.
Ero completamente fuori di testa, compiaciuta di aver fatto godere il mio cliente. Ma volevo anche io ricevere piacere in quella serata, non mi volevo fermare a quella sveltina mercenaria, ma cercavo qualcosa di più erotico ed appagante. Mentre ero presa dai i miei pensieri perversi, alzai gli occhi e vidi puntato ,verso le mie gambe accavallate a fianco al tavolino, lo sguardo dell’uomo di prima. Era proprio lui, quel porco che si era eccitato a vedermi scendere dalla macchina e che mi aveva chiesto se mi ero divertita. Pensavo che forse mi aveva visto nel piazzale, oppure dava per scontato che ero stata a scopare perché mi aveva visto scendere dall’auto in quello abbigliamento così succinto.
Lo guardai, ricambiata. Lui al bancone beveva una birra direttamente dalla bottiglia, la camicia sbottonata mostrava un petto villoso. Le sue braccia erano muscolose, il fisico possente, il naso era evidente e spiccava dal volto, era più o meno altro quanto me. Aveva uno sguardo da porco, non da maniaco, l’aspetto di quello che se mi avesse avuto tra le mani mi avrebbe scopato fino allo stremo . Questo ultimo mio pensare mi fece bagnare. Arrivò la vodka con molto ghiaccio avendo la gola secca iniziai a sorseggiare la mia consumazione. Il locale era pieno di fumo di sigaretta che, insieme alla musica ad alto volume mi mandava in stato di alterazione mentale, e la vodka che avevo buttato giù faceva il suo effetto.
Ero alticcia, eccitata, disinibita, pronta a tuffarmi a capo fitto in qualsiasi altra,torbida esperienza sessuale, mi sarebbe capitata.
Vedevo l’uomo che continuava osservare le mie gambe, non più accavallate ma messe sotto il tavolino, le tenevo allargate, poi chiuse, ruotavo in senso orario le caviglie a causa delle scarpe con i tacchi,e i miei piedini erano massacrati.
Lui mi guardava,io lo guardavo.
Finì di bere e ci trovammo alla cassa, lui mi precedette e scoprì subito dopo che aveva pagato la mia consumazione. Passandomi accanto mi sussurro vicino al orecchio “Se ti vuoi divertire ? Esci dal locale e vai nella sala cinematografica di fronte al bar. Mi raccomando sala uno, galleria, ti faro impazzire !”
Feci finta di non guardalo, come per ignorarlo. Invece dentro di me si accese il fuoco del desiderio.
Mi girai ma lui era già fuori dal bar, chiesi alla cassiera dove era la toilette , mi volevo dare una sistemata. Era confusa, tentata dal peccato, ma serena ero conscia dell’attacco di puttanagine acuta che mi sta divorando. Ondeggiando come una nave da crociera in balia delle onde sfilai per il locale, strappando gli sguardi maliziosi di due studenti che ruppero l’indifferenza di prima ed entrai nella toilette che era pulita e profumatissima. Mi guardai allo specchio vidi i miei occhi tirati dall’eccitazione, non riconobbi l’ immagine della ragazza imbranata che vedevo riflessa prima, ma quella di una grande troia.
Si, lo ero diventata, capace di spompinare e montare un sconosciuto per cinquanta sporchi, euro, consenziente nel farsi abbordare da un porco e assecondarlo.
Mentre riflettevo sul mio presente, tirai fuori dalla piccola tasca della camicetta il rossetto. Risistemai il trucco con dei fazzolettini di carta mi ridiedi un colpo di rossetto, livellandolo sulle labbra dove era sbavato. Mi tolsi la camicetta e mi liberai del reggiseno, mi stava letteralmente massacrando le mie tettine, ciucciate, rovistate dal mio cliente e gonfie di libidine . Mi tirai su le calze, ma prima mi abbassai il tanga, e con un fazzolettino mi inumidì la micetta che era accaldata .
I miei ex e Elisa che, avevano avuto il piacere di assaggiare la mia passerina , mi dicevano che era profumata e dolce come il miele.
Quando usci dal bagno ero pulita e in ordine ma soprattutto pronta all’uso. Mi rimanevano , come unici indumenti a coprire la mia nudità la gonna , la camicetta e le autoreggenti.
Si, ero una pazza scatenata e avevo lasciato il reggiseno nel cestino della toilette, a disposizione delle probabili attenzione morbose dell’inserviente di turno.
La camicetta mostrava le tettine nella sue rotondità, sode e quella sera, libere dal reggiseno, traballavano mentre io mi avviavo verso l’uscita. Mi trascinai fuori dal locale, continuando a sculettare. Giunta in strada notai subito il multisala che era di fronte a me
Era una sera umida poca gente per strada sentivo il rumore dei mie tacchi calpestare l’asfalto, mentre mi avviavo all’entrata senti i passi di un uomo, mi girai era lui l’uomo di prima, il porco.
Prima di varcare la soglia del cinema, mi resi conto che se entravo li dentro il porco mi avrebbe fatto fare ogni genere di maialate. Ancora avevo in mente il suo sguardo, d’altronde io gli avevo dato corda. Ma mi liberai di ogni zavorra, di rimpianti, pensai ad Elisa, quella troia mi avrebbe incitata.
Entrai nella hall che era semideserta. L’entrata in marmo testimoniava antichi fasti, ora era un locale di terzo ordine malmesso con il pavimento sporco, ma di un luridume vecchio di decenni.
Ma dov’ero finita ?
Arrivai perplessa e in un clima surreale alla cassa, come una automa la cassiera, cicciona e distratta mi vendette il biglietto. Gli dissi sala A come mi aveva ordinato il porco, poi mi avviai verso le scale per andare sopra. Inizia a fare i primi scalini quando con la coda degli occhi lo vidi arrivare alla cassa. Mi sembrava tutto cosi assurdo, salendo la seconda rampa lo vidi sotto di me. Lo provocai ancora mi fermai e lui si fermo, senza guardarlo mi alzai su la gonna lasciando vedere tutto le gambe e non solo, mi risistemai le calze lentamente. Prima una e lo guardai, poi l’altra. Da come era messo penso che abbia visto anche il tanga conficcato tra le piccole labbra..
Da vera troia bastarda, continuai a salire sculettando spudoratamente tenendo incollate le mani al passamani. Arrivai alla terza rampa e vidi l’ ultima entrata, lui era dietro di me, si teneva a distanza di sicurezza. Entrai in sala con le luci accese, girandomi sia a sinistra che a destra mi resi conto che la galleria era deserta. Mentre mi accingevo a salire alcuni scalini la luce si spense e non vidi niente. Ero sconvolta , bagnata e trepidante nel frattempo il film iniziava.
Non sapevo neanche che film proiettavano.
Continuai a salire tenendomi col muro, finiti gli scalini mi ritrovai nel corridoio di fine fila. Il tempo di appoggiare le spalle al muro, avevo i piedi che mi facevano malissimo, notai una sagoma accanto a me, era lui. Il tipo si avvicinava silenziosamente, ma inesorabilmente, a me, si appoggio al muro al mio fianco. Il cuore mi sobbalzava, ero caldissima e un po’ spaventata, prima in strada l’approccio fu immediato, in questa situazione era tutto lento.
Le immagini sullo schermo scorrevano, sentivo il suo respiro eccitato. Di un tratto, ruppe il ghiaccio, percepii la sua mano sfiorarmi con le dite il dietro della coscia. Per un attimo mi irrigidii, ma il tizio la sapeva lunga. Iniziai a rilassarmi, quando le dita della sua mano arrivarono a sfiorarmi il gluteo sinistro mi fece sussultare tutta, sensazioni di freddo e subito dopo caldo si susseguivano per tutto il mio corpo. Conscio della mia piena disponibilità, mi afferrò la chiappa e la strinse, aveva una presa forte , ma sensuale. Ero sempre più rilassata mentre i miei capezzoli turgidi tentavano di bucare la camicetta. Io muovevo leggermente il bacino facilitando la presa sul mio culo che era quello che volevo. Lui era eccitatissimo ,avvicino la sua bocca al mio orecchio e mi disse “Rilassati che ti faccio impazzire.”
La sua mano ora sorpassava il filo del tanga per andare a palparmi a piene mani il sedere, io continuavo a facilitare il suo movimento con il dondolio del mio bacino. Lui molto audace, lasciò la presa, e con la punta delle dita sollevo il filo del tanga sfiorando il solco delle chiappe, tirò il filo facendomi sussultare, i brividi di piacere continuavano ad attraversarmi il corpo.
Il tanga si piantò tra le labbra della passera e per una manciata di secondi tenne tirato il filo .
Lasciò il tanga e lo spostò, con le dita si mise a cercare il forellino del mio buchino. Lo trovò cercando di violarlo, nel frattempo la sua lingua mi sfiorò il lobo, un dito della altra mano, non impegnata con il mio culo, fu usata per passarmelo sulle labbra. Io ebbi un attimo di rifiuto allontanando il viso. Ma lui deciso me lo infilo, il suo dito, in bocca ordinandomi con tono severo “Succhialo”.
Io ero in balia delle sue voglie, mi tolse il dito e presento la sua bocca davanti alla mia, non ebbi nessuno attimo di respiro, la sua lingua si infilava nella mia bocca. Intanto la mano continuava a toccarmi il sedere anzi mi sollevava la gonna fino ad arrotolarla alla mia vita, ero ormai seminuda. Mi sbottonò la camicetta i miei seni svettarono in quello angolo buio e nascosto della sala.
Era di fianco, le nostre lingue si intrecciavano fuori le nostre bocche in una serie di baci sensuali. era scatenato e si dedicò a ciucciare i capezzoli. Io trasportata su questa strada pregna di lussuria lo autorizzavo ad andare oltre ”Dai porco sono tua, sono la tua troia !”
La sua mano arrivò all’altezza della figa, spostò con le dita il tanga e con un dito solleticava le piccole labbra e mi tintillava anche il clitoride.
Mi stava facendo andare a fuoco, sentivo qualcosa di grande e duro che premeva con la mia gamba D’improvviso si stacco abbassandosi dinnanzi al mio nudo pube, con le mani allargo le mie gambe e iniziò a baciarmi e leccarmi l’interno coscia. Sentivo la sua grande e focosa lingua mi spennellava tutta quella parte, mentre le sue mani stringevano a piene mani il mio sedere.
Mi slinguava la figa a più non posso e stavo godendo, ma lui all’improvviso con un gesto felino mi abbasso il tanga fino alle caviglie. Io rimasi perplessa in un battere di ciglia lo tolse e lo butto sotto una poltroncina pazzo di desiderio. Gli presentai timidamente le mie rimostranze, ma lui mi intimo di fare silenzio e mi promise che non me ne sarei pentita infilando un dito dentro la fighetta e proseguì nel leccarmela.
Quello sconosciuto mi faceva impazzire, mi leccava e con il dito stimolava il clito, ansimando muovevo sempre più il bacino sbattendogliela in bocca. Trovarmi al buio senza lingerie, con indosso solo autoreggenti e la gonna arrotolata alla vita, con il maiale chi si stava divorando la passera, mi rendeva ancora più zoccola.
Si alzo di scatto, interrompendo la scorpacciata di figa, esi rimise di nuovo al mio fianco. Sentii il rumore metallico della lampo e mi afferrò la mano che portò sul suo cazzo. Ero emozionata, da automa del sesso infilai la mano tra i pantaloni e i boxer , e toccai qualcosa di duro e grosso. Ebbi difficoltà nell’afferrare quello arnese così lo liberai da ogni ostacolo. Io lo vidi in penombra ammirando la sua stupenda silhouette. Era elegante, grosso, possente, toccandolo mi resi conto che non era come quelli che fino a quel momento avevo maneggiato.
Nel frattempo mi disse “Brava gioca con la mia bestia.” sorridendo da vecchio marpione .
Aveva ragione era un superdotato, un cazzone come avevo visto e tanto fantasticato solo nei film hard .
Lo masturbavo quel membro imperioso, mentre con l’altra mano soppesavo le palle,immense piene e pelose..
Per un attimo pensai che quel membro mi poteva anche fare molto male, ma la paura svanì fui sopraffatta dalla lussuria.
Lui mi giro mi prese per le spalle e mi abbasso all’altezza del suo inguine, mi ritrovai a qualche centimetro dal suo pene. Lui lo prese in mano e me lo appoggio sulle guance , prima su quella sinistra e poi su quella destra. Mi disse sottovoce “Spalanca la bocca, te lo faccio arrivare alle tonsille.”.
Guido con la sua mano il suo cazzo lo appoggiò sulle labbra socchiuse e lo spinse dentro obbligandomi ad aprire la bocca. Avevo la bocca slargata ma accoglievo quello strumento di piacere per una buona meta della sua lunghezza.
Feci correre la lingua su glande e cercai di socchiudere le labbra con grande difficoltà, ero a bocca piena, il sapore di maschio mi eccitava, quello di cazzo invadeva la mia gola.
Iniziai a pomparlo con gusto, mi disse di allargare ancor di più la bocca e lo spinse dentro. Ero incredula ma l’avevo quasi tutto in bocca fino alla gola, lo succhiavo con gusto e stavo facendogli una pompa da urlo, quando mi afferrò per il capo alzando la mia coda di cavallo. Ero concentrata a fargli quel lavoretto gustandomi quella meraviglia della natura, il sapore di cazzo mi esaltava, quel sapore selvaggio di maschio in calore mi faceva scatenare. Avevo dimenticato tutto, sentivo il rumore della mia bocca pregna di saliva con l’impatto del membro, lo leccavo e con la mano lo guidavo fin alla gola.
Fui distratta dal rumore delle porte dell’entrata che si cigolava, pensai che stesse entrando qualcuno, fui presa dal panico e tentai di alzarmi e interrompere quel pompino. Lui incurante spinse la testa verso il suo bacino me lo ficco tutto dentro, stavo per soffocare, allargai ancora la bocca così entrando dell’aria potevo respirare. Proseguì succube del tizio, ero proprio una lurida troia, potevo essere vista, ma mi fece smettere solo quanto decisi lui. Mollo la morsa e mi alzai, vidi dei ragazzi che si sistemarono nelle prime file, incuranti di noi. Mi tranquillizzai, lui però mi consigliò di andarci a sedere.
Ci avviammo alle poltroncine più vicine, mi guidava al buio tenendo le mani sulle mie chiappe nude che sculettavo.
Ci sedemmo e osservai la sala, era tutto tranquillo, sotto controllo. Ci sistemammo nella seconda fila, prese la mia mano e la posò sul suo cazzo che iniziai a masturbare. Mise una mano sotto il sedere e mi fece sollevare e mi sistemai di fianco, le sue dita trovarono il buchino e una lo forzò non trovando resistenza, con l’altra mano introdusse due dita nella mia figa fradicia di umori. Iniziammo a masturbarci a vicenda, le immagini del film scorrevano sullo schermo, le nostre bocche erano unite e complici dello sviolinare delle nostre lingue. Lui mi toccava in quel modo selvaggio mi stava allargando con le dita e io glielo permettevo, il mio corpo l’autorizzava ad usarmi a suo totale piacimento.
Stavo impazzendo gli dissi “Voglio il tuo cazzo dentro.”
Lui replicò “Pensa a succhialo porcona !”
Tolse le sue mani dalle mie parti intime mi fece abbassare e mentre, lui seduto guardava lo schermo, fui costretta a prenderlo in bocca. Lo pompai per un po’, mi fermai presa da libidine continuandolo a masturbare. Facevo scorrere la lingua per tutta l’asta fino alle palle, lui gemeva come non mai, mi fece sollevare e piegare le gambe per infilare tre dita nella figa, mi baciava in bocca e mi mordeva le labbra.
Quando all’improvviso le luce della sala si accese, fine primo tempo.
Il tempo ci era sfuggito velocemente e ci ricomponemmo mentre i due spettatori delle prime file non si accorsero di niente. Mi eccitai nel vedere che lui aveva le mani tra le mie cosce e cercava disperatamente la figa. Vedevo le autoreggenti, le carni nude delle mie gambe, il pelo della fighetta e la sua mano che palpava e toccava il tutto.
Si ero al limite della decenza, in qualche ora avevo varcato la strada della perdizione. Prima marchettara e poi mignotta in un cinema di quarto ordine.. Le luci si spensero di nuovo,, lui avvicinò la bocca all’orecchio e mi sussurrò “Vacca, alzati e andiamo nel cesso delle donne che ti spacco tutta !”
Senza fiatare e succube del porco mi alzai, sentirmi trattata da mignotta mi eccitava, sentire quel linguaggio sconcio mi faceva impazzire. Lui mi arrotolo nuovamente la gonna , sgualcita, alla vita, e mi disse “Dai cammina i voglio veder come sculetta una troia cosi, seminuda.“
Ero veramente nuda, autoreggenti a vista, culo e fica all’aria il seno di fuori dato che la camicetta era aperta e lui che cadenzava i miei passi palpandomi il culo, ero una bagascia di infimo ordine ma sfilai fino alla toilette. Lui si guardo intorno, non vi era nessuno, entrai prima io e lui mi segui, chiuse la porta con il fermo. Il bagno era squallido ma largo abbastanza per muoversi, non era pulitissimo.
Il porco padrone della scena mi butto alla parete a fianco alla tazza del water.
Già da un pezzo avevo perso la mia dignità, ero un oggetto sessuale nelle sue mani, ma la cosa strana e devastante che ero consenziente è pronta a soddisfare ogni turpe desiderio.
Si sbottono i pantaloni, alla vista del suo cazzo meraviglioso, ma stavolta sotto luce, quasi svenni. Era enorme, maestoso, grosso, nodoso, pieno di mascolinità, pronto a farmi sentire una femmina in calore.
Persi la testa e afferrandolo per il glande gli dissi. “Porco ora spaccami,sfondami, fammi sentire questo meraviglioso uccello dentro, fammi diventare la tua troia. Voglio essere riempita tutta!”.
Rimase senza fiato alle mie parole, lo fissai negli occhi, spirava lussuria da ogni poro, mi afferro per i fianchi, mi infilo la lingua nella bocca e ci baciammo selvaggiamente.
Alzò la mia gamba sinistra con la mano mi prese per i fianchi, si appoggiò la gamba alla vita e con la mano prese la mazza di carne che aveva tra le cosce e con la punta me la spennellò sul clitoride. Si fermò dopo qualche istante, ma mi aveva già portato in estasi, cerco di possedermi, ero molto lubrificata, ma in quella fantastica posizione ma scomoda, non avrei goduto a pieno la penetrazione. Violò le piccole labbra e glande ed iniziò a farsi strada nella mia vagina. Un senso di pieno, l’ebbi quando un quarto dell’asta mi penetrò, il suo cazzo era grosso ed io non ero abituata a quei calibri. Ma lui fu delicato, si fermo e inizio a pompare pian piano ma d’un tratto si fermò e uscì, mi disse mentre mi girava prendendomi dai fianchi ”Forza Gioia,girati a faccia e muro e culo in aria, fletti le gambe e apri le chiappe che ti voglio alla pecorina, ti voglio aprire tutta come una pesca !”
Ed ero li come mi aveva ordinato lui, a novanta gradi il capo toccava il muro e le mani appoggiate alle pareti più bassa di lui. Mi diede una sculacciata e si fece strada, l’asta entro facilmente almeno al punto di prima, si fermò e apri le chiappe, come con un’albicocca per togliere il nocciolo, spinse con un colpo di reni e l’asta entro.
Mi sentivo tutta riempita da quel bastone di carne grosso, duro e nodoso.
Lui era attaccato a me e col corpo teneva il suo enorme affare dentro roteandolo per tutta la vagina. Andavamo in sincronia, io muovevo il bacino, lui lo usciva leggermente dando a me la possibilità di ondeggiare meglio, mi afferrava per i glutei e me lo rimetteva tutto dentro nuovamente continuando a girarlo, mi rovistava tutta la vagina stimolando le parati, ero bagnatissima e godevo. Gli dissi “Mi stai facendo impazzire, fottimi tutta !”
Lui lo tirò fuori dicendomi “Sei una fantastica troia, mettiti a quattro zampe che ti sfondo !“
Esegui l’ ordine, ma prima mi abbassai le autoreggenti sotto le ginocchia, mentre lui menandosi il pene mi fissava soddisfatto. Con fare da micina gli dissi “Me li abbasso prima che me li smaglio “.
Mi sistemai a carponi Ricevetti una ennesima sculacciata e le sue parole fecero cadere le ultime tenue difese ”Ma guardati! Sembri una lurida mignotta, messa a pecorina in un cesso pubblico con le calze abbassate, le scarpe a spillo il culo in aria e le tette a penzoloni. Una troia pronta ad essere usata. Sei una lercia sgualdrina !”
Si tuffo su di me e introdusse poco tra le mie gambe il suo grossissimo stantuffo, come prima mi allargo chiappe e lo mise tutto dentro, stavolta mi afferro per i fianchi e inizio a montarmi con foga.
Io sentivo quel coso meraviglio aprimi, sfondarmi la figa, mi arrivava fino al collo dell’utero, le mie tette sobbalzavano , le sue mani si dedicarono a strizzarle a dovere. Mi sussurrava all’orecchio ” Si, troia, ti apro tutta, sei proprio una vacca da monta . Voglio sentirti dire che se la mia troia!”
Ormai io ero complice più che succube ”Si stallone, aprimi, spaccami fai di me la tua schifosa troia.”
“ Schifosa ! Sei una lurida troiona, un porca, una svuota palle da cesso pubblico””
Quel linguaggio così scurrile mi mando in tilt, muovevo il culo andando a ritmo del mio maschio da monta. Stavo per venire, ma lui rallentando il ritmo “Ho le palle piene ti innaffio tutta, vacca! ” .
Mi fermai inorridita ”Ti prego no non sono protetta !“
Ma lui sfrontato iniziando ora a pomparmi leggermente ma constante ”Ti ingravido vacca !“ dandomi un ‘altra sculacciata sulla chiappa già arrossata.
Ma io come una troietta senza dignità ” Ti prego ti supplico! Farò tutto quello che vuoi ma non venirmi dentro.”
Mi girò con le mani il viso e mi disse ”Sarò gentile, ti spacco il culo va bene, ma li, ti sborro. Svuoterò le palle dentro il tuo sfintere.”
Stavo per dire la mia, ma lui tenendomi il viso girato continuò “Non ho capito bene, troia ?” Abbassai la testa come per dire si,ma lui sapeva ti avermi in Pugno
”Cosa? Non ho capito ?”
Da sottomessa risposi “Si va bene, come vuoi tu!”
Ma lui non era soddisfatto delle risposta.
“Va bene cosa ? Troia !”
Io capii l’intenzione, lui si esaltava a dirmi sconcezze.
“Va bene spaccamelo e sborrami nel culo ! “
Ma non gli bastava, tirandomi i capelli compresi che voleva che mi esprimessi in modo esplicito e lo accontentai con voce liberatoria “ Si, spaccami il culo! Sfondamelo tutto e poi innaffiami! Ti prego ma prima fammi venire! Fottimi un altro po’ la fica !”
Lui accetto la mia preghiera. “Va bene troia !“ Il suo tono era dominante e trionfante.
Io ero troppo eccitata e vogliosa, avevo messo la mia dignità di donna sotto le scarpe. Capii in seguito che raggiungere quello stato di libidine per me era dannoso, perdevo il mio orgoglio femminile trasformandomi in una ninfomane alla ricerca del godimento ma anche nell’umiliazione.
Lui lo rimise dentro la figa e mi scopò sculacciandomi. Sentivo quel membro sconquassarmi, mi pompava con forza, un flusso di sangue mi sali dalla figa al cervello che sentii esplodere, venni come non ero mai venuta. Sentivo delle goccioline di sudore scendere per il seno gli occhi tirati e la testa che mi pulsava.
“Sii vengoo…Ahh…Spaccami, fammi tutto quello che vuoi !“
Ansimavo come una cagna, appagata e pronta a farmi sodomizzare. Mi girò la testa verso di lui, guardandomi negli occhi, avevo ancora il fiatone da godimento da bestia in calore quando mi disse “Hai goduto, ora chiedimi cosa ti devo fare “
Io ancora respirando in modo affannato “Per favore, me lo spacchi ora il culo ?”
Mi sorrise “Brava ! Hai capito ora posizionati bene che te lo sfondo questo culo da troia !”
Infilò tre dita nella figa già dilatata è piena di umori poi due finirono nel culetto, sobbalzai ma in fondo cercava di lubrificarlo, poi dopo aver distribuito i miei umori fuori e dentro il mio ano, si abbassò e mi sputò sul buchino, dopo che lo forzò con le dita decise che era trattabile.
I capezzoli erano tirati al massimo, questa umiliazioni mi segnò ulteriormente.
Sentii la cappella forzare l’entrata, mi abbassai ancora il viso che quasi toccava il lurido pavimento, ero veramente scesa davvero molto in basso. Lui lo spinse dentro, appoggiando il suo peso sulla mia schiena, le sua mani presero la mia bocca e me la slargò dai due lati contemporaneamente.
Sentii un dolore allucinante lo aveva messo dentro a meta, ma si fermò ”Te lo spacco…”
Lo piantò tutto in un solo colpo, ero riempita come una vacca.
Lui faceva entrare ed uscire il suo cazzo in una ben determinata maniera, lo spingeva dentro tutto faceva socchiudere le pareti anali e poi mi penetrava, inserendo aria dentro il mio retto, capii mi pompava in quel modo per sfondarmi. Presi un respiro dopo che mi lascio la bocca libera dalla morsa, lui si avvicinò al mio viso “Ora toccati che ti sfondo.”
Il suo fottermi ora aveva un motivo, una trama, un ritmo, Dentro fuori, su e giù, mentre la mia mano sgrillettava la fighetta ed il piacere saliva.
“Si! Inculami tutta ! A me piace essere inculata, sono una troia, ahh”
“Lo so troia ! Te lo spacco, te lo rompo! Rottainculo !Te lo riduco come una caverna.”
Mi stava letteralmente rompendo, lui aveva preso gusto ad umiliarmi anche verbalmente
“Dillo che ti piace.“
Io accettavo l’umiliazione, la vodka mi lavorava il cervello. “Si che mi piace, che mi spacchi tutta !”
Sentivo il suo membro vibrare dopo moltissimo tempo che mi chiavava mi sentivo completamente aperta. Ero sul punto di godere quando lui mi urlò “Ti riempio troia. ”
Lo volevo, non volevo altro “Si sborrami, fammela sentire, innaffiami!”
Aumento i colpi le palle sbattevano con il mio corpo . Sentivo il membro duro che pulsava. Dopo un serie impressionante di colpi, e meno male che ero ben bagnata, rallentò e si irrigidii per un attimo, quando percepì il primo getto di calda sborra, inondarmi le viscere. Lui ricominciò a infierirmi altri colpi tremendi, gli schizzi aumentavano, stava svuotando le palle dentro di me. Gemeva, godeva ,respirava con affanno , era stordito del forte godimento. Ma imperterrito prosegui con dei colpi più leggeri, sentii che la tensione del suo membro era diminuita ma ancora era teso. Liberato dal piacere si accasciò su di me. “Ferma non ti muovere. Hai un culo stupendo troia.”
Ripreso fiato mi disse che avremmo fatto un giochino, io ero ancora in quel bagno in posizione sconcia con le calze abbassate, a pecorine, con un uomo che mi aveva appena rotto il culo e dopo riempito. Avevo il culo pieno di sborra e mi piaceva, ci sollevammo insieme con ancora quel cazzo infilato. Dopo qualche passo si sedette sulla tazza del water e io sopra di lui ”Ora ferma che mi devi pulire il cazzo e ti faro bere la mia sborra maiala !” Da principio non capivo, ma come mi sollevò un po’ sentii lo sperma che colava sul suo membro. Mi prese per le chiappe mi alzo fino a farlo uscire, poi lo rinfilò facilmente, il membro non era tesissimo ma reggeva la penetrazione. Invece il mio culetto ormai non poteva più trattenere la sborra che colava verso il suo membro e rumoreggiava. Sghignazzando in tono ironico mi schermiva “ Rumoreggi come una vacca sfondata ! Ah ah ah! Su spingi !“
Spinsi e senti un fiume di sborra scendere,a quel punti mi fece stare in piedi, e facendomi leggermente abbassare, allargò le chiappe “Hai una caverna non un culo !”
M’infilò tre dita fino in fondo, le girava raccogliendo la sborra che era rimasta quando le tirò fuori ero svuotata stremata, appagata e rumoreggiavo con il culo. Ero sfondatissima, sentivo le sue dita gocciolanti entrare nella mia bocca e, come un porcona, le succhiai con gusto, il sapore del suo seme uniti ai miei umori anali mi esaltarono.
Ero una marionetta nelle sue mani, mi girò e costrinse a inginocchiarmi “troiona schifosa ora pulisci il cazzo.”
Vidi il suo membro semi floscio e coperto della sua sborra e presi a pulirlo, iniziai dalle palle poi per tutta l’asta usando la lingua per asciugare tutto. Mi prese per la coda dei capelli e portò la mia bocca sul suo cazzo, spingendolo fino in fondo, non era più grosso come prima, ma la mia bocca lo rinfrancava. Arrivavo fino alla radice, lo accarezzavo, lo stimolavo e, dopo poco riprese vita. Ero inebriata da quel sapore, mi stavo nuovamente eccitando, ero brilla e sfondata, a succhiare questo uomo inginocchiata come un vacca. Lui ormai con la bandiera alzate si alzò “Ora ti scopo la bocca fino a rivenire”.
Gli chiesi un attimo di sosta dovevo liberare la mia vescica.
“Prego vacca, piscia.”
Mi accuccia sul water senza appoggiare le chiappe, ma il porco mi spinse con le spalle fino a farmi sedere sulla tazza che era gelida. Iniziai a far uscire la pioggerellina dorata lui mi guardava menandosi il pisellone subendo un’altra umiliazione, farmi vedere mentre pisciavo e come ero ridotta.
Si avvicino a me, mi prese per la nuca, e infilandomi in bocca il suo oramai conosciuto attrezzo, mi disse “Da brava, fammi una pompa ! Ti voglio chiavare la bocca ! Aprila questa fogna !”
Spalancai la bocca, ormai ero abituata ad ogni sconcezza anzi il mio corpo si eccitava di ciò, me la riempi tutta con mezzo cazzo, c’infilo anche delle dita.
Io seduto sul cesso e lui in piedi, avevo varcato l’ultimo stadio della perdizione, la mia vita sarebbe cambiata.
Tolse le dita e mi cinse la nuca con le mani mi infilo tutta la mazza in bocca, quasi a soffocarmi, con l’altra mano mi strinse ad intermittenza il naso facendomi avere difficoltà a respirare. Perciò fui costretta ad aprire ancor più la bocca per poter respirare.
“ Ti scopo la bocca troia, dopo bevi tutto.. “
Inizio a pomparmela con foga, mi lasciava respirare male, ma continuò, le mie guance si gonfiavano e si sgonfiavano, finchè si fermò, lo infilo tutto per poi tirarlo fuori e masturbarsi battendo la cappella sulle mie labbra. Poi al momento topico infilò il glande nella bocca, mi tappò il naso e ricevetti tre lunghi e copiosi schizzi sulla lingua e in gola. Stavo avendo difficoltà a respirare ma stavo godendo, quando liberò le mie narici infilò tutto il cazzo, spalancai la bocca per prendere fiato e ricevetti tutto il seme.
“Ingoia baldracca !”
Deglutì e ingoiai tutto, ero spossata ma felice.
Ci ricomposimo,lui doveva andare e mii lascio il un suo numero di cellulare facile da ricordare. Mi disse che se passavo da quelle parti avrei dovuto andare a trovarlo, e prima di congedarsi mi rivelò che non aveva mai trovato un a troia come me.
Restai sola, mi toccai la fica era larga, il culetto non ne parliamo, mi lavai le mani e aggiustai il trucco, mi sistemai le calze poi mi asciugai la passerina con della carta igienica.
Tutto sommato ero ancora presentabile. Usci dal bagno e dalla sala scesi le scale, a volte rumoreggiavo,ero un po’ imbarazzata, ma ormai ero svuotata, le pareti dell’intestino si sistemarono presto Lascia quella sala nell’indifferenza del cassiera.
Era stato un pomeriggio bestiale, marchettara e puttana, lussuriosa alla merce di un porco schifoso. Mi diressi verso l’hotel ma mi venne fame e notai un pub la vicino dove entrai.
Il pub era carino molto fusion, l’atmosfera che si respirava era coinvolgente , la musica ambient mi permise di mescolarmi tranquillamente tra la folla. Ero sfatta, con il trucco non perfetto, la gonna e la camicetta sgualcite , una calza smagliata. Camminavo attirando la attenzione su di me, ero completamente sfondata, ma fiera della mio essere troia in quella notte. Questa forma di orgoglio puttanesco, condito dai mie capelli non più raccolti a coda di cavallo, ma quasi sciolti, i ciuffi mi cadevano sul viso, mi davano un ‘aria da tipa pazzesca. Cadenzavo il mio andare sicura dal rumore dei tacchi sul pavimentato, vi erano tavolini disseminati ovunque su vari livelli. C’era molta gente, ma trovai un tavolo, ordinai un panino e una cola e mi feci indicare dalla cameriera la toilette
Quella santa ragazza, vedendomi in quello stato, ero sconvolta, ma indubbiamente avevo il carisma della donna vissuta che si aggira per i locali, sola in un città sconosciuta di notte, mi fece andare nel bagno privato. Gli sorrisi per sdebitarmi. La testa mi girava , mi sentivo occhi da per tutto e mi rifugiai nel bagno per darmi una ripulita. Era carinissimo, pulito e di tendenza col lavabo molto basso. Mi guardai allo specchio ero sconcertante, avevo la faccia della troia consumata. Sentivo la micia arrossata il culetto mi faceva male, ero appagata, ma nello stesso tempo mi sentivo la voglia addosso.
Ma cosa mi stava capitando ? Stava accadendo che mi ero trasformata in una sgualdrina. Mi ero fatta scopare nel giro di un paio d’ore da due uomini. Il porco al cinema mi aveva letteralmente spaccato il culo, ma ero contenta.
Mi arrotolai la gonna alla vita , feci la pipi, mi asciugai la figa gocciolante e c’infilai tre dita facilmente. Mi lavai le mie parte intime sul lavabo, m’asciugai, mi tolsi la camicetta per darmi una rinfrescata. Risistemai il rossetto e il trucco e tolsi anche le autoreggenti che erano rovinate. Non potevo uscire con le calze smagliate, sarei stata troppo equivoca. Rimisi la camicetta e rientrai nel locale e mi sistemai al tavolo. Nel mentre che aspettavo il panino vidi al tavolo sotto di me cinque uomini che mi spogliavano con gli occhi ammiccando sorrisetti maliziosi.
Io ero in estasi, l’unico rimpianto della serata era che avrei voluto godermi il cazzone del ragazzo di colore che mi aveva venduto la collana.
Si avevo voglia ancora di cazzo.
Mentre mi portarono da bere e mangiare sentì gli occhi dei cinque uomini su di me, parlottavano tra di loro ero su di giri. Capi dopo che stavano guardando la mia figa, il loro tavolo era più basso del mio ed io avevo le gambe allargate sotto il mio e loro vedevano tutto. Mi usci dalla bocca un sorriso, ero eccitata ma anche un po’ preoccupata. Loro ruppero il ghiaccio, mi abbordarono, fui quasi costretta a dar loro confidenza. Erano in quella città per lavoro, erano tutti cinque degli uomini gradevoli, forse un po’ rozzi, ma sicuramente veri porci. I loro occhi erano molto maliziosi, i lineamenti da veri maschi, tranne uno che era più tarchiato e stempiato gli altri erano molto muscolosi e più alti di me. Si instaurò un rapporto simpatico e cordiale, scoprimmo che eravamo alloggiati nello stesso hotel, dal loro sorriso da maiali capì che avevano strane intenzioni.
Non è che mi dispiacesse, certo mi preoccupava incontri ravvicinati con cinque stalloni. Io ero sfondata, appagata, ma ancora vogliosa, ma mi rendevo anche conto che erano cinque.
Mi sentivo addosso odore di sesso, forse anche loro lo percepivano, due di loro si avvicinarono a me con la scusa di offrirmi una sigaretta. Sentivo le gambe di Paolo, il più figo del gruppo, sfiorare le mie, Luca l’altro accanto a me aveva preso molta confidenza, faceva allusioni e raccontava barzellette. Dopo aver consumato il panino, ci fu una passata di bicchieri di vodka. Paolo tra una battuta e l’altra mi mise una mano sulla coscia, io non fiatai, si scambiava occhiate maliziose con gli altri. Mi resi conto che dovevano avere cazzi durissimi e la gola mi divenne secca dall’eccitazione.
Mi guardavano nella scollatura, le rotondità delle mio tette sode tenevano banco, i miei capezzoli erano dritti e si dovevano vedere. Uscimmo dal locale io ero nel mezzo tra Luca e Franco che mi abbracciavano e tenevano uno una mano sulle spalle l’altro quasi sul fondoschiena. I ragazzi erano stati gentili mi avevano offerto il panino, Paolo aveva preso due bottiglie di vodka.
M’invitarono nella loro camera,ero brilla e accettai, mi sembrava di vivere un film hard ed ero nella parte della troia. Entrammo nel Hotel ,il portiere fissava la tv, malvolentieri mi diede la chiave, subito dopo consegno le loro ai ragazzi. Ci riunimmo in ascensore e fui abbracciata amichevolmente a turno, ma realmente era un abbraccio erotico da tutta la comitiva. Ridevamo sul portiere, Aldo disse che senz’altro era un citrullo, per rimanere indifferente davanti ad una sventola come me, Paolo aggiunse che o era gay o decisamente scemo.
Mi fecero accomodare in una delle loro stanze, posai le chiavi della mia, su un tavolo e ci fu un primo giro di vodka. A quel punto non capivo più niente, barcollavo e mi aiutarono a sedermi su un letto a due piazze. Prima Luca e Paolo erano stati contrariati a dormire in quella stanza con un unico letto, ma ora che le mie chiappe erano posate lì sprizzavano gioia da tutte le parti.
Ridevamo su questo argomento, in realtà il ridere frequente era causato dall’alcool e dalla forte eccitazione che ci stava avvolgendo tutti e sei. Ad un certo punto gli chiesi “Ragazzi vi dispiace se tolgo le scarpe, ho i piedini massacrati.”
I ragazzi ovviamente, acconsentirono, anzi Luca e Paolo mi tolsero le scarpe e iniziarono a massaggiare i piedi, per fortuna erano curatissimi. Tutti e cinque si sprecarono in complimenti sui miei arti inferiori, sentivo le loro mani virili massaggiarli. Poi mi spinsero sul letto e alzarono le gambe, mi stavano massaggiando le caviglie e salivano attratti delle cosce. In questo modo la gonna si alzò mostrando tutto. Parlottavano, sottovoce tra di loro “Che figa da urlo” uscì dalla bocca di uno di loro. Scoppiammo a ridere i ragazzi erano eccitatissimi, anche io non capivo più niente ero ubriaca fatta. Ero una nave lussuriosa in balia delle voglie porche di quegli uomini.
Paolo allungo le mani massaggiandomi la coscia, Luca non fu da meno. Io cercai di frenarli . “Ragazzi ma cosa fate ? Non capisco niente ! Non so cosa può succedere.”
Sentivo in sottofondo che tutti sarebbero stati contenti se succedeva qualcosa, ma io continuavo a provocarli “ Sento caldo !Che caldo che c’è !”
Fui accontentata Aldo e Francesco mi sbottonarono la camicetta, Luigi esclamo ” Ma hai due bocce da favola !” Franco rilancio “ Che gnocca da sballo che abbiamo incontrato stasera !“
Io cercavo di trattenermi e trattenerli a bada ”Ragazzi ma cosa state facendo ? Cosi mi scateno !” Ridevano, mi fecero sollevare e tolsero la camicetta, ero a seno nudo, Paolo e Luca allora m’abbassarono la gonna e la tolsero, mentre io alzando il culetto e le gambe li aiutai a spogliarmi. Ero nuda davanti a cinque marpioni, sentivo le mani che mi palpavano i seni, altre che mi palpavano le cosce, la testa mi girava ma la sensazione era piacevole. Il mio copro era tutto un brivido quelle mani mi accarezzavano tutto il corpo, sentivo delle lingue, precisamente due, leccarmi le cosce e muoversi in direzione della fighetta , altre due erano indirizzate verso i mi capezzoli. Luigi m’infilo la lingua in bocca e non compresi più niente.
Il clitoride e le piccole labbra subivano le attenzioni di due lingue fantastiche, la mia figa fu penetrata da due dita. I miei capezzoli erano mordicchiati e ciucciati contemporaneamente. Sentì un dito entrare nel culo poi due e poi tre e udì una voce di qualcuno dei ragazzi ”Ma questa troia ha il culo aperto, di qua è passato un esercito.” Tutti smisero di leccarmi e si avvicinarono alla mia figa.
Paolo mi alzò le gambe fino a farle toccare le spalle, fece vedere agli altri come ero larga e m’infilò tre dita nella figa e due nel nel culo. Per qualche istante mi masturbò, iniziavo a gemere, di colpo mi lascio svuotata, due sculacciate mi colpirono le chiappe riportandomi alla realtà.
“ Brava la troia e noi che te la abbiamo leccata, s quanto minchia hai preso stasera ?”
Paolo faceva l’incazzato ma era eccitatissimo.
Non risposi gli sorrisi con lo sguardo malizioso,come a fargli capire che una femmina cosi disponibile se la potevano solo sognare. Mi sputò sulla figa “Ora te la faremo pagare troiona ti fotteremo in ogni buco, fino a farti dire basta.“ Mi tirava i capezzoli poi disse “Ora uscitevi cazzi e facciamoglieli ciucciare a questa pompinara, facciamogli fare una indigestione di cazzo!”
Scesi dal letto e fui messa in ginocchio fui circondata a dai cinque che ridevano, mi fissavano dall’alto in basso mentre tiravano fuori i loro cazzi.
Paolo volle sapere chi mi aveva scopata prima, risposi che era stato il mio amante, ma loro non mi credevano asserendo che ero solamente una troia, e su questo non potevo dargli torto, e che un esercito mi aveva sconquassato il culo. Si prendevano gioco di me sempre più sottomessa con l’odore di sesso che mi perforava le narici.
Paolo l’aveva lungo e grande, Franco altrettanto. Luca e Aldo non scherzavano con dei cazzi grossi di circa venti centimetri. Il tarchiato mi girò la testa e m’appoggiò sulle labbra un pene da paura enorme, più del porco del cinema. Luigi mi disse in modo brutale ”Ti piace il biscottane ? Bella porcona ! Succhialo!” Spalancai la bocca e lo fece entrare, assaporando il gusto di minchia. Gli altri si smanettavano gli uccelli proprio accanto al mio viso, Luigi mi prese per la nuca scopandomi in bocca, Paolo e Luca mi diedero il loro in mano. Stavo spompinando Luigi e menavo altri due cazzi, Aldo e Franco mi strusciavano il loro sulle guance e sul collo. Ero piena di cazzo ridotta e trattata come le peggiori bocchinara.
Poi passai a spompinare il cazzo di Paolo, mentre glielo slinguavo partendo dalle palle fino ad arrivare per tutta l’asta alla cappella, lo fissavo negli occhi e lui mi guardava con lussuria. Poi lo presi in bocca e pompai con foga, dedicai lo stesso trattamento anche agli altri tre. Li stavo succhiando e lucidando quei bei cazzi, quando Luigi mentre che avevo il cazzo di Aldo mi forzo la bocca. Incredibilmente con la bocca completamente larga accolsi anche il suo, Paolo mi mise un dito in bocca, direi meglio trovò uno spazio nella folla di cazzi, poi tentò di metterci anche il suo fino a riuscirci.
“Dai troia ! Hai visto che hai tre cazzi in bocca !”
Senti il rumore di un clic, uno dei ragazzi disse ”Una succhiacazzi cosi è solo da immortalare”
Scoppiarono a ridere, io ero preoccupata ma anche eccitata.
Mi tolsero i loro arnesi e mi sbatterono a gambe divaricate sul letto, Paolo mi scopò subito nella fica senza fammi prendere fiato, mi alzò le gambe portandole nuovamente a toccare le mie spalle piantandoci sopra le mani.
Prese a fottermi di gran carriera, lo supplicai solo di non venirmi dentro.
Paolo mi rassicurò, intanto mi trapanava forte la figa, io ansimavo, sentivo molte mani che mi palpavano le tette e stavo venendo.
”Troia ti fotto tutta.”
Io replicavo ”Vi voglio, tutti, sono la vostra troia”.
Paolo mentre io venivo come un fontana incitò gli altri “Forza ragazzi sfondiamola.”
Fu il turno di Luca poi di Franco, ad un certo punto capi solo che mi stava scopando Luigi, ma solo per le sue dimensioni pazzesche.
Mi sentii riempita, era una belva e mi scopò a lungo, nel frattempo ricevetti in bocca i cazzi di Luca e di Paolo. Luigi non ce la fece più e urlano come un animale in calore estrasse la sua scimitarra si avvicinò alle mie tette e mi schizzo tutto il suo seme caldo. Venne tantissimo, mi sentii le mammelle coperte e delle gocce arrivarono alle labbra. I maschi gli fecero i complimenti per la sborrata, mentre delle mani mi spalmavano la crema sul seno. Paolo mi ordinò di leccarmi le tette, mi sollevai e ne presi in mano una per ciucciare il capezzolo, poi l’altra per finire l’opera.
Paolo che era il capo del gruppo disse ”Luigi hai svuotato le palle ora fuori dai coglioni, siediti sulla poltrona e guarda come spacchiamo il culo a questa troia.” Poi rivolgendomi a me “Troia ! Posizionati alla pecorina, l’unico modo adatto per montare ad una vacca come te.”
Mi sculacciò, ma non solo lui anche egli altri, tranne Luigi che con il cazzone floscio era sprofondato sul divano di fronte al letto.
Ero veramente una troia, una bambola nelle mani di quegli uomini sconosciuti.
Luca mi sculacciò facendomi diventare le chiappe rosse, poi mi allargò il buco del culo entrandoci con due dita e, come per tranquillizzare gli altri, disse ”Ragazzi ci divertiremo, ha un culo da sballo, rotto si ma da far impazzire. Questa minchie ne ha preso a bizzeffe e non solo oggi.“
Preso dalla lussuria mi diede un morso sulle chiappe ed io gridai, poi Paolo precedendo l’amico, si fece strada e puntò il cazzo nel buchino. Lo piantò dentro tutto, il mio culetto era ormai abituato e l’anello anale elastico ed entrò senza nessun sforzo.
”Quando è rotto ! Non hai fatto nessuna resistenza. Ma sei propria una troia da casino.“
Mi strinse le tette e iniziò a pomparmi e mi ritrovai il cazzo di Aldo in bocca. Contemporaneamente spompavo un cazzone mentre un altro mi rompeva il culo.
Paolo mi scopò per parecchio tempo, ad un certo punto ansimavo pure io.
Lui venne gridando, gli schizzi mi riempirono le viscere e finito di scaricare le palle disse al Franco di entrare subito prima che colasse la sborra sulle le sue lenzuola.
Franco me lo mise dentro senza difficoltà e Paolo mi portò il cazzo in bocca. “Troia puliscilo, è sporco della mia sborra e degli umori del tuo culo spaccato. Per tua fortuna hai un culo rotto, ma pulito.”
Mi strofinò il cazzo sul viso e lo mise in bocca, Franco intanto mi montava come una battona da strada, sculacciandomi mentre le mani di Aldo mi sgrillettavano. Paolo di un tratto preso dalla paranoia e dei postumi della sbronza disse “Ragazzi forza inculate in fretta sta baldracca da quattro soldi, che poi domani ci dobbiamo alzare presto.”
Non solo umiliata inculata trattata come le peggiore zoccole da strada, ma ora aveva fretta, mi resi conto che ero solo uno schifoso oggetto sessuale. Detesto gli uomini quando danno queste umiliazioni, ma ero sconcertata da me stessa , quel modo di essere trattata mi faceva bagnare.
Ero quindi veramente ciò che loro mi dicevano con tanta schiettezza ?
Franco mi stantuffava finché anche lui urlando mi sborrò, le mani di Aldo mi procuravano veramente piacere. La sborra riempiva il mio culo, Franco usci da me ma Aldo non era pronto, la sborra mi colava per le gambe, fino a sporcare le lenzuola.
Paolo mi diede una sculacciata. “Troia bastarda ! Chiudi questo culo rotto, mi stai sporcando le lenzuola zozza !“
Poi rivolgendosi a Luigi “ Prendi la gonna di questa zoccola. “
Luigi ubbidì e la diede a Paolo che prese la gonna e mi pulì il culo pieno di sperma, poi mi fece alzare e mi abbasso sulle lenzuola
”Esci la lingua cagna schifosa e lecca.”
Mi trovai il viso spinto sulle lenzuola, leccai la sborra uscita dal mio culo e caduto su lenzuolo, dovevo essere fuori di me più mi umiliavano più io godevo, ero una cagna che puliva dove aveva sporcato.
Paolo mi afferrò per i capelli e mi buttò per terra .
“Le cagne come te vanno scopate in terra non sui i letti.”
Mi stava umiliando ulteriormente, aveva scaricato le sue palle dentro di me ed era diventato cattivo, ma Aldo lo fermò, ora era pronto a scoparmi
“Ora fai venire anche me brutta porca.”
Ma me lo infilo nella fica pompandomi a forza, dopo alcuni colpi venni come una fontana dicendo “Si sono una troia, la vostra cagna.”
Aldo non impiegò tanto a venire, ma uscì dalla figa per spruzzarmi il seme sulla schiene, un flotto di sostanza bianca appiccicosa mi colò fino ad incanalarsi per il solco del culo.
Quelle frustate di sperma mi fecero scatenare avrei fatto qualsiasi porcheria. Paolo continuava ad umiliarmi e giocare con me trattandomi con disprezzo, m’infilo parte del suo piede in bocca cercando di slabbrarla “Schifosa leccami i piedi !”
Avevo perso la dignità e ubbidivo ad ogni loro perverso desiderio.
Sopraggiunse Luca “Troia ora tocca a me sfondarti. Preparati che ti rompo in due fica e culo !”
Con furia mi piantò il cazzo nella fica dandomi dei colpi furiosi, poi lo tirò fuori e lo piantò in culo.
Mentre da cagna senza ritegno leccavo le dita e avevo parte della pianta del piede nella bocca allargata al massimo, Luca mi spacco letteralmente il culo sodomizzandomi con furia bestiale. M’inculo a forza per un tempo che mi parve lunghissimo, poi all’improvviso lo tirò via lasciando il mio sedere, svuotato e rumoreggiante, per portarmelo davanti il viso e farlo esplodere in una sborrata che mi copri la mia faccia da troia, eruttando una quantità enorme di sborra. Luca mi intimò tirandomi i capelli ormai sciolti ”Apri la bocca puttana voglio il sevizio completo.“
Luigi scattava con il cellulare, ma ormai non me ne importava più niente.
Fui scacciata letteralmente fuori da quella stanza come una battone di infimo rango, mi fu solo permesso di infilare la gonna sudicia di sperma e la camicetta anch’essa sporca.
Dovevo fare proprio schifo, avevo il viso pieno di sborra che si asciugava, e mi sentivo la pelle tirare.
In mano avevo le chiavi e le scarpe, barcollavo e mi sembrava tutto surreale, il corridoi del hotel era per mia fortuna deserto e sentivo le mani di Luigi che mi accompagnavano palpandomi il culo. Luca mi fermò e mi infilò tre dita nella fica, Aldo fece lo stesso nel culo. Continuavano a masturbarmi ferocemente, Aldo mi schiaffeggiava le tette Luigi mi fotografava. Paolo che assisteva sulla porta alla scena mi disse con la faccia da duro “Avanti dicci come sei ridotta, sennò non ti facciamo venire e svegliamo tutto l’hotel mostrandogli che razza di cagna sei !”
In preda ad un a voglia di orgasmo e balbettando risposi “Sono una lurida troia.”
“Brava ! Ma non solo una semplice puttana, ma una troia da marciapiede! “
Continua a dirli ciò che volevano sentire
”Si lo sono. Merito di essere scopata tutta, riempita di cazzi, praticamente sfondata. Sono una fottutissima troia sfondata !Ahh.“
Mentre io andavo in delirio le mani di quei porci mi facevano venire per l’ennesima volta. Paolo vedendomi venire e dopo avermi sentito ammettere la mia vera natura era ancora più infoiato.
“Brava ! Ora pero siamo stanchi se no ti portavamo a battere.”
Con gli altri andò a dormire,e mi accompagnarono alla mia stanza solo Aldo e Luigi che continuavano o a palparmi le tette e il culo oscenamente dilatato. Sfilavo per il corridoio ed ero più sconcia del cinema.
Arrivammo davanti la mia camera, ero cosi brilla che non vedevo il buco della serratura che aprì Aldo ed entrarono pure loro. Luigi mi appoggiò al muro tolse la camicette per stringere le mie tette che continuava a fotografare.
In quello stato di esaltazione esclamai che ero nata per fare la puttana.
Lui voleva ancora scoparmi ma non ero più in grado di farlo, coi buchi dilatati e violacei dal tanto cazzo che avevo preso.
Ma loro non andavano via, fregandomene della loro presenza sculettai fino al bagno togliendomi tutti i pochissimi indumenti che mi erano rimasti e mi sedetti sul water. Feci tanta pipì, avevo gli occhi socchiusi e ignorai Luigi e Aldo, mi stavo finalmente rilassando. Luigi mi sorprese mettendosi al water, tirò fuori l’uccello mi inizio a pisciarmi all’altezza del clitoride, la sua pioggia dorata innaffiava il mio clito e si riversava nella tazza.
“Vacca anche questo ti farà godere.”
Non me lo aspettavo e ne facemmo tanta tant’è che Aldo ne rimase impressionato. Lui voleva andare via, ma Luigi che era diventato dominante mi obbligò prima a farmi il bidè e poi a lavargli i cazzi a turno.
“Mettiti a quattro zampe cagna !”
Con una mano mi prese per i capelli e fui costretta a imboccargli il cazzo di nuovo enorme e ritto con l’altra continuò a riprendermi col cellulare.
Iniziò ad avviarsi alla camera da letto ed io lo seguivo a quattro zampe ciucciandogli il cazzo mentre Aldo mi palpava il culo.
“Luigi questa fa veramente schifo, una lurida cagna e ora la spacchiamo veramente”
Tutta indolenzita ma da grande pompinara arrivammo in camera da letto, lui si sistemo sul mio letto e mi fece salire sopra facendomi infilare tutto quel membro nella fica.
“Dai montami troia.”
Iniziai cavalcarlo, ero stanca ma quel membro era adorabile.
Aldo trovò le candele che avevo usata prima da sola
“Guarda la troia, queste candele odorano dei suoi buchi schifosi”
Me le ficcò a forza nel culo ormai dilatato, così mentre mi godevo quel membro mi trovai il culo pieno. Aldo ormai non capiva più niente, intimò ad Luigi di fermarsi per prendere il cellulare e fotografare il mio culo pieno delle due candele e la mia figa riempita del cazzo di Luigi.
Ma non fu contento poso il telefonino e mise un dito nella mia figa già piena.
”Qua c’è posto, guarda com’è larga !”
Luigi rise e Aldo puntò il suo cazzo sulla fica e piano piano lo mise dentro, così ne presi un altro, mentre il mio sfintere pieno delle candele cercava di rigettarle, ma Aldo le spinse dentro a forza.
Gemevamo come dei matti, Luigi mi tirava i capezzoli e mi insultava “Sei una troia senza fine con tutti i buchi pieni. Sole le super troie si fanno scopare da due cazzi e in più due candele nel culo. Ma tu sarai la mia troia, la nostra troia !”
Quelle parole mi esaltavano, Luigi mi infilò quattro dita in bocca ero piena in ogni senso. I due mi stantuffarono fino a farmi venire gemendo sottovoce , Aldo si sfilò e mi sborrò sulla schiena, Luigi si contenne quasi fino all’ultimo, mi fece alzare mi getto sul letto e mi scarico il suo seme in bocca.
Stavo quasi soffocando, ero più sporca di prima ma non erano contenti. MI fecero mettere a quattro zampe e mi ripresero i buchi allargati dicendomi che erano enormi simili a tunnel.
Mi portarono nuovamente e in bagno, Luigi mi riprendeva col cellulare mentre Aldo mi mise nella vasca da bagno e mi pisciò sul corpo sulla faccia facendomi aprire la bocca.
M’insultarono dicendomi tutte le porcherie e vollero che mi masturbassi.
Io godevo tanto nel sentire quella calda doccia e mi masturbai allo spasmo.
Poi fui costretta a lasciare a Luigi il mio cellulare,mi disse che mi voleva rivedere per sbattermi e farmi fottere da tanti amici suoi.
Uscirono e rimasi sola ero esausta e nello sesso tempo sconvolta,quelli avevano le mie foto. Ma il mio sesto senso da folle riteneva che non erano dei ricattatori ma dei porci. Mi feci un bagno e mi ripulì tutta per bene.
Inviai un sms a Elisa. “Stasera serata di fuoco Una marchetta in auto, un porco al cinema, cinque in hotel Ciao tesoro”
Mi sdrai sul letto stavo per addormentarmi quanto arrivo un messaggio, era Elisa
”Notte squallida troia”

Ho trovato una comicita’ ineguagliabile.
Mi complimento per la realta’ del racconto. Penso che l’ IO narrante siamo un UOMO….. DOMANDA??? Come fanno tre uomini a stare affiancati e riuscire ad accontentare una sola bocca vorace???? Ciaoooooooooooo.
Il resto è anche peggio,ma in fondo il sesso non è divertimento ?
Anche io sono d’accordo,come luisa,che il
racconto si stato scritto da un uomo – come d’altronde sono io !!!!
Mi spiace solo essere in ritardo per potermi mettere in contatto con Luisa alla quale tuttavia mando un bacio !!!!!!!!!!!