F08 – Vera – La sfondata 2a parte
Passarono mesi da quel pomeriggio di fuoco, quando mi trasformai da battona marchettara da strada, a troia da cesso pubblico in un cinema, ed infine a baldracca da gang bang in hotel e cagna sottomessa.
Ma i ricordi di quei giorni mi facevano bagnare terribilmente.
Il giorno successivo risvegliandomi in quella stanza di hotel fui presa da mille rimorsi e inquietudini ,lasciai in sordina quella stanza e quella città , vestita molto sobria e presa da un attacco di pudicizia mi guardavo attorno , imbarazzata come una cerbiatta timida. Unico rimpianto fu quello di non potere assaggiare il bastone di carne di quel ragazzo di colore che mi vendette la collana. Tornata nella mia città ripresi la vita di tutti i giorni.
Dovetti cambiare scheda al cellulare, venni bombardata da sms e mms da parte di quel porco che mi aveva fotografata. Le immagine di me con i membri in bocca, riempita di seme maschile sul viso e dei miei buchi larghi mi rendeva molto vogliosa. Venni tentata a rispondere al tizio ed iniziare un cammino molto pericoloso. Per evitare situazioni incontrollabili decisi di cancellare ogni traccia . Di notte pensavo sempre a quella sera e mi toccavo furiosamente immaginando il proseguo di quelle situazioni erotiche. Mi ricomponevo presto e ritornavo ad essere la santarellina di sempre.
Con Elisa ci sentimmo per telefono gli raccontai tutto, e forse ho fatto una cazzata o forse lo volevo, ma gli mandai gli mms compromettenti. Questo scateno la sua fervida fantasia. Mi insultava per telefono e ci masturbavamo a distanza. Mi diceva che mi avrebbe mandato a battere, che sarei stata la sua serva e puttana. Quelle parole cosi dirette e ‘violente’ spesso facevano emerge la mia parte puttana .
Per un periodo non ci sentimmo. Io passavo noiosamente le giornate ed a volte la sera mi toccavo. Andai anche dal ginecologo per concordare un metodo anticoncezionale . Dopo vari sedute riuscì a essere protetta, nel modo giusto. Il medico era un professionista molto serio ma capivo che si divertiva ad infilare la sua mano nella mia figa. Fui costretta ad andare a visita per diverse volte. Mi chiese se avevo avuto dei bambini perchè ero molo dilatata anche se elastica e si meraviglio molto quando gli dissi che non avevo mai partorito ma che il mio partner era molto dotato. Il suo sguardo fu professionale ma il suo sorriso forzato voleva dire molto. Ma non ci fu altro tra di noi.
Elisa una notte mi chiamò.
”Brutta troia questo fine settimana mi verrai a trovare. Preparati di animo e di corpo che ti farò fare la cagna in calore.”
Rimasi di sasso a quelle parole, mi scuotevano ma a tempo stesso mi eccitavano, m’infilai una mano tra le cosce e accettai il ruolo. Le comunicai che la avrei raggiunta e avrei esaudito le sue voglie, lei concluse la telefonata dicendomi che mi voleva usare come latrina per scaricare il su o piscio nella mia bocca da cesso.
Ripensai per tutta la notte a le sue parole, questo mi procuro diverse sedute di autoerotismo.
Venne il giorno dell’incontro con Elisa, misi un paio di jeans a vita bassa un perizoma e top rosa senza reggiseno e presi un treno per raggiungerla.
Il viaggio fu tranquillo anche se ricevetti molte molestie verbali. Un vecchio mi guardo per tutto il tempo le tette facevo finta di niente, anche se tra le cosce mi bagnavo come una fontana spanata, ma era mattina presto mi riuscì a non farmi notare troppo.
Arrivai dalla mia dea che mi accolse abbracciandomi e sculacciandomi il culo. Mi fece spogliare in modo repentino e selvaggio, era troppo la voglia di vedermi e possedermi. Mi baciò in bocca rimasi in un batter d’occhio senza niente addosso e mi ritrovai sul letto a gambe divaricate mi stava slinguando la figa. Entrò con due dita e mi disse che ero molto aperta. Gli dissi che era da quella famosa sera che non venivo pompata ma lei si assentò un attimo e ritornò con in mano una carota di media grandezza. Appoggiò la punta sulle grandi labbra schiudendole, mi mordicchio il clitoride e iniziò a far entrare quella carota e fu abile a penetrarmi. La sua lingua solleticava a puntino il clito, riuscì a trovarmi il punto G e iniziò una folle penetrazione mentre godevo come una pazza. Elisa ficcava dentro e fuori la carota, mi leccava e mi sputava sul clitoride e stavo impazzendo di godimento con le sue mani mi strizzavano i capezzoli. Venni parecchie volte, ma l’ultima volta fu pazzesca era tanto il ritmo forsennato dettato dalle sue mani che gli spruzzai tutti i i miei umori in gola.
Ero ancora ansimante quando mi prese per i capelli e mi gettò per terra, si spogliò e mi mise la sua micia in bocca.
“Lecca troia.”
La mia lingua entro dentro la sua figa senti un liquido scendere, mi disse che era stata presa la notte appena trascorsa dal suo amante che la aveva riempita a dovere e non si era lavata perchè voleva scaricare tutto su di me. Era accovacciata sul mio viso, s’abbassava con una mano mi schiaffeggiava le tette, con l’ altra mi pompava la fica usando la carota. Mi diceva che ero una cagna, una troia da casino che avrei dovuto fare la puttana per lei.
Ero inebriata volevo questo ma quasi non respiravo, lei m’incollava la fica in bocca per poi si sollevarsi leggermente e farmi respirare.
Continuavo e leccarle la fica, le mia bocca era piena di sborra ed umori vaginali, quando un getto caldo mi allagò la bocca.
Elisa mentre si liberava la vescica godeva, io continuavo con difficoltà a leccagli la fica e non riuscivo a inghiottire niente. Da un lato la situazione mi faceva schifo, ero uno squallido essere in balia di una perversa, dall’altro ero troppo eccitata, amavo essere trattata cosi essere umiliata.
Si alzò e vedendomi con la bocca schiumosa di saliva, piscio e sperma impazzì di libidine, mi fece girare a pecorina mentre avevo conati di vomito, mi sculacciò le chiappe e fece entrare a forza la carota nel culo.
M’insultava, mi buttò per terra e mi fece pulire il pavimento col corpo sudicio, si sedette sul letto e m’obbligo a leccargli i piedi. Anzi mi strofinava la pianta dei sui piedi in viso, poi non contenta cercava di infilarli insiemi e uniti in bocca. Ero in estasi, ero umiliata serva di una dea e questo mi stava facendo impazzire. Lei forzava con i sui dolci piedini la mia bocca per farmeli entrare, mentre bivaccata e comoda fece una telefonata. Parlava cono un tipo dicendogli “La cagna è qui con me pagherò il mio debito, fra poco te la porto, la ripulisco a dovere, sai le ho appena pisciato in bocca. E capace di farsi fare di tutto, oggi posso tranquillamente pagare il mio debito con questa zoccola.”
Mi lasciò per un attimo sola mentre continuo a parlare con il suo interlocutore. Dopo poco venne da me mi disse di andarmi a pulire baciandomi sul collo, poi
estrasse la carota che buttò nella spazzatura. Mi portò tirandomi per i capelli fino in bagno dove preparò per un clistere, il mio culo fu riempito di tantissima acqua, e l’otturò con una carota non lunga ma tozza e rimanendo a quattro zampe. Avevo un gran dolore e solo dopo un ora mi fece scaricare nella vasca, ora avevo l’intestino pulito e il buco del dilatato, tant’è che dopo il trattamento e una lunga doccia a mi fece abbassare per entrare quattro dita nel culetto che entrarono senza problemi, ero pronta ad essere usata.
Mi passò delle creme rinfrescanti sia per la figa che per il sedere, ero la sua serva molto sottomessa ed in fondo mi trattava bene e questo mi stava piacendo. Ero in pratica ritornata la troia dei quel famoso giorno.
Mi fece vestire con degli short cortissimi e mezze chiappe uscivano fuori, indossai il perizoma, sopra solo il top rosa e mi diede da calzare delle scarpe con un tacco vertiginoso. Dopo avermi fatto profumare mi truccò con un rossetto rosso fuoco che accentuava le mie labbra già carnose, continuando con toni forti e accesi.
Mi fece guardare allo specchio e mi disse “Troia sei pronta per andare a battere ? Brava ! Per oggi sarei la mia serva e mi farai saldare un debito e forse guadagnare altri soldi.”
Non so cosa mi stava prendendo ma gli sorrisi e uscimmo.
Il nostro rapporto stava cambiando o quanto meno per quel pomeriggio io non ero la sua amica ma la sua troia e questo mi intrigava moltissimo. Elisa è un po’ più basa di me, bionda ed in carne al punto giusto, insomma una bella ragazza nel suo un tubino rosso.
Era primo pomeriggio arrivammo fuori città, nessuno fece a caso a noi, neanche a lei che non mi parlava ma a volte m’infilava le mani tra le gambe per farmi sentire alla sua mercé.
Non entrammo dalla porta principale ma suonammo vicino ad un negozio dove capeggiava l’insegna di un antiquario, un suono metallico elettrico indico che la porta era sbloccata ed entrammo.
Varcai la soglia di marmo, mi si aprì un mondo fantastico, fatto di arazzi, tappeti , tavoli di tutte le forme e le epoche storiche, divani, poltrone, sedie, pendole che scandivano il tempo simultaneamente. I colori sgargianti delle stoffe attraevano il mio sguardo causandomi una orgia sensoriale che sconvolgeva la mia mente. Ero in preda all’emozione, al timore, alla libidine ma tutto quel ambiente aveva uno strano equilibrio, rimasi quasi immobile, come paralizzata, ma la mano di Elisa avvinghiata al mio sedere mi spingeva per farmi muovere. Camminavo in quel luogo surreale senza tempo, l’odore di antico unito a quello di incenso bruciato mi solleticò le narici. La luce era fioca, i quadri alle pareti sembravano osservarmi e guadarmi, poi una voce ci diede il benvenuto. “Entrate, meravigliose amiche.”
Ci bloccammo, cercavamo di individuare da dove arrivavano quelle parole .
Elisa mi sussurro all’orecchio “Non parlare troietta ! Ricorda che sei la mia schiava. Stai al gioco !”
L’antiquario si presento al nostro cospetto, un uomo molto particolare , non bello, di altezza media dallo sguardo molto tagliente, il naso pronunciato, un po’ sovrappeso, indubbiamente nel suo fascino perverso aveva una classe innata, condita da una folta chioma selvaggia e bianca.
Baciò sulla bocca Elisa e mi guardò a lungo, con le palme delle mani mi sfiorò entrambi i capezzoli già presi dall’emozione erano dritti quasi a bucare il top. Quel tocco cosi lieve, ma intenso mi fece correre dei brividi di piacere lungo il corpo.
Guardando soddisfatto Elisa gli fece i complimenti per aver scelto bene e per avermi condotta da lui. “Immaginavo che la tua amica doveva essere bella, ma è oltre le mie aspettative, una fantastica dea. Un altro gioiello e pezzo unico per la mia umile dimora. Benvenuta da Alain “
Il suo modo di i porsi e la sua voce calda mi stavano conquistando.
Elisa, irritata, gli manifestò a chiari toni che io ero solo la sua merce di scambio. Precisò inoltre che le performance del mio repertorio di puttana potevano azzerare il suo debito. Lei era in preda ad una crisi da orgoglio femminile, certa di essere stata sminuita dalla mia bellezza, sprizzava rabbia da ogni poro. Lui la guardavo con lo sguardo da volpe e mi palpò il culo cercando di superare il tessuto degli short.
Il palpeggio proseguiva con eleganza e insistenza, ma l‘antiquario ben presto lasciò in pace il mio fondoschiena e fece scorrere un dito lungo le braccia, per poi lambire le spalle ed il collo ed arrivare alla bocca. Mi sfiorò e premette le mie calde labbra, accolsi quel dito avvinghiandolo con la parte più carnosa della mia bocca. Elisa mi spinse su una poltrona facendomi mettere con le ginocchia sulla seduta e le mani sui braccioli col culo ponte.
I due si allontanarono da me e sentivo il loro parlottare, ero li immobile, una merce di scambio, un mezzo di pagamento, un oggetto sessuale. Ero umiliata ma ciò mi scatenava una grande eccitazione. Lo volevo, il mio corpo si surriscaldava al pensiero di quello che sarebbe avvenuto.
L’ uomo mi aveva fatto un gran effetto, era anziano ma fascinoso, il suo sguardo perverso mi conquistava, mi piaceva stare a quel gioco mi stavo bagnando come una fontana, ma l’attesa duro poco. Elisa mi sbottonò gli short li fece scorrere per tutte le gambe che mi fece sollevare e liberò il mio corpo dal striminzito indumento.
Lei elogiava le mie qualità di femmina mostrando le mie splendide chiappe adornate dallo minuscolo perizoma, l’uomo mi toccò le chiappe ed Elisa mi alzò il top lasciando nude e penzoloni le mie prosperose mammelle, che furono subito preda dalle mani del porco.
L’uomo avvicinandomi la bocca alle orecchie dopo avermi slinguato il lobo sinistro mi sussurro “Piccola faremo grandi cose insieme.”
S’allontanò da me ,ero girata e non vedevo dove si trovava, ma sentì che telefonava. Fece parecchie telefonate ed era su di giri ridacchiando spesso, mentre Elisa, più tranquilla e serena mi confidò. “Troia lo hai conquistato, mi azzererà il debito, sei una brava e fedele amica.”
Elisa si dedico al mio culo, con le mani allargò le chiappe e mi tolse il perizoma. Mi risistemai alla pecorina e lei, cambiando nuovamente tono, mi ordinò “Preparati e fai la troia ,mi devi obbedire in tutto.”
Io non replicai avevo la lussuria a mille, la bocca era asciutta, senza saliva per l’eccitazione. Non ricevendo un mio consenso Elisa entro nella parte della dominante, mi colpi il viso con una sberla “Ci siamo intesi sei la ma troia e qua devi fare tutto quello che vuole l’antiquario.”
Iniziò a palparmi e allargarmi le chiappe e sentì la punta della lingua che cercava il clitoride. Si avvicinò anche Alain che e iniziò a toccarmi tutta, palpava le mammelle e m’infilava un dito nella bocca che succhiavo ardentemente. Sentì il mio culo forzato da un dito e poi da due, l’antiquario disse ad Elisa che avevo il buco del culo fantastico, trattabile ma anche elastico e la lingua del l’uomo finì nell’affiancare nel lavoro di bocca quella di Elisa.
Due lingue per la mia figa ed io mi bagnavo come un fontana. Elisa commento il mio eccitamento all’antiquario” Visto, come è bagnata la troia ? “ poi rivolgendosi a me “Diglielo che sei ? Cosa vuoi ? Cosa sei disposta a fare ?”
Coinvolta nel dialogo risposi “Sono una lurida troia, una cagna da monta. Voglio essere scopata, sono qua per soddisfare anche tutto un esercito ! Io faccio di tutto pur di darvi piacere . Rompetemi il culo, spaccatami la figa, allargatemi a dismisura. Sono la vostra volgare troia ! Usatemi !”
LE mie parole vennero scandite a fatica, la saliva ancora mi mancava in bocca, la mia voce era strozzata dall’immane eccitazione che avevo dentro.
Girai il capo , notando l’espressione meravigliata e nello stesso tempo estasiata dell’uomo ed Elisa apostrofo il mio discorso “Soddisfatto! Visto che razza di zoccola ti ho portato ?”
Lui sorrise sempre più compiaciuto, ma la mia dominatrice precisò “Ricordati che la potrai fottere come vuoi, la potrai dare questa sera a chi vuoi e potete farle ogni genere di porcherie. Ma ricorda che è un gioco, se lei dice basta vi dovete fermare. Siamo intesi? “
L’uomo abbasso la testa per accettare i limiti che lei pose e questo mi rassereno completamente.
Elisa riprese a leccarmela, m’infilò tre dita nella passera, già fradici di umori, fottendomi a lungo. Iniziavo a ansimare con cadenza, non sentivo più le loro lingue e un rumore metallico ruppe il silenzio. Una mano maschile continuò a palparmi il culo dopo poco la mia attenzione fui attratta dal rumore di una bocca intenda a ciucciare. Era Elisa che stava spompinando l’antiquario preparandolo per fottermi.
Era brava come pompinara, vedevo Elisa che insalivava quel membro molto elegante, non enorme, ma sulla media di grandezza e lunghezza giusta, le palle grosse. La sua lingua aiutata dalla saliva dipingeva tutto il membro per poi affondarlo nelle sua bocca vogliosa, la mano del porco continuava a giocare con le mie chiappe le sue dita penetravano libere la mia passera lubrificata. Il cazzo del uomo era dritto turgido. Elisa gli disse che mi poteva trombare per bene e lasciò la preda di carne, lui le rispose di dar uno sguardo in giro avrebbe trovato dei giochi con cui divertirsi mentre mi fotteva.
Lo senti posizionarsi dietro di me, mi disse che mi avrebbe montato a dovere, si fece strada appoggiando l’asta sulle piccole labbra schiudendole. Con le mani lo guidava strofinando tutta la zona, affondò prima la cappella roteandola dentro mentre ondeggiavo gemendo, poi una sonora sculacciata fece avanzare il suo membro un altro poco, infine diede un colpo di reni e spinse forte.
Mii afferrò per i fianchi e iniziò ad darmi dei colpi violenti, poi iniziò a cavalcarmi aumentando il ritmo e sentivo le sue palle sbattere contro le mie chiappe.
“Ti piace troia ?”
Rispondevo con entusiasmo “Sei grande. Si! Si! Continua! Dai! Ah, ah, ahh.”
Mi mordicchiavo le labbra dal godimento, ma era tutto il mio corpo a godere di lui.
”Sii sfondami tutta !”
La mia preghiera fu accolta, mi scopo con dei colpi tremendi, forti, possenti e ritmati, mi fece raggiungere un orgasmo mentre ansimavo come una vacca affaticata.
“Sii ora…vengoo !”
Le sue mani cercavano disperatamente i miei capezzoli per torturali e allungarli dolcemente, era tutto una goduria incredibile. Dopo avermi fatto venire lui cambiava spesso il ritmo, le sue palle dovevano ribollire di latte bianco, si doveva gestire nell’innaffiarmi l’utero. Difatti iniziava a darmi dei colpi forti poi si fermava e ruotava il membro dentro, per poi riprendere a chiavarmi Elisa lo distrasse un attimo, avvicinandosi gli comunicò che aveva trovato uno splendido giochino. Mi godevo quello stupendo cazzo dentro, quando fui distratta, dal rumore delle loro lingue che si intrecciavano, mentre lui si muoveva pian piano dentro me.
Elisa gli disse “E’ ora di rompergli il culo a questa troia.”
Mi afferro per i capelli e mi sputo in faccia, poi soddisfatta dal avermi lavato il viso, girandosi verso di lui con una risata beffarda gli disse.
“Si trattano cosi le troie come lei.”
Alain infoiato da quelle parole uscì da me, mi alzai e fui messa a quattro zampe di fronte la poltrona . Elisa mi fece indossare una strana maschera in pelle nera e scese il buio, poi mi posizionò gli occhi in due fessure, le mie narice trovarono il punto di uscita ma la bocca aveva l’uscita negata dalla pelle nera della strana maschera.
L’articolo erotico permetteva di vedere di respirare con il naso, ma all’altezza della bocca, esternamente, vi era applicata una protuberanza di forma fallica,un membro finto di pelle di media dimensione non grosso ma lungo circa 18 centimetri.
Elisa si sedette sulla poltrona allargando le gambe, le appoggio sui braccioli e mi ordinò di penetrarla con l’aggeggio che avevo all’altezza della mia bocca. Disse poi all’uomo di sputargli nella figa, cosa che lui fece con gran gusto. Appoggia il membro artificiale sulla sua figa e l’antiquario eccitato della scena mi spinse la nuca verso la figa di Elisa.
La penetrai di colpo facendola sobbalzare.
Lui si posizionò nuovamente dietro, mi rinfilò il cazzo dentro e prosegui a fottermi. Ondeggiava tutto il mio corpo e questo movimento cadenzava l’andare su e giù del membro finto nella passera fradicia di umori di Elisa che con le mani mi afferrò per il capo e iniziò a ritmare la penetrazione.
L’uomo mi allargò le chiappe, puntò il suo cazzo dritto verso il buco del mio culo, entrandoci a forza. Il suo cazzo scivolò sul velluto, il mio ano si aprì come il burro.
“Ma questa troia è proprio aperta !”
Entrava e usciva per poi iniziare a incularmi con ardore.
Eravamo tutti in movimento, lui m’inculava ed io fottevo la figa di Elisa.
I sospiri, i gemiti, le piccole urla riempivano la stanza e anche se avevo le orecchie chiuse dalla pelle della maschera, ma sentivo i commenti spinti di Elisa.
”Spaccagli il culo a questa troia.” per incitare lui, poi rivolgendosi a me. “Tu brutta e squallida sgualdrina, continua a fottermi ! Ahh.”
Ero eccitata alla massima potenza e mi sgrillettavo, mentre il maschio mi sodomizzava, avevo difficoltà nel respirare perchè le mie narici sbattevano con il pube di Elisa.
La mia amica, padrona e Dea venne sotto i mie colpi, la vidi schizzare peggio di un uomo sporcando la maschera e uno spruzzo arrivò dentro il mio occhio sinistro. Alain aveva anche le palle piene che finirono col riempiermi le viscere con una serie ripetuta di fiotti.
Lui soddisfatto si accascio su di me ed Elisa ansimando intimo all’uomo “Non uscire che ora facciamo un giochino che ti piacerà.”
Il cazzo si stava ammosciando e sentivo il culo pieno di sborra.
Elisa si alzò ancora ansimando mi tolse la maschera e mi porse da leccare il membro finto ancora pregno dei suoi umori. Pulì e lucidai con la lingua quell’attrezzo di piacere. Elisa si avvicinò poi ad Alain e lo sposto, il mio culo rimase aperto, vuoto e gocciolante.
Lei si mise col piede sotto le mie vergogne e raccolse lo sperma e i miei umori anali.
Lui s’allontanò da noi facendomi i complimenti per il culo stupendo, andò a telefonare per avvisare i miei futuri clienti che ero una splendida rotta in culo.
Il pensiero che sarei stata una vera puttana mi eccitava.
Elisa mi tolse il membro finto dalla bocca per ficcarmelo di botto nel culo, poi si mise sulla poltrona e mi diede da leccare il piedino pieno di sborra.
Lo leccai con il gusto, adoro i suoi piedi e lo sperma che colava verso la pianta del piedino della mia dea lo rendeva ancora più appetibile.
Io leccavo con la lingua che si allungava a dismisura, allora la mia dea, dispettosa e autoritaria, con la pianta dell’altro piede si strofinava sulla mia faccia distorcendo il viso.
Alain iniziò ad applaudire dicendo che eravamo stupende, ed io proseguendo in quella azione servile da sottomessa, arrivai a succhiarle una ad una le dita, fino a che allargando la bocca faci entrare meta piede.
Stavo diventando terribilmente perversa, ma anche feticista.
Terminammo di giocare, lui si complimento con noi due per la nostra intesa.
Elisa mi bacio in bocca, poi Alain ci offri da bere e iniziammo una gradevole conversazione.
Ci avvisò che dopo sarebbero venuti diversi clienti, Elisa gli chiese se ciò andava bene a saldare il suo debito e lui la tranquillizzo, poi c’invitò in un’altra stanza dove voleva girare un video particolare con noi due,assicurando di nuovo Elisa che avrebbe estinto cosi il suo debito.
Elisa accetto senza titubanze, gli chiese solo di non farci riconoscere,e lui acconsentì.
Lo seguimmo lungo un corridoio finchè non aprì un porta ed entrammo in una grande stanza, alle finestre c’erano delle tende rosse e alle pareti quadri con delle scene da caccia. Al centro della stanza capeggiava un grande letto attorniato da degli sgabelli, delle cassapanche e una toilette.
Il padrone di casa prese da un armadio degli oggetti, ponendoli sull’enorme letto. Erano degli strumenti di piacere, un frustino nero di budello, un enorme membro di pelle con due estremità falliche con una cintura che permetteva di indossarli alla vita ,la parte interna era di dimensioni più piccole, quella esterna era proprio un cazzo da superdotato.
Elisa si denudò e mise lo strano strap-on che lui gli legò in vita tramite delle cinture. Il cazzo più piccolo fu ingoiato dalla sua figa ,l’altro sporgeva minaccioso verso di me. Alain mi fece spogliare nuda e indossai un reggiseno senza coppe, le tette erano sollevate e strette da questo indumento coi capezzoli che svettavano.
Alain s’avvicinò ad un tavolo e prese due morsetti dorati che strinse sui capezzoli, più che sentire dolore era molto stimolante.
Oltre che sottomessa stavo diventando masochista, ma questo mi si chiedeva ed ero cosi eccitata che avrei fatto di tutto.
Mi applicò poi un morsetto più piccolo sul clitoride procurandomi un dolce dolore, ma la mi vestizione non si fermo a questo, indossai delle autoreggenti di seta nera e delle scarpe con dei tacchi a spillo molto alti.
Ero uno schianto irresistibile !
Poi ci diede delle mascherine alla colombina di pelle nera e guardai Elisa che aveva messo delle scarpe con i tacchi a spillo metallici e un reggiseno di pelle nera oltre al la cintura alla vita con il membro esterno e quello conficcato.
L’antiquario prese una videocamera digitale e iniziò a girare in quello che sembrava un ambiente da bordello francese di fini ottocento.
Alain raccomandò ad Elisa di essere spontanea e di fare ciò che voleva trattandomi da schiava.
Mi misi subito a quattro zampe, Elisa iniziò a tirarmi per i capelli, poi si sedette sulla cassapanca e mi porse gli stivali da leccare. Mi trovai a leccare il tacco metallico, lo insalivavo tutto per poi dedicarmi alla punta che lei spinse, così la scarpa mi entro per una buona parte in bocca. poi mi trascinò per la stanza come una cagna vedevo l’antiquario che inquadrava le mie tette ed il mio viso, infine lei che m’infilava parte di punta della scarpa nel culo.
Elisa mi trascinava per capelli facendomi camminare come una cagna mentre dovevo leccare il suo membro finto.
Quanto potevo essere sconcia in quella parte !
Arriviamo davanti a letto mi fece alzare vedi Alain che mi filmava nella mia sconcia nudità.
Elisa mi si avvinghiò per gettarmi la lingua nella bocca e ci baciamo selvaggiamente. Mi palpava le tette, i capezzoli erano tiranti a causa dei morsetti, con fare maschile mi gettò su letto spalancandomi, ormai sona alla sua mercé. Alain gli porse un frustino nero ed io caddi nel terrore, ma Elisa mi sorrise, me lo strofinò per tutto il corpo, mi sfiorava il seno, mi metteva la punta in bocca per poi strofinarmelo sul clitoride.
La mia padrona mi stimolava il clito finchè non punto dritta il fallo sulla mia fica, infilandolo fino in fondo con un sol colpo. Io presi a gemere ma anche lei che subendo il contraccolpo si godette l’altra parte fallica del marchingegno. Elisa per fottermi meglio alzò le mie gambe e le mise ed io mi sciolsi sotto i suoi colpi.
“Sii, amore…da fottimi…spaccami tutta, sono tua !”
“Dai troia! Urla ! Fammi vedere quando sei porca ! Ti spacco la fica in due.”
Io continuavo a subire i suo assalti vedendo la telecamera che ci spiava, Alain si mise dietro il culo di Elisa per vedere come si apriva la mia figa, poi girò per veder il mio viso stravolto dal piacere.
Venimmo insieme, ma lei non era ancora sazia di me ne io di lei.
Elisa si abbassò, sentivo il suo seno strofinarsi sul mio, poi si sfilò dalla mia figa gocciolante e alzando le mie gambe fino a fargli toccare le spalle puntò il fallo sul mio buco ormai aperto e mi inculò schiaffeggiandomi selvaggiamente sul culo.
“Prendilo tutto nel culo troia del cazzo !”
“Sii spaccamelo, fammi impazzire.”
Dopo un po si fermò, mi prese per i capelli mentre si sdraiava sul letto.
“Troia impalati questo cazzo in culo. T lo voglio aprire completamente.”
Io cercai di sedermi su quel membro finto e rigido, ma era una posizione scomoda, allora lei mi allargò le chiappe per mettere vicino il fallo al buco ormai aperto, poi mi prese e spinse in alto fino a farlo entrare tutto.
Prendendomi per i fianchi mi fece scendere finchè non toccò di nuovo il letto con tutto il suo corpo, dopo sentì solo frustino sulle chiappe.
“Ora muoviti, cavalcami da vera puttana !”
Mi alzavo e mi abbassavo, dentro e fuori, lo facevo uscire quasi tutto dal culo per ributtarlo dentro più violentemente che potevo. Ero tutta spanata, il culo rumoreggiava ma lei non era contenta mi tirandomi a se strinse le gambe e fece sollevare le mie. Prese la punta rotonda del frustino e la mise nella fica.
Ero presa in tutti i buchi, ma mi muovevo a ritmo, Elisa godeva e mi tirava i capezzoli. Venni ancora, ma stavolta spruzzai gridando a pieni polmoni, allora mi sollevò il seno per mordermi i capezzoli. Incoraggiata del mio essere tremendamente vacca mi gridò “Che razza di troia sei ? Più ti sfondo e più godi !“
Alain riprendeva tutto e, finita questa galoppata, mi fece alzare mi ordinandomi di spogliarmi nuda.
“Ma sono già nuda !”
La mia padrona si abbassò per colpirmi con il frustino sulle natiche, ebbi un sobbalzo ed arrossì, poi mi tolsi il reggiseno, le scarpe e le calze.
”Su, mettiti a quattro zampe troia ! Andiamo in bagno che ho sete.”
Mi salì addosso e fui costretta a portarla in bagno mentre mi dava qualche colpetto leggero con il frustino, ma certo il risultato scenico della ripresa fu fantastico.
Arrivate in bagno, mi fece entra nella vasca e si accovacciò alzandomi la testa. “Leccami la figa brutta zoccola !”
Ero una cagna ubbidiente col corpo che tremava dalla goduria
Appena fui pronta mi scaricò la vescica in faccia, lunghi zampilli d’urina arrivano nella mia bocca spalancata con la lingua di fuori fra il rumore degli schizzi nella vasca.
“Bevi troietta da strapazzo. Tutto !”
Ne fece moltissima e quando finì di scaricarsi mi urlò “Ora asciugami stupida cagna da cesso.”.
Poi si alzò e fece un cenno a Alain per finire l’opera.
Lui preso dalla scena gli diede la telecamera e prese subito l’iniziativa.
Mi ritrovai in inginocchio col suo membro poggiato sulle labbra, lui se lo menava mentre io gli leccavo le palle, Poi mi schiaffeggiò col cazzo prima su una guancia poi sull’altra,e all’improvviso un piccolo fiotto di sborra arrivò sulla mia lingua. Elisa piazzò la telecamera verso la mia bocca mostrando il contenuto bianco, Alain mi prende per la testa e m’infilò il cazzo mezzo moscio in bocca per poi iniziare a riempirmi la bocca di liquido caldo e giallo, anche lui mi usava mentre Elisa riprendeva la mia bocca impastata di bianco e di giallo.
Finimmo di riprendere esausti, ma appagati.
Alain commentò subito “Siete state stupende, e con questo video farò impazzire i miei clienti.”
Commentammo l’ accaduto, io ero molto eccitata e pure se trattata da cagna ero soddisfatta di me stessa.
Elisa mentre mi facevo un bagno tonificante si fumò una sigaretta, Alain era andato di la perché avevano suonato possibili clienti.
Lei mi salutò dicendomi che mi ama e che più tardi mi avrebbe portata la mia roba, poi ci sentiremo dopo l’estate perchè lei stava partendo. Ci salutammo con un lungo bacio, poi mi ringraziò del mio essere accondiscende e gli confessai che mi piaceva molto giocare con lei.
Alain entrò dicendomi di prepararmi che fra dieci minuti avrei avuto il mio cliente e che dovevo rivestirmi come prima .
Mi lavai in fretta, mi rifeci il trucco, rimisi il reggiseno senza coppe le calze e indossai i tacchi a spillo.
Ero di nuovo un troia in tiro, le mollette se le riprese Alain, aprì la porta ed entrai nella stanza da letto facendo rumore con i tacchi.
Nella stanza ero sola, avanzavo ondeggiavo e mi sentivo sporca dentro, indecisa sul da fare, ma oramai certa che dovevo continuare a recitare la parte ,ad accettare il ruolo di prostituta .
Mi sentivo spaccata in due persone, Vera dolce brava ragazza e Vera ninfomane insaziabile pronta ad esaudire i desideri perversi di chiunque. Mi guardavo attorno in quella stanza, sul letto risistemato c’era un tanga di pelle nero, quello che indossava Elisa. Lo presi in mano per annusarlo, percepivo il profumo della sua figa e l’indossai, poi mi sistemai le autoreggenti.
Guardando la mia immagina riflessa nello specchio posto a lato del letto, vidi una gran troia, bellissima ma tremendamente puttana.
